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Recensione Outward - Il ritorno dei CRPG

Amanti degli RPG mettetevi comodi: Deep Silver e Nine Dots Studio presentano il loro punto di vista sull'argomento: Outward, un vero CRPG vecchia scuola.

Vivere un'altra vita

Torniamo a parlare di giochi di ruolo e oggi lo facciamo parlando di Outward, ultima fatica del team di sviluppo Nine Dots Studio. Mettetevi comodi perchè Outward è tutto fuorché un gioco semplice da recensire e da capire, il titolo nato sotto l’ala protettrice di Deep Silver è un prodotto particolare, quasi unico nel suo genere, spigoloso e diverso da quasi tutto quello che gli gira intorno. Ma ora andiamo con ordine e se volete saperne di più seguiteci nella nostra recensione di Outward.

Outward 

La trama di Outward

Iniziamo parlando della trama di Outward, un canovaccio narrativo che vede, nelle sue basi, un incipit abbastanza comune, niente che faccia gridare al miracolo ne che lascia il giocatore a bocca aperta. La nostra storia non inizia proprio bene, il nostro protagonista riesce miracolosamente a scampare ad un terribile naufragio e, una volta fatto ritorno al suo villaggio scopre di dover pagare un debito di sangue contratto da un suo antenato. E’ così che, armati di buona volontà e tanta voglia di avventura lasciamo il nostro villaggio per cercare di racimolare la cifra dovuta ed ha inizio la nostra avventura nel pericoloso e variegato mondo di Aurai. Conviene spendere due parole proprio sul mondo di gioco e su come gli sviluppatori siano riusciti a gettare le basi per un’ambientazione vasta, particolare e particolarmente varia. Aurai è un continente composto da ben dieci province (tutte molto diverse le une dalle altre) ma in Outward potremo visitarne solo quattro: da un certo punto di vista sembra che i ragazzi di Nine Dots Studio abbiano voluto creare qualcosa di simile a quanto fatto da Bethesda con la serie The Elder Scrolls. Non vogliamo spoilerarvi nulla dell’avanzamento della narrazione, ne di quello che il nostro protagonista affronterà per due motivi: primo per non rovinarvi nessuna sorpresa e secondo perchè Outward vi permetterà di affrontare il mondo di gioco in base alle vostre scelte dandovi, fin da subito, la possibilità di esplorare in piena libertà il mondo di Aurai.

Outward 

Il gameplay di Outward

Nell’introduzione della recensione parlavamo di quanto sia stato difficile per noi recensire Outward e questa difficoltà arriva proprio dal gameplay del titolo di Nine Dots Studio: Outward è infatti un gioco che sembra uscito da una bolla temporale, un titolo sviluppato con in mente meccaniche RPG di stampo davvero classico a cui al giorno d’oggi non siamo più abituati. Outward non è solo un titolo difficile da recensire ma lo è anche da giocare; i giochi di ruolo moderni sono spesso molto guidati, abbiamo delle quest da portare avanti, dei compiti da svolgere, dobbiamo esplorare e combattere ma fondamentalmente ci sentiamo quasi sempre “tenuti per mano” dal gioco, ecco in Outward tutto questo non accade. Una volta messo piedi fuori dal villaggio infatti ci ritroveremo soli contro il mondo di gioco, contro un mondo con le sue regole, i suoi abitanti, i suoi mostri e le sue trappole, soli, senza indicazioni che ci possano aiutare. Esatto, avete capito bene, non avrete aiuti dal gioco, certo potrete chiedere ai vari NPC se conoscono un particolare luogo o una persona ma non esiste una “freccia che ti indica l’obiettivo della quest”, così come non la troverete segnata sulla mappa: Outward vi immerge letteralmente nel mondo di Aurai. Toccherà quindi a voi prestare molto attenzione ad ogni dialogo, esplorare attentamente i vari ambienti e trovare i punti di riferimento di cui si è letto in un dialogo o cercare di riconoscere la persona con cui parlare. Capite bene che un approccio così radicale al genere rende Outward un titolo difficile da affrontare e sicuramente non un gioco per tutti. Se però si è disposti ad impegnarsi, a giocare davvero di ruolo, il titolo di Nine Dots Studio saprà regalarvi grandi soddisfazioni e sensazioni che difficilmente troverete in altri titoli. Andare ad esplorare, per esempio, una foresta di notte potrebbe non essere la migliore delle scelte della vostra vita: orientarsi risulterà davvero difficile, così come scovare trappole o nemici e ripetiamo, sulla mappa non troverete nessun indicatore che possa aiutarvi. Non spaventatevi però, gli sviluppatori non vi manderanno in giro per Aurai senza avervi prima spiegato (grazie ad un corposo tutorial) ogni sistema e meccanismo del profondo gameplay di Outward, ma questo non limerà di un millimetro la difficoltà che incontrerete non appena vi troverete a dover fare i conti con il gioco vero e proprio. Vogliamo spendere due righe anche sul sistema di combattimento che abbiamo trovato particolarmente ben congegnato e molto action: ogni arma che andrete ad impugnare infatti presenterà un movente diverso e potrete utilizzare le vostre abilità speciali o magie esattamente come farete in un qualsiasi titolo action la fuori. Questo rende gli scontri sempre tesi e il giocatore si vede costretto a tenere sempre alta la guardia senza mai sottovalutare gli avversari. Il livello dei nostri avversari tra l’altro non è proporzionale a quello del giocatore, i vari nemici più o meno forti, sono sparsi per la mappa in punti strategici cercando di guidare il giocatore verso determinate zone e, sopratutto, facendogli prendere immediatamente coscienza sul fatto che quell’area sia o meno alla sua portata. Un altro elemento cardine del gameplay è dato dalla gestione dell’inventario e del proprio zaino: questo è un elemento fondamentale in Outward e la scelta di cosa portarci dietro può fare, letteralmente, la differenza tra la vita e la morte. Gli slot disponibili nello zaino sono limitati e dovremo prestare sempre grande attenzione a cosa decidiamo di abbandonare sul campo di battaglia: se per esempio decidessimo di non portarci il kit da campo dovremo preparaci a non poter dormire all’aperto e questo potrebbe rendere le cose molto difficili in diverse situazioni. Un altro elemento molto interessante di Outward è il multiplayer che gli sviluppatori hanno deciso di implementare nella loro produzione: Outward è infatti giocabile in cooperativa sia online che in locale (tramite lo split screen). Ovviamente oltre ad aumentare l’immersione, giocare con un amico farà aumentare sensibilmente la difficoltà generale del titolo. Infine vi ricordiamo che Outward è localizzato in italiano e che quindi non incontrerete difficoltà nel seguire le vicende narrate, anche se non conoscete l'inglese.
 
Outward
 

L'arte e la tecnica di Outward

Prima di parlare del comparto artistico e tecnico dobbiamo fare una piccola premessa: Outward non è un titolo con un budget da tripla A, è un prodotto sviluppato da una manciata di persone. Detto questo possiamo elogiare gli sforzi fatti dai programmatori e dagli artisti nel cercare di creare un mondo di gioco con un suo background e una sua lore, per certi versi anche originale. Le ambientazioni sono dettagliata e coerenti con tutto quello che troveremo al loro interno. Dal punto di vista tecnico Outward paga invece lo scotto delle risorse limitate del team di sviluppo: il titolo sembra infatti uscito dalla precedente generazione per quello che riguarda la parte meramente estetica (abbiamo eseguito la nostra prova su XBOX One), il mondo di gioco e i vari personaggi non presentano un livello di dettaglio altissimo ma non possiamo dire di non essere rimasti affascinati da alcuni scorci che il motore di gioco ha saputo offrirci. Dobbiamo fare anche un ulteriore precisazione: il team di sviluppo ha dedicato parte delle sue risorse nella gestione della cooperativa (ottima scelta a nostro avviso) sia online che in locale e, anche se la visualizzazione in split screen sembra un po' demodè al giorno d'oggi dobbiamo dire che non abbiamo trovato problemi nel giocare in compagnia di un amico (pur con gli evidenti problemi relativi alle dimensioni ridotte dei due schermi. Molto buona anche la colonna sonora, niente che vi resterà legata al cuore per la vita ma un degno accompagnamento per il titolo. 
 
OOutward

OUTWARD

Outward è un titolo particolare, un gioco che non scende a compromessi e che sa di non essere un titolo adatto a tutti. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Nine Dots Studio è un CRPG di stampo classico, difficile da padroneggiare ma in grado di dare grandi soddisfazioni quando lo si affronta come un vero e proprio gioco di ruolo. La modalità cooperativa da una marcia in più al titolo e rende Outward un ottimo gioco da condividere con un amico che abbia la vostra stessa voglia di immergersi in un mondo spietato dove sarete lasciati a voi stessi quasi sempre senza aiuti esterni.

8

Trama 8

Gameplay 8

Arte e tecnica 7

Pro:

un vero gioco di ruolo

cooperativa online e locale

Contro:

ostico per molti

graficamente migliorabile

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