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Recensione CONTROL - L'action 3D secondo Remedy

Remedy ritorna prepotentemente sulla scena con un titolo che vi lascerà a bocca aperta. CONTROL è qui.

Storia di una software house di mezza estate

Nel mondo videoludico ci sono software house che hanno la capacità di creare titoli talmente intrecciati al tessuto tecnico e creativo del team da renderli unici, autoriali per certi versi. Tra queste non possiamo non citare i protagonisti del gioco di oggi: stiamo parlando di Remedy Entertainment e di CONTROL, loro ultima creazione. La software house finlandese è stata (e lo è ancora, ma di questo ne parleremo lungo la recensione) tra i più importanti rappresentanti del genere degli action 3D; con alle spalle capolavori come Max Payne e Alan Wake non potevamo che aspettarci grandi cose da CONTROL e le nostre aspettative non sono state certo deluse. Se volete sapere perchè l'ultimo nato di casa Remedy è sulla bocca di tutti non vi resta che seguirci nella nostra recensione di CONTROL.
 
CONTROL
 

La trama di CONTROL

Se c'è qualcosa che, più di ogni altro elemento, è rappresentativo dei ragazzi di Remedy è fuori di ogni dubbio la parte narrativa e legata a trama e lore. Sam Lake l'emblematico direttore creativo nonchè vero e proprio front-man di Remedy non ha deluso nemmeno questa volta ed è riuscito a piazzare un'altra tacca nell'evoluzione del genere e, sopra tutto, nell'avvicinare il mondo del cinema a quello del gaming. L'ultimo lavoro del team, il tanto discusso e contestato Quantum Break aveva fuso in modo unico una vera e propria serie TV ad un gioco action e il risultato era stato eccezionale dal punto di vista narrativo ma carente sotto quello del gameplay. Forti di questa esperienza gli sviluppatori finlandesi sono tornati alla carica con una IP completamente nuova di zecca ed estremamente originale: CONTROL, ma andiamo con ordine e vediamo cosa si cela nel tessuto narrativo del titolo. 

Premettiamo che non vi sveleremo nulla della trama ma vi racconteremo solo i primi minuti e il contesto narrativo dove si svolgono le vicende. In CONTROL vestiamo i panni della bellissima Jesse Faden (che ha preso in prestito le fattezze dall'attrice Courtney Hope) e che si trova, senza troppe spiegazioni o dettagli, a New York di fronte alla sede del FBC: il Federal Bureau of Control. Le domande e le curiosità iniziano a frullare nella testa intanto che ci muoviamo, lentamente, in quello che sembra a tutti gli effetti un edificio completamente deserto. Non passa molto tempo che facciamo la conoscenza di un tizio decisamente criptico (come se tutto il resto non fosse già abbastanza fumoso e poco chiaro) custode che ci indirizza nella stanza del Direttore, l'uomo che gestisce il Bureau e quindi tutta la Oldest House (così è definito il quartier generale del Federal Bureau of Control). Una volta entrati nell'ufficio del Direttore ci rendiamo conto che le cose non stanno come sperato: troviamo infatti Zachariah Trench (l'attuale direttore) in una pozza di sangue con l'arma a terra di fianco al corpo; una volta raccolta la nostra protagonista inizia ad avere visioni e scopre di essere lei, ora, la nuova direttrice del Bureau e spetta proprio a noi affrontare The Hiss (o "il Sibilo" in Italiano) che è l'entità che sta tenendo sotto scacco l'intera Oldest House e non solo. 

Non vogliamo andare oltre perchè CONTROL ha rappresentato, per noi, un continuo "effetto wow", con la storia che si intreccia e che viene raccontata in modo magistrale, con tutta una lore di sottofondo che affiora grazie a registrazioni, appunti e documenti sparsi per il mondo di gioco e che contribuiscono a dare vita e spessore all'universo narrativo messo in pista dai ragazzi di Remedy. Per arrivare ai titoli di coda vi serviranno poco più di una decina d'ore; questo tempo vi servirà (indicativamente) solo per portare Jesse ai titoli di coda e non per concludere tutti gli incarichi e scoprire tutti i segreti della Oldest House, se siete maniaci del completismo o volete scoprire tutte le sfaccettature dell'universo creato da Sam Lake dovete mettere in conto più di qualche ora aggiuntiva. Parliamo spesso di quanto una trama e una narrazione ben fatte e strutturate possano cambiare completamente l'impatto che un giocatore ha verso un titolo, ecco CONTROL è il fulgido esempio di quello che intendiamo. Il feedback delle armi e dei colpi ci è sembrato eccellente così come la reattività dei comandi: Jesse si muove agilmente e abbiamo trovato il sistema di controllo perfetto per il tipo di gioco.
 
CONTROL 

Il gameplay di CONTROL

Un'altra caratteristica che ha contraddistinto Sam Lake e tutta la Remedy è sempre stato il loro approccio innovativo verso il genere degli action 3D. Sono stati proprio loro, in quell'incredibile operazione che fu Max Payne a introdurre il bullet time, in un contesto narrativo completamente originale rispetto alla produzione videoludica del tempo (e anche quella attuale), così come in Max Payne 2 sono stati tra i primi ad implementare l'Havok (il motore fisico) in un action game e prima ancora di Half Life 2 (che invece cambiò completamente il concetto di fisica nei videogiochi). Con Alan Wake hanno abbattuto il muro che separava serie TV e videogioco creando un titolo che potremo quasi definire ibrido fino ad arrivare al (contestato) Quantum Break che ha reso una cosa sola videogioco e produzione cinematografica. Ma perchè abbiamo ripercorso la storia di tutti i titoli più importanti della software house finlandese? Perchè anche con CONTROL, Remedy,  è riuscita a creare uno sparti acque tra il prima e il dopo. 

Se avete visto qualche video di gameplay o di presentazione del titolo non potete non aver notato come, in CONTROL, sia il mondo di gioco stesso un'arma nelle mani dei giocatori, si certo andiamo in giro con la nostra pistola d'ordinanza che è tutto fuorchè una pistola tradizionale, ma è grazie ai poteri di Jesse che il titolo esprime il suo potenziale. Tutta la meccanica di gunplay si basa infatti non solo sulle armi ranged che possiamo imbracciare ma sull'utilizzo dei super-poteri della nostra protagonista. Avanzando nel gioco infatti potrete sbloccare poteri come la levitazione, che vi consente di librarvi in aria ed avere un approccio ai combattimenti completamente diverso dai classici action 3D, avrete la possibilità di controllare i vostri avversari per usarli come fedeli aiutanti oppure di far levitare praticamente qualsiasi oggetto nello stanza (o parte di essi) per scagliarli contro i malcapitati; e molto altro ancora. Alcune di queste meccaniche non sono certo una novità per il mondo videoludico, ma è il come vengono utilizzati in CONTROL che fa la differenza con tutto quello che c'era prima del titolo Remedy. Il "casino" che viene generato a schermo durante i combattimenti è difficilmente descrivibile in parole, tra proiettili che volano, fogli che vengono sparpagliati per la stanza e schegge di legno o pezzi di cemento, mantenere le calma e affrontare gli avversari con testa diventa una vera e propria priorità. Ed è qui che CONTROL gioca un'altra carta: la sua tatticità; non pensiate di poter avanzare a testa bassa, Jesse avrà anche un sacco di poteri ma è decisamente fragile e non sempre basterà crearsi uno scudo con i resti di un muro per sopravvivere agli attacchi degli esseri di cui The Hiss ha preso il controllo. 

Ma non è fatto di solo gunplay il gameplay di CONTROL, il titolo prevede infatti un sistema di avanzamento stile rpg della protagonista: possiamo far evolvere i poteri di Jesse per cercare di personalizzare il nostro approccio al titolo. Da questo punto di vista però ci saremo aspettati qualcosa di più, lo skill tree ci è sembrato un po' "piatto", con poche varianti reali e poco significative. Il titolo offre anche una serie di puzzle ambientali che siamo chiamati a risolvere per avere accesso a determinati ambienti di gioco, e proprio parlando di ambienti dobbiamo dirvi che praticamente tutto il gioco è ambientato all'interno della Oldest House e che l'ossatura della produzione è assimilabile a quella di un classico metroidvania dove potremo avere accesso a determinate aree solo dopo che avremo sbloccato un particolare potere o caratteristica. Per venire incontro a questa struttura di gameplay il titolo vi consente di avere sempre in sovraimpressione la mappa del gioco anche perchè, a differenza di altre produzioni, non avrete un indicatore che vi poterà all'obiettivo ma dovrete orientarvi da soli (o meglio, con la mappa).

Chiudiamo il paragrafo dedicato al gameplay ricordandovi che il titolo è localizzato in italiano, con i soli sottotitoli. Dobbiamo dire che la traduzione è di ottimo livello così come il parlato inglese.
 
CONTROL
 

L'arte e la tecnica di CONTROL

Anche dal punto di vista tecnico e artistico CONTROL lascia il segno: il lavoro dei ragazzi di Remedy si dimostra subito originale e riconoscibile. Lo stile che l'art direction ha seguito per rappresentare tutta la Oldest House è fortemente influenzato dal movimento brutalista e minimalista. Già da questo punto di vista la produzione messa in campo dal team di sviluppo si distacca di parecchio dalle produzioni più classiche. Da vedere CONTROL è una vera propria gioia per gli occhi: il titolo di Remedy è forse uno dei titoli che più si avvicina alla prossima generazione con un utilizzo della fisica e degli effetti visivi eccezionali.

Abbiamo giocato il titolo su XBOX One X e,  salvo rarissime eccezioni, il gioco si è sempre comportato in maniera granitica: certo la conta degli FPS si "ferma" a 30 ma la console di Microsoft ha retto sempre bene, anche nelle situazioni più concitate dove i cali di frame rate sono ridotti al minimo. Da quello che abbiamo potuto osservare da varie comparazioni disponibili online dobbiamo evidenziare che su Playstation 4 standard e XBOX One il titolo soffre di più sul fronte del frame rate ma resta comunque godibile. Un discorso a parte va fatto per il Ray Tracing disponibile solo per la versione PC (che non è un semplice porting ma presenta tutta una serie di opzioni per personalizzare a fondo l'aspetto tecnico e di performance del titolo), rappresenta poi un vero e proprio punto di svolta per il gaming vista l'implementazione della nuova tecnologia. NVIDIA stessa presenta CONTROL come il metro di paragone attuale sull'utilizzo del Ray Tracing nel mondo videoludico.

Chiudiamo parlando della componente audio del gioco: anche da questo punto di vista CONTROL si comporta egregiamente con una serie di effetti sonori ed una regia che sfiorano la perfezione. Anche nelle situazioni più incasinate e concitate è infatti impossibile non riconoscere l'incredibile lavoro svolto dal team di sviluppo per riprodurre suoni e rumori tesi a rendere ancora più reale quello che accade a video. Al contempo durante le nostre esplorazioni nella Oldest House abbiamo trovato i momenti di silenzio e i "sibili" di grande atmosfera, pronti a immergere il giocatore in un mondo a metà fra l'onirico e l'horror.
 
CONTROL

Control

CONTROL rappresenta, praticamente sotto ogni punto di vista, il culmine della produzione di Remedy e non solo. Il titolo pubblicato sotto etichetta 505 Games ha tutte le carte in regola per competere con i Tripla A più blasonati e riesce a dettare un nuovo standard di utilizzo della fisica nel mondo del gaming. Un po' come fece Half Life 2 ai suoi tempi, CONTROL propone un modello di gioco che avvicina il mondo virtuale a quello reale riuscendo a mettere nelle mani del giocatore un vero e proprio mondo plasmabile dalle proprie azioni: siete a corto di munizioni? Nessun problema, quel pezzo di mobile diventa un'arma. Siete in inferiorità numerica? Un avversario convertito vi aiuterà a reggere il peso dell'attacco avversario e così via. Il titolo non delude nemmeno sul piano narrativo presentando una storia auto concludente ma che apre le porte ad un ipotetico nuovo universo che è li per essere utilizzato. Impossibile non consigliare CONTROL a chiunque sia appassionato di action 3D: abbiamo per le mani uno dei papabili titoli da Game of the Year di questo (fantastico) 2019.

9

Trama 9

Gameplay 9

Arte e tecnica 9

Pro:

narrazione eccelsa

tecnicamente impressionante

direzione artistica fuori parametro

Contro:

qualche problema tecnico

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