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Recensione One Strike - Il colpo decisivo

In One Strike e' un singolo colpo a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, affrontare uno dopo l'altro gli avversari in un Giappone Medievale che non lascia possibilita' di errore

Un, singolo, colpo

Oggi parliamo di un titolo decisamente inusuale, una sorta di picchiaduro già questa definizione gli sta stretta (o larga), Poco tempo fa abbiamo elogiato Street Fighter nella sua ultima incarnazione la Street Fighter 30th Anniversary Collection, oggi invece analizziamo One Strike dove le possibilità di errore sono ridotte a zero, vediamo il perché nella nostra recensione
 
One Strike

La trama di One Strike

In One Strike possiamo scegliere uno tra sei diversi guerrieri del Giappone medievale che sembrano pochi ma gli sviluppatori ci hanno fatto sapere di essere al lavoro su una patch per aggiungere ulteriori personaggi al roster. La trama di One Strike è molto semplice, nei panni del nostro guerriero preferito dobbiamo combattere duello dopo duello, gli avversari che ci si parano davanti. Ci sposteremo quindi in diverse ambientazioni della terra del Sol Levante fino a eliminare tutti i nostri avversari e qui, anche se è un discorso di gameplay più che di trama, avremo una sola possibilità a disposizione: i duelli infatti finiscono con un singolo colpo andato a segno, one shot one kill!

Dal punto di vista di trama e narrazione non c’è molto altro da aggiungere visto che anche tra un combattimento e l’altro non ci sono scene di intermezzo o una vera e propria trama che faccia da filo conduttore o che giustifichi gli scontri che andiamo a combattere.

Questo è un peccato perché, anche se il titolo segue una filosofia di estrema semplicità, avrebbe potuto dare una marcia in più e sopratutto tenere i giocatori incollati allo schermo con finali alternativi o con una storia avvincente. 

One StrikeIl gameplay di One Strike

Come abbiamo anticipato nel paragrafo relativo alla trama e alla narrazione, in One Strike basterà un singolo colpo per mandarci (o mandare l’avversario) al creatore. Detto così sembra che il gameplay sia banale invece non lo è affatto, anzi tutt’altro.

Ogni personaggio ha infatti delle caratteristiche uniche e proprie che lo rendono completamente diverso dagli altri. Utilizzare ad esempio Hangaku ci permette di sfruttare la sua velocità per muoverci e colpire gli avversari prima che riescano ad avvicinarsi, se invece scegliessimo Soujirou ci ritroveremo un raggio d’azione decisamente più elevato ma una mobilità sensibilmente inferiore. One Strike ha una meccanica di gameplay semplice da assimilare perché possiamo colpire con la nostra arma, muoverci, parare i colpi ed effettuare un breve scatto all’indietro o in avanti per sfuggire o avvicinarsi dall’avversario.

Il fatto di decidere le sorti dell’incontro in un singolo colpo ci obbliga a restare concentrati perché un singolo sbaglio può fare la differenza tra la vita e la morte. One Strike prende molto seriamente questa cosa tanto che una delle modalità di gioco mette a disposizione del giocatore una sola vita, dopo di che si ricomincia da capo. I ragazzi di QubicGames hanno voluto produrre un titolo che fosse estremamente semplice nelle meccaniche ma complesso da padroneggiare rendendo il titolo fortemente skill based.

One Strike mette a disposizione del giocatore quattro modalità di gioco: One Life, dove abbiamo una sola vita a disposizione, Arcade dove possiamo affrontare gli avversari con cinque vite a nostra disposizione, Team Duel dove possiamo costruire una squadra di tre guerrieri e infine Tournament dove possiamo creare un torneo fino a otto giocatori (che possono essere controllati dalla cpu o da giocatori in carne ed ossa), insomma di carne al fuoco ce ne è parecchia. Ultimo appunto sui controlli, abbiamo provato la versione per Nintendo Switch e i controlli rispondono perfettamente; giocato in modalità handled sul divano One Strike riesce a dare grandi soddisfazioni.
 
One Strike

L’arte e la tecnica di One Strike

Dal punto di vista tecnico One Strike mostra una grafica in pixel art volutamente retrò, semplice ma efficace. Le ambientazioni (con le dovute limitazioni) ricordano gli stage della serie Samurai Shodown. Pur nella sua semplicità la grafica è piacevole e la colonna sonora contribuisce a riportarci nell’antico Giappone Medievale. Artisticamente parlando ogni personaggio è disegnato e reso stilisticamente interessante, i tratti distintivi del tipo di personaggio sono chiaramente osservabili immediatamente identificabili.

Nella nostra prova non abbiamo riscontrato problemi di nessun genere e i vari duelli si sono sempre risolti (a nostro favore o meno) per meriti o demeriti nostri, mai per bug o problemi che hanno reso la partita sbilanciata. Allo stesso tempo anche l’intelligenza artificiale del titolo ci è sembrata sempre molto bilanciata e non abbiamo mai notato “trucchetti” o furbate di programmazione. Infine il titolo è disponibile in inglese e manca la localizzazione in italiano, per poterne fruire non è necessaria però una conoscenza della lingua vista la quasi totale assenza di trama.
 
One Strike 

One Strike

One Strike si prende un otto secco perché è un titolo originale e semplice. Adatto per partite mordi e fuggi e per tornei più lunghi con i propri amici il titolo dei ragazzi di QubicGames ha saputo conquistarci con questa sua voglia di mantenere la purezza del proprio gameplay, senza scendere a compromessi. 

8

Trama 7.00

Gameplay 8.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

originale e sicuro del suo gameplay

semplice ma divertente

Contro:

manca l’italiano

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