Macchina fotografica? Sempre con noi!
Quando nel 2021 abbiamo impugnato per la prima volta la macchina fotografica nel piccolo gioiello creato dallo studio svedese
Something We Made, la sensazione provata è stata quella di una boccata d'aria fresca in mezzo a un panorama videoludico spesso congestionato da produzioni mastodontiche, complesse e stancanti. E con estremo piacere che siamo tornati a solcare quei mondi con
TOEM 2, sequel del primo capitolo. Quel bianco e nero delizioso, l'atmosfera squisitamente rilassante e l'invito a rallentare il passo per osservare ogni minimo dettaglio ci avevano fatto innamorare all'istante, richiamando alla mente capolavori compatti e intimisti come
A Short Hike o l'intramontabile approccio contemplativo di
Alba: A Wildlife Adventure. Ritrovarci oggi, a distanza di anni, con un secondo capitolo tra le mani riaccende subito quella peculiare scintilla di nostalgia genuina, riportando alla luce un genere accogliente che celebra la curiosità pura senza mai pretendere nulla dal giocatore. Mettiti comodo, allaccia le scarpe da trekking e preparati a scoprire ogni singolo segreto di questa nuova avventura fotografica: seguici nella nostra
recensione di TOEM 2 per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di TOEM 2
Dal punto di vista della scrittura, la
vicenda di TOEM 2 riprende esattamente da dove si era interrotto il percorso di crescita interiore del nostro simpatico alter ego con il cappellino, ponendo le basi su un rito di passaggio che fa dell'osservazione del mondo il suo cardine assoluto. Se il viaggio precedente era interamente focalizzato sulla scalata verso la cima della montagna per assistere all'inafferrabile fenomeno visivo noto come "TOEM", qui la sceneggiatura compie una deviazione poetica davvero brillante e calorosa. Viene infatti introdotta fin dai primi battiti la consapevolezza che quello visto in precedenza non fosse un evento unico e irripetibile, bensì soltanto una delle innumerevoli meraviglie sparse negli angoli più remoti e nascosti della terra. Questa semplice ma potente intuizione narrativa trasforma il viaggio in una vera e propria vocazione: un invito a lasciare nuovamente il nido per andare alla scoperta di manifestazioni naturali e comunitarie del tutto inedite, coltivando quel senso di stupore che la routine quotidiana tende inevitabilmente a soffocare.
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La
trama si snoda attraverso quattro insediamenti principali ricchi di folclore locale, ciascuno popolato da figure bizzarre, creature animate e comprimari desiderosi di scambiare due chiacchiere o confidare un loro piccolo cruccio. Non vi sono colpi di scena drammatici o conflitti titanici da risolvere; la narrazione sceglie scientemente il registro della gentilezza quotidiana, valorizzando il valore dell'ascolto e la bellezza della condivisione all'interno di una comunità. Dialogare con gli stravaganti abitanti di queste lande regala continui sorrisi, grazie a battute argute, un pizzico di surreale nonsense nordico e una scrittura che riesce a scaldare il cuore senza mai cadere nella melensaggine fine a se stessa. L'intreccio procede spedito di stazione in stazione seguendo la linea dell'autobus, trasformando ogni fermata in un piccolo palcoscenico in cui storie minori e grandi suggestioni si intrecciano in un crescendo emotivo pacato, delicato e profondamente rasserenante.
Procedendo verso la conclusione, il racconto riesce a chiudere il cerchio mantenendo intatta la propria coerenza tematica e regalando una rivelazione finale che, pur senza sconvolgere le regole del racconto di formazione, lascia addosso una dolce sensazione di appagamento interiore. A differenza di avventure che affidano la propria sostanza a lunghi dialoghi espositivi, qui è la narrazione per immagini a fare da padrona, premiando chi ha la pazienza di fermarsi a guardare l'orizzonte e di cogliere le sfumature emotive racchiuse nei gesti minimi dei personaggi incontrati. Sul fronte dell'accessibilità linguistica, dobbiamo segnalare una nota dolente che farà storcere il naso a parte dell'utenza nostrana:
TOEM 2 non dispone di una localizzazione in lingua italiana per interfaccia e sottotitoli. Sebbene i testi in lingua inglese siano composti da un lessico accessibile e frasi concise, l'assenza del nostro idioma costringe i meno avvezzi alla lingua d'Albione a una lettura meno rilassata e immediata.
Il gameplay di TOEM 2
Entrando nel cuore dell'
esperienza interattiva di TOEM 2, il fulcro del loop ludico poggia sulle fondamenta collaudate della visuale isometrica esplorativa combinata con il passaggio repentino alla prospettiva in prima persona ogni volta che si porta la fotocamera agli occhi. Nei panni del protagonista vaghiamo per gli scenari alla ricerca di individui in difficoltà, pronti a risolvere le loro richieste per ottenere timbri da apporre sulla nostra tessera dell'autobus e sbloccare così la corsa verso l'area successiva. Rispetto al passato, l'architettura dei livelli ha guadagnato una netta verticalità, complice l'introduzione di un tasto dedicato al salto e alla scalata che permette di muoversi su più livelli di altezza. Le missioni spaziano dalla caccia a gnomi da giardino fuggiti, alla ricerca di insoliti vasi per piante, fino alla documentazione di creature sfuggenti per completare il compendio zoologico. Il ritmo generale rimane disteso e spensierato, garantendo un'interazione sempre fluida e intuitiva che non impone mai penalità né limiti temporali stringenti.
TOEM 2 espande la deliziosa formula fotografica in bianco e nero del capostipite con nuove prospettive verticali e un mondo ricco di calore, ma finisce per sacrificare la profondità investigativa e la sfida degli enigmi sull'altare di una semplicità fin troppo guidata.
A metà della nostra avventura ci siamo resi conto di quanto il
gameplay risulti incredibilmente caloroso, ma anche di come una calibrazione forse troppo permissiva abbia smussato gli angoli di quella scintilla investigativa che tanto avevamo amato in passato. Tra le novità figurano specifici attrezzi da montare come accessori dell'obiettivo o strumenti contestuali (come martelli o cesoie) pensati per interagire direttamente con specifici elementi ambientali prima di scattare. Purtroppo, queste aggiunte finiscono spesso per trasformarsi in puzzle fin troppo guidati: invece di stimolare l'ingegno deduttivo con indovinelli velati, il design tende a spiattellare la soluzione davanti agli occhi, riducendo l'enigma a un mero processo meccanico. A questo si aggiunge un'espansione del guardaroba con costumi e buffe teste da indossare, oltre a un utile treppiede aereo volante con cui scattare selfie panoramici spettacolari da altezze vertiginose.
Il rovescio della medaglia risiede in una durata complessiva decisamente stringata, che si attesta attorno alle quattro ore per completare quasi tutte le attività secondarie, e in un livello di sfida appiattito verso il basso. Risolvere gli incarichi regala pur sempre una piacevole sensazione di gratificazione, ma l'eccessiva linearità con cui vengono presentati gli obiettivi toglie un pizzico di quella magia da punta e clicca vecchio stampo in cui bisognava esplorare con attenzione ogni angolo prima di avere l'illuminazione. Le nuove sezioni di platforming leggero, introdotte per assecondare la conformazione più slanciata degli ambienti, risultano talvolta superflue e poco incisive, rischiando di rallentare i passi anziché arricchire la formula originale. L'esperienza resta comunque di altissima caratura per chi cerca un viaggio rilassante da godersi tutto d'un fiato in un paio di serate invernali, anche se i fan più esigenti del capostipite potrebbero avvertire un leggero senso di semplificazione di fondo.
L'arte e la tecnica di TOEM 2
Passando al comparto estetico e sensoriale, la
direzione artistica di TOEM 2 riconferma il sublime impatto grafico del disegno bidimensionale inserito armoniosamente all'interno di diorami tridimensionali interamente in bianco e nero. I tratti a mano dei personaggi e della vegetazione emanano una personalità straripante, con animazioni deliziose che vedono il protagonista zampettare allegro tra le foglie cadute aprendo le braccine al vento o sfoggiare copricapi bizzarri con estrema nonchalance. Ciascuno dei quattro biomi principali vanta una propria identità visiva ben marcata, passando da piazze cittadine ricche di insegne a campagne dense di dettagli naturalistici in cui è un piacere perdersi con lo zoom puntato. L'uso sapiente del chiaroscuro, privo di qualsiasi tonalità cromatica aggiuntiva, riesce a rendere vivi gli scorci con un'eleganza compositiva che pochissime altre produzioni indie possono vantare, conferendo all'intero universo un'impronta da libro illustrato per l'infanzia animato a meraviglia.
Dal
punto di vista tecnico, l'ottimizzazione raggiunta su PC rasenta la perfezione assoluta, garantendo un framerate granitico e tempi di caricamento ridotti a frazioni di secondo anche su configurazioni hardware decisamente modeste. L'integrazione dei comandi via tastiera e mouse risponde con straordinaria precisione, offrendo una fluidità d'inquadratura eccezionale nel passaggio dalla camera aerea alla visuale dall'oculare fotografico (
lo abbiamo testato a fondo anche in mobilità su Steam Deck, dove il gioco gira a dettagli massimi con un consumo di batteria irrisorio ndr.). La pulizia del codice si riflette nell'assenza pressoché totale di bug visivi, glitch poligonali o incertezze nel caricamento degli asset geometrici, dimostrando una cura realizzativa meticolosa da parte degli sviluppatori svedesi. Le opzioni grafiche e di accessibilità presenti nei menu permettono una personalizzazione comoda della sensibilità e dei controlli, assicurando un'esperienza priva di intoppi prestazionali su qualunque tipo di schermo.
Il
comparto audio rappresenta la proverbiale ciliegina sulla torta, grazie a una colonna sonora ipnotica, dolce e rilassante che mescola melodie acustiche a sonorità lo-fi capaci di sciogliere qualsiasi forma di tensione muscolare. Torna con nostro grande entusiasmo il lettore a cassette portatile, che consente di collezionare nastri sparsi nei livelli e riprodurre i propri brani preferiti in qualsiasi momento del cammino. Gli effetti sonori sono integrati in modo magistrale nelle dinamiche esplorative: il fruscio delle foglie, il verso delle creature e sottili indizi acustici nell'ambiente guidano l'udito verso enigmi nascosti, come nel caso di bizzarri pesci canterini celati negli angoli del paese. Giocare con un buon paio di cuffie è imperativo per cogliere la tridimensionalità acustica del paesaggio sonoro, arricchita dai borbottii vocali incomprensibili ma adorabili con cui dialogano i vari comprimari, tassello fondamentale di un'alchimia sensoriale calda e indimenticabile.