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Recensione Diablo II: Resurrected per XBOX ONE - L'oscuro signore è di nuovo tra noi

Dopo oltre vent'anni Diablo II torna sui nostri schermi, ecco la nostra recensione di Diablo II: Resurrected per XBOX One

Diablo è tornato

Diablo II, inutile negarlo, ha segnato la storia del videogioco e l'ha fatto tracciando un solco che per molti anni in tanti hanno cercato di imitare ma non arrivando mai all'altezza di sua maestà. Sono passati oltre vent'anni dal suo rilascio, era l'anno 2000 e Blizzard aveva presentato al mondo la versione riveduta, corretta, migliorata e sotto steroidi del suo precedente grande successo: Diablo. Inutile dire che alla notizia del suo ritorno sulle piattaforme dell'attuale generazione (e anche della precedente) il nostro piccolo mondo ebbe un sussulto. Il rischio di rovinare un ricordo molto importante era certamente dietro l'angolo ma il progetto era stato messo nelle sapienti mani di Vicarious Vision (già autori di eccellenti remastered) e oggi siamo qui a raccontarvi come è andata l'operazione. Se quindi non vedete l'ora di calarvi nell'oscuro mondo di Diablo non dovete far altro che seguirci nella nostra recensione di Diablo II: Resurrected per XBOX One.
 

 

La trama di Diablo II: Resurrected

Partiamo dall'inizio e diciamo subito che, per chi non lo sapesse, Diablo II: Resurrected è la versione rimasterizzata e tirata a lucido del secondo, glorioso, capitolo della saga di Blizzard. Ai ragazzi di Vicarious Vision è stato dato un compito importante e decisamente ingombrante: riprendere uno dei capolavori più apprezzati della storia del videogioco e riportarlo ai giorni nostri senza scontentare nessuno. Bene, togliamo subito l'elefante dalla stanza: Diablo II: Resurrected è un dannatissimo capolavoro e siamo sicuri che riuscirà a fare la gioia sia dei più grandicelli tra voi (che magari giocarono e rigiocarono il titolo al tempo della sua uscita) si a chi sta cercando un vero hack 'n slash con le palle. 
 
Fatta la doverosa premessa cerchiamo di riportare in pari chi non conosce nulla della storia di Diablo (se volete poi fare un salto in avanti potete andare a leggervi la nostra recensione di Diablo III per Nintendo Switch) in modo che possiamo partire tutti dallo stesso punto. Partiamo dal primo Diablo (anno di uscita 1996, mica male eh?): nel primo capitolo del titolo Blizzard il giocatore vestiva i panni di un guerriero in lotta contro il signore oscuro: Diablo in persona. Il titolo era ambientato nel mondo di Sanctuary e più precisamente in un labirinto ospitato sotto le fondamenta del Monastero di Tristram luogo dove risiedeva la prigione di Diablo. A far da sfondo (e da lore vera e propria dell'avventura) vi è l'eterna lotta tra il bene e il male con serie di guerre tra serafini e demoni per il controllo del mondo. Nella guerra ebbero la meglio le forze del bene e Tyrael, una volta imprigionato Diablo, fondò l'ordine degli Horadrim a custodia della prigione del signore oscuro. Passarono molti anni e molti regni si avvicendarono quando, ad un tratto, Diablo si risvegliò e il regno tornò al caos iniziale. Sarà grazie al Viandante (un eroe misterioso) che Diablo viene sconfitto. 
 
La storia di Diablo II inizia esattamente dove finiva quella del primo capitolo, il Viandante, per cercare di contenere il male dilagante nel mondo, assorbi l'anima di Diablo all'interno di una pietra, una pietra che incastonò dentro se stesso. L'orrore del maligno era però troppo potente anche per un eroe come il Viandante Oscuro e quest'ultimo venne infatti sopraffatto da Diablo. Diablo II: Resurrected si apre con una cinematica che mostra proprio come il maligno si impossessò del Viandante e come tornò al potere. Inutile dire che il nostro obiettivo sarà quello di eliminare Diablo definitivamente una volta per tutte e per fare ciò non ci resta altro da fare che inseguire il viandante lungo i cinque atti che compongono il titolo (più quelli dedicati all'espansione inclusa: Lord of Destruction) e porre fine alla faccenda una volta per tutte. 
 
Diablo II: Resurrected è completamente localizzato in italiano (sia nei sottotitoli che nel doppiaggio) e la qualità della traduzione (e dell'interpretazione) è decisamente alta. 
 

 

Il gameplay di Diablo II: Resurrected

Quello che ha reso davvero intramontabile il capolavoro di Blizzard è da ricercarsi fondamentalmente nel suo gameplay, preciso, vario e dannatamente addictive. Partiamo dal fatto che potete scegliere tra ben sette classi di base: Amazzone, Assassina, Barbaro, Druido, Negromante, Paladino e Incantatrice, detto questo (e scelto il vostro approccio al gioco preferito) non vi resterà che buttarvi nella mischia e cercare di portare a casa la pelle. Prima di spiegare a chi non conosce nulla della serie le meccaniche di Diablo ci teniamo a fare qualche piccolo appunto su come ha inciso il processo di remastered su questa pietra miliare. Innanzitutto il lavoro svolto da Vicarious Vision è davvero encomiabile: gli sviluppatori americani sono riusciti a mantenere intatto il feeling del titolo originale pur adattandolo perfettamente al gameplay dei giorni nostri. Un grosso lavoro è stato fatto sulle animazioni e, in generale, sulla legnosità del titolo che oggi è finalmente scomparsa. In compenso vi ritroverete perfettamente a vostro agio con tutte le possibilità che il titolo già offriva ben vent'anni fa.
 

Vicarious Vision ha dimostrato una passione per Diablo II davvero incredibile: Diablo II: Resurrected è un vero atto d'amore al titolo originale

 
In Diablo II: Resurrected dovrete affrontare una serie di atti che vi porteranno a scontrarvi con Diablo in persona e oltre, all'interno del titolo è infatti incluso anche il (corposo) DLC: Lord of Destruction. Fatta la scelta del vostro personaggio iniziale il gioco vi metterà di fronte ad una serie di quest che sarete chiamati ad affrontare e a portare a termine intanto che la trama progredisce con voi. Diablo II raccoglie in se l'essenza dell'hack 'n slash, vi troverete infatti di fronte a tonnellate di oggetti, armi ed armature che vi permetteranno di far crescere il vostro personaggio in modo incredibile. Ogni volta che affrontate un dungeon questo verrà generato casualmente e questo incrementa incredibilmente la longevità del gioco (e questo spiega anche perchè ci sono giocatori che, a distanza di vent'anni, ancora giocano al titolo originale). Abbiamo giocato alla versione XBOX One (e provato anche quella PC) e dobbiamo dire che, seppur abbiamo trovato eccellenti i comandi col pad (forse ad eccezione della gestione dell'inventario) abbiamo preferito la combinazione mouse e tastiera offerta dalla versione PC. 
 
Giocando a Diablo II: Resurrected verrete presto risucchiati in quel turbine di ricerca continua dell'equipaggiamento perfetto, dell'avanzamento di livello e del miglioramento del proprio personaggio: delle continue esplorazioni del mondo di gioco, mai fine a se stesse ma sempre in grado di regalare grandissime soddisfazioni. Se poi la parte PVE (in sostanza quella contro la CPU) vi venisse a noi, avete la possibilità di scontrarvi con altri giocatori in PVP ampliando il gameplay letteralmente all'infinito. Abbiamo apprezzato anche la difficoltà di Diablo II: Resurrected: estremamente bilanciata. Il titolo non è mai proibitivo o eccessivamente punitivo ma sarà necessario prestare molta attenzione a quello che farete se volete tenervi stretto il bottino (che perderete nel caso in cui veniste uccisi e dovrete poi tornare a riprendervelo per recuperare quanto perso). 
 

 

L'arte e la tecnica di Diablo II: Resurrected

Ottimo e impressionante anche il lavoro svolto dal punto di vista visivo: Diablo II: Resurrected riesce a mantenere inalterato le atmosfere cupe del capitolo originale e le amplifica con un comparto grafico che riesce a risultare contemporaneo senza voler strafare. Avrete sempre modo di passare alla grafica originale con un singolo click e questo permetterà ai più attaccati al titolo originale tra voi di potersi godere la grafica pixellosa che accompagnò le notti di molti di noi vent'anni fa. 
 
Sul fronte tecnico non abbiamo nulla da dire, Diablo II: Resurrected gira splendidamente su XBOX One X, non abbiamo mai riscontrato problemi o rallentamenti anche nelle situazioni più concitate. Ottimo il lavoro svolto anche sul fronte dei video in computer grafica che sono stati rispolverati e riportati con grandi fasti ai giorni nostri. Buona la mappatura dei comandi sul joypad anche se la coppia mouse e tastiera risultano ancora più comode (soprattutto nella gestione dell'inventario). 
 
Eccellente il lavoro sul fronte sonoro: rimasterizzate le tracce originali e ripresi i dialoghi che anche in italiano riescono a dare grandissime soddisfazioni.
 

 

Diablo II: Resurrected

Diablo II: Resurrected è un titolo che ogni videogiocatore dovrebbe giocare per definirsi tale. Vicarious Vision e Blizzard hanno saputo creare una remastered che fosse un vero e proprio inno d'amore al titolo originale, sempre precisa, fedele e rispettosa di uno dei titoli che hanno scritto la storia dei videogiochi. È difficile spiegare quando Diablo II: Resurrected possa essere importante sia per gli appassionati del brand che per chi non ne ha mai sentito parlare. E ora scusateci, torniamo nel mondo di Sanctuary perchè abbiamo ancora del lavoro da fare.

9

Trama 9.00

Gameplay 9.50

Arte e tecnica 9.00

Pro:

un capolavoro senza tempo

una delle migliori remastered di sempre

Contro:

gestione dell'inventario da rivedere su console

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