7.5

Recensione Grow: Song of the Evertree per XBOX ONE

Stanchi dei soliti gestionali? Forse abbiamo il titolo che fa al caso vostro: ecco la nostra recensione di Grow: Song of the Evertree per XBOX ONE

La storia di una ricostruzione

Oggi parliamo di un gestionale un po' atipico, oddio già definirlo gestionale è limitativo ma se non altro abbiamo inquadrato la macrocategoria della produzione: ecco a voi Grow: Song of the Evertree. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Prideful Sloth e pubblicato da 505 games ci porta in un mondo fantasy da ricostruire. Se siete appassionati di Animal Crossing e adorate i city builder e simili dovreste continuare a leggere la nostra recensione Grow: Song of the Evertree per XBOX One perchè, siamo sicuri, il titolo vi interesserà.
 

 

La trama di Grow: Song of the Evertree

Iniziamo come di consueto parlando della trama di Grow: Song of the Evertree: il titolo sviluppato da Prideful Sloth non offre, onestamente, un comparto narrativo particolarmente coinvolgente ed originale ma sarebbe disonesto fargliene una colpa: il bello di Grow: Song of the Evertree si trova in altri elementi. Al netto del fatto che la trama sia abbastanza semplice e molto derivativa dobbiamo dire che il contesto in cui il gioco si svolge è stato in grado di coinvolgerci e di rendere il nostro tempo passato all'interno dell'avventura decisamente piacevole.
 
Ad ogni modo una storia, seppur semplice, è presente noi vogliamo raccontarvi l'incipit che vi farà muovere i primi passi nel mondo di gioco. L'Albero Eterno era il centro del mondo, il centro nevralgico della vita stessa forse, ma ora le cose non sono più così. L'Avvizzimento ha infatti intaccato l'Alberto Eterno causandone gravi danni, la città che risiedeva ai suoi piedi ha subito un duro colpo e la comunità intorno ad essa si è sgretolata. Ed è proprio qui che entriamo in scena noi, un alchimista, un essere in grado di comprendere appieno le necessità dell'antico albero e in grado quindi di estirpare il male dalle sue radici per riportarlo all'antico splendore. 
 
La trama scorre lineare e senza grossi colpi di scena, l'intreccio narrativo non è certamente impressionante ma sicuramente sufficiente per tenere incollato il giocatore fino ai titoli di coda. Vi ricordiamo infine che Grow: Song of the Evertree è localizzato in italiano
 

 

Il gameplay di Grow: Song of the Evertree

È nel gameplay che Grow: Song of the Evertree mostra la sua doppia natura, se da un lato infatti vi sembrerà di giocare ad una sorta di Animal Crossing ambientato in un mondo fantasy, dall'altra vi renderete presto conto che questo mondo va gestito, ampliato e risanato a dovere, ed ecco che è proprio qui che Grow mostra la sua anima più gestionale, quasi da city builder. Oltre ai due cuori pulsanti della produzione (e di cui vi parliamo un po' più nel dettaglio poco sotto), Grow: Song of the Evertree offre al giocatore una serie di mini-giochi o mini attività che gli permettono di "rompere" la monotonia delle azioni ripetitive che, in alcuni casi, si è costretti a compiere. Ecco quindi che il titolo mostra una natura quasi platform, a tratti action, con piccoli dungeon da esplorare, elementi da creare tramite il nostro laboratorio alchemico (inserendo quindi una meccanica di crafting molto interessante), dei piccoli livelli platform e via di questo passo variando, notevolmente, la varietà di eventi a disposizione. 
 

Grow: Song of the Evertree è un titolo che stupisce e che riesce a tenere insieme meccaniche di gameplay anche molto distanti tra loro

 
Se vi abbiamo parlato di Animal Crossing non è per fare un paragone tra il titolo di Prideful Sloth e il capolavoro di Nintendo ma perchè, nelle prime ore di gioco, vi sembrerà di essere sulla vostra amata isola piuttosto che ai piedi di un albero a salvargli la vita. Il motivo è presto detto: passerete i primi momenti di gioco a dedicarvi agli elementi più semplici e basilari, dovrete pescare, sistemare la vostra casa, occuparvi del cibo e di ripiantare gli alberi e così via, andando a gestire dei macro-componenti del mondo di gioco. Tra una sessione di pesca e l'altra vi renderete però presto conto che la natura gestionale del titolo va oltre questo e che Grow: Song of the Evertree offre uno squarcio più profondo e tecnico rispetto al titolo di Nintendo. Se infatti da una parte dobbiamo ricostruire la città e renderla di nuovo un luogo abitabile, dall'altra parte dobbiamo occuparci anche dei Mondi che un tempo erano presenti sui rami dell'Albero e che ora toccherà a noi rimettere in sesto. 
 
E tra tutte le meccaniche di gameplay proposte da Grow: Song of the Evertree, quella legata al risanamento dei vari rami (e dei micromondi ad esso collegati) è forse quella riuscita meno bene, un po' troppo ripetitiva e a tratti stancante. In alcuni momenti ci è sembrato di giocare ad una sorta di Viva Pinata sotto steroidi ma, d'altro canto, la meccanica di gioco è proprio quella: piantate dei semi magici, grazie a questi semi farete tornare la fauna specifica di quel mondo e, grazie al ripopolamento dei vari mondi, combatterete l'Avvizzimento. Il problema è che, alla lunga, il sistema viene un po' a noia. 
 

 

L'arte e la tecnica di Grow: Song of the Evertree

Non abbiamo invece molto da dire sulla realizzazione artistica e tecnica del titolo: Grow: Song of the Evertree è un gioco che sa farsi piacere anche al suo primo sguardo. La direzione artistica (seppur non propriamente brillante sul fronte dell'originalità) risulta ben studiata, colorata e il risultato finale è estremamente piacevole: a tratti vi sembrerà di essere all'interno di un piccolo corto Pixar. Ottimo anche il design dei mondi di gioco e dei suoi personaggi, sempre in linea con il tiro della produzione. 
 
Buone notizie anche sul fronte tecnico: durante le nostre partite non abbiamo assistito a bug che creassero problemi in termini di gameplay. Grow: Song of the Evertree gira molto bene anche su XBOX One X (piattaforma da noi utilizzata per scrivere questa recensione), abbiamo trovato il motore di gioco ben ottimizzato così come i tempi di caricamento. 
 
Ottima infine la colonna sonora che vi affiancherà piacevolmente in ogni momento, anch'essa non è forse eccessivamente originale ma l'impatto è decisamente garantito. 
 

 

Grow: Song of the Evertree

Grow: Song of the Evertree è un titolo che offre al giocatore un sacco di cose da fare, come fosse un mix di generi e di contenuti da poter sfruttare per divertirsi nei modo più vari. Certo, a guardare il titolo da lontano sembra che manchi un po' il focus al progetto ma ogni elemento preso di per se ha sempre qualcosa da dire. Se state cercando un titolo che vi possa offrire un mix di gameplay tra Animal Crossing, Viva Pinata e un city builder siete nel posto giusto ma ricordate che, come sempre succede nei mix, il risultato finale non è sempre esattamente uguale alla somma delle sue parti.

7.5

Trama 7.00

Gameplay 8.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

divertente e vario

graficamente piacevole

Contro:

a tratti ripetitivo

alcune componenti non sono amalgamate tra loro

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