8.5

Recensione Planet Of The Eyes

Planet of The Eyes e' un platform colorato, e introspettivo, una sorta di Limbo con i colori, continuate a leggere per saperne di piu'

I pianeti hanno gli occhi

Capita di giocare a titoli che ti prendono dal primo secondo, quando ti capita di vedere anche solo uno screenshot o un’immagine e via scatta la scintilla. Alle volte, pad alla mano, alcuni si rivelano delusioni, altre volte l’idillio continua. E’ il caso di Planet Of The Eyes un platform che ha riportato alla mente titoli molto importanti e blasonati, ma andiamo per passi successivi e vediamo com’è nella nostra recensione.
 

Planet Of The Eyes

Da soli su un pianeta deserto (o quasi)

E’ così che ha inizio la nostra avventura, con noi che usciamo da una capsula di emergenza sparata dalla nave su cui stavamo viaggiando. No, non siamo degli esploratori in cerca di un nuovo mondo come in The Solus Project, siamo un semplice robot, che si ritrova su un pianeta deserto e possiamo fare solo una cosa, andare avanti dritti per la nostra strada.

Sarà l’ambientazione, sarà il disegno, ma Planet Of The Eyes ci ha conquistati dal primo momento, il titolo di Cococucumber, già uscito diverso tempo fa per PC, ha diviso pubblico e critica, per noi è un gran gioco che ci ha ricondotto, anche se in modo diverso, a emozioni e sensazioni, provate in titoli come Limbo e Inside (di cui potete leggere qui la nostra recensione).

Si, Planet Of The Eyes è molto più colorato, ma l’aria che si respira non si discosta molto dai capolavori del team Playdead. In Planet Ot The Eyes arriveremo ai titoli di coda in poco meno di un paio d’ore, ma in questo lasso di tempo avremo per le mani un titolo divertente, che ci chiede di usare la testa e che racconta una sottotrama interessante che solo nel finale verrà completamente svelata (lasciando anche un bel cliffanger per un eventuale secondo capitolo). Insomma poco tempo ma decisamente buono!
 

Planet Of The Eyes

Semplicità: l’ingrediente segreto

Appena preso in mano il pad vi basteranno pochi secondi per padroneggiare il nostro piccolo robot, abbiamo un tasto per saltare e uno per ballare (si avete letto bene, per ballare).

Non possiamo fare molto altro, non siamo degli automi dedicati alla battaglia, in effetti il nostro utilizzo ci è ignoto, il nostro scopo sembra solo quello di proseguire, passo dopo passo, verso il centro del pianeta, guidati da delle musicassette (si come quelle che si usavano tra gli anni 80 e 90) che ci raccontano la storia, o meglio ci ritagliano pezzi di trama. Esattamente come in Limbo o in Inside dovremo trovare il modo giusto per poter proseguire nel livello, il modo corretto per superare il particolare ostacolo, la testa vale più della spada (che non si ha) in Planet Of The Eyes.

Gli enigmi proposti non sono mai cervellotici e basterà un po’ di ragionamento per arrivare alla conclusione, lo scopo del gioco non è quello di proporre il puzzle-platform definitivo per giocatori pro, è invece quello di raccontare una storia utilizzando i colori, l’ambiente e le famoso cassette per trasmetterla all’utente. Verso la fine del gioco vi verrà chiesto di avere anche un minimo di manualità per poter passare incolumi determinate sezioni dove tempismo e rapidità di movimenti faranno la differenza tra la vita e la morte.
 

Planet Of The Eyes

E’ ancora la semplicità la sua forza 

Esattamente come per il gameplay, o forse ancora a maggior ragione, è la semplicità la chiave di volta per la parte artistica del titolo. E’ grazie alla semplicità di forme geometriche precise, spigolose e spesso a tinta unita che, posizionate sapientemente, fanno il miracolo. A volte sembra di trovarsi davanti a schermate di Adobe Illustrator.

Tutto si muove fluido nel mondo di Planet Of The Eyes e anche la colonna sonora riesce a trasmettere quella sensazione di calma e di inquietudine tipica dei film sci-fi degli anni 70. L’atmosfera che il titolo dei ragazzi di Cococucumber è quasi magica, rapisce e lascia estasiati e riesce a trasmettere bellezza pur basandosi principalmente sulla semplicità.

Potete guardare le immagini a corredo della recensione o guardare qualche video gameplay su YouTube per farvi un’idea perché non è semplice trasmettere la forza di una grafica così minimalista ma terribilmente originale e curata.
 

Planet Of The Eyes 

Planet of the Eyes

Planet of the Eyes è un titolo indie di pregevole fattura, un’avventura di bersi tutta d’un fiato e in cui lasciarsi trasportare per il poco tempo che dura. Completamente sottotitolato in italiano nessuno rischierà di perdersi una riga della trama e della narrazione. Consigliatissimo agli amanti dei giochi emozionali e di chi vuole giocare un’avventura breve che unisca fasi puzzle a fasi platform.

8.5

Trama 8.00

Gameplay 8.50

Arte e tecnica 8.50

Pro:

artisticamente fantastico

trama interessante

Contro:

molto breve

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