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7.5

Recensione The Dark Pictures Anthology: Little Hope per XBOX One - Brividi lungo la schiena

The Dark Pictures Anthology torna col secondo capitolo della saga, scopriamo insieme questa nuova avventura nella nostra recensione di Little Hope per XBOX One

Sospesi tra presente e passato

In bilico tra il presente e il passato, si, nel secondo capitolo della Dark Pictures Anthology di Supermassive Games e BANDAI Namco gli sviluppatori inglesi ci portano in un incubo a base di streghe, viaggi temporali e terrore puro. Dopo il primo capitolo che ci aveva lasciato piacevolmente colpiti (se ve la siete persa potete ancora leggere la nostra recensione di Man of Medan) torniamo a vivere il terrore da un altro punto di vista. Se siete pronti a seguirci nel nostro viaggio nella cittadina di Little Hope continuate a leggere la nostra recensione di The Dark Pictures Anthology: Little Hope per XBOX One.
 

 

La trama di The Dark Pictures Anthology: Little Hope

Partiamo come di consueto a parlare della trama di Little Hope, vi anticipiamo che non vi racconteremo nulla oltre le prime battute di gioco e degli accenni generali sulla trama e sulla narrazione. Come potete ben immaginare infatti, Little Hope è fortemente basato sulla trama, sui bivi narrativi e sui colpi di scena che avvengono nel corso della nostra permanenza nell'omonima cittadina. Possiamo anticiparvi che la storia ha un mordente narrativo un po' inferiore rispetto alla precedente produzione ma, siamo sicuri, l'atmosfera generale del titolo vi catturerà sicuramente.
 
La storia viene vissuta dai nostri protagonisti in un continuo salto tra passato e presente. E' notte e il pullman con a bordo i nostri cinque protagonisti (quattro studenti e il loro docente) ha uno strano incidente. Una bambina apparsa di colpo in mezzo alla strada ha obbligato il conducente ad una brusca sterzata ribaltando il mezzo e lasciando i nostri protagonisti nei pressi della piccola cittadina di Little Hope. Una fitta nebbia impedisce ai nostri di scappare dalla cittadina maledetta e non resta che attendere l'arrivo del giorno e passare li la notte, una notte dove gli incubi si fanno realtà. 
 

Esattamente come il suo predecessore infatti una singola run non svelerà tutta la vicenda.

 
L'idea di passare tra le vicende presenti e quelle passate è interessante e i ragazzi di Supermassive Games hanno saputo offrire, anche in questo secondo capitolo, un nuovo sguardo sul mondo dei survival horror. I due momenti narrativi (quello nel passato e quello nel presente) mostrano al giocatore due punti di vista diversi che narrano però la stessa storia, il passato di Little Hope ci aiuta a capire meglio quello che sta succedendo nel presente anche se per avere una visione chiara di tutto quello che succede dovrete giocare diverse partite. Le scelte che prenderete, gli ambienti che esplorerete non modificheranno solo le relazioni tra i vari personaggi (decretando anche morti o salvataggi in extremis) ma varieranno sensibilmente anche il finale. 
 
Vi ricordiamo inoltre che The Dark Pictures: Little Hope è localizzato in italiano, sia nei testi che nei dialoghi.
 
 

 

Il gameplay di The Dark Pictures Anthology: Little Hope

Parlando di gameplay dobbiamo dire che questo secondo capitolo della Dark Pictures Anthology non stravolge il gameplay che abbiamo già potuto provare nel primo episodio. I ragazzi di Supermassive Games hanno però apportato alcune modifiche per migliorare dei punti che erano abbastanza lacunosi o problematici. Il primo grande improvement in questo senso lo si può notare nella gestione dei QTE, questa volta più sensata e guidata ma non per questo più semplice. Innanzitutto ora i quick time event rispondono in modo corretto ai nostri comandi e, soprattutto ora prima di QTE verrà mostrato un breve video che indirizza il giocatore sulla natura dell'evento stesso. Questo aiuta il giocatore a preparasi e poter reagire meglio rispetto quello che succede a video. 
 
Le nostre scelte, esattamente come succedeva in Man of Medan influenzeranno sia i nostri rapporti con i compagni che il nostro destino. Prendendo infatti le varie scelte nel corso dell'avventura il personaggio che stiamo controllando in quel momento potrebbe acquisire dei tratti negativi, questi gli impediranno o precluderanno delle scelte in futuro con esiti, a volte, molto funesti. E' possibile "redimere", in un certo senso, i nostri peccati compiendo buone azioni, e proprio da questo punto di vista dobbiamo fare un piccolo appunto: ci è sembrato che il sistema di redenzione sia un po' troppo clemente, forse bisognava essere un po' più rigidi in questo frangente.
 
Vi ricordiamo che potete giocare Little Hope sia in solitaria che in compagnia di un amico, sia in locale che in remoto. Questa volta, rispetto al multiplayer decisamente innovativo di Man of Medan, non ci sono particolarità rilevanti e, se non altro, l'aiuto di un amico potrà alleggerire il senso di terrore che il titolo tende a insinuare nella testa del giocatore. Inoltre giocando in multiplayer avrete accesso a sequenze e a parti di storia che non potreste mai sbloccare in single player. Infine abbiamo notato un numero abbastanza elevato di momenti jumpscare, forse troppi e, alle volte, un po' forzati e fuori contesto.
 

 

L'arte e la tecnica di The Dark Pictures Anthology: Little Hope

Sul fronte tecnico non abbiamo molto da dire, la struttura tecnica di Little Hope è rimasta pressochè invariata rispetto a quanto già visto in Man of Medan, l'Unreal Engine offre sempre un buon compromesso in termini di prestazioni e impatto visivo ma, parlando sinceramente, Little Hope non è certo il gioco che ricorderete per la grafica spaccamascella. Buona la resa grafica della nebbia che offre anche un senso a livello di gameplay e di atmosfera. La fitta nebbia copre infatti molti dettagli e spesso ci si ritrova sorpresi da elementi indistinguibili fino a pochi attimi prima (in alcuni casi generando anche una certa apprensione). 
 
Dal punto di vista artistico abbiamo trovato più centrati e in tema col gioco gli avvenimenti del passato di Little Hope, e anche i protagonisti nella loro veste "passata" ci sono sembrati più profondi, più a fuoco e più memorabili rispetto ai cinque protagonisti dei giorni nostri. Buono il lavoro svolto per creare l'atmosfera giusta, molto buona la realizzazione delle ambientazioni, sia degli interni che degli esterni. Anche la resa delle fonti di luce e del sistema di illuminazione è convincente e contribuisce significativamente a mantenere alta la tensione e l'atmosfera generale. 
 
Durante le nostre partite su XBOX One X non abbiamo infine riscontrato particolari problemi o blocchi. Buono anche il comparto audio, sia sul fronte della colonna sonora che, soprattutto, su quello degli effetti audio.
 

 

The Dark Pictures

Little Hope è un buon "secondo episodio", rispetto al primo capitolo della serie di The Dark Pictures Anthology soffre un po' la mancanza del multiplayer "strano" del primo capitolo. I ragazzi di Supermassive Games non hanno voluto rischiare molto e ha preferito un approccio più classico. C'è da dire che la Dark Pictures Anthology offre uno spaccato del mondo horror (soprattutto vissuto in cooperativa) abbastanza unico nel panorama e, se vi siete divertiti con i racconti del Curatore nel primo capitolo, siamo sicuri che anche in Little Hope troverete pane per i vostri denti.

7.5

Trama 7

Gameplay 8

Arte e tecnica 7

Pro:

migliorati i qte

ottima atmosfera

Contro:

multiplayer più piatto

sistema di redenzione poco efficace

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