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Recensione Mercenary Kings - Sembra un nuovo Metal Slug ma non lo e'!

Tribute Games porta anche su XBOX One e Nintendo Switch Mercernary Kings un titolo che ricorda Metal Slug ma sotto il cofano le differenze ci sono!

Hey! Dietro di te! Un Metal Slug a tre teste!

Ok, ora che abbiamo la vostra attenzione possiamo iniziare a parlare di Mercenary Kings, titolo dei ragazzi di Tribute Games uscito diverso tempo fa per PC e Playstation 4 e da poco disponibile anche per Nintendo Switch. In alcuni casi il tempo passato non si fa sentire troppo e siamo proprio in uno di questi casi, ma ora bando alle ciance e buttiamoci a capofitto in questo titolo dal sapore così retrò!

Mercenary Kings

La trama di Mercenary Kings per Nintendo Switch

Come scrivevamo poco sopra, Mercenary Kings è un titolo davvero dal forte retrogusto retrò che grida a gran voce “anni 90” da tutti i pori, e questo suo grido si sente anche nella parte prettamente narrativa.

Il titolo dei ragazzi di Mercenary Kings ci butta infatti praticamente immediatamente nel gioco senza andare ad approfondire troppo la trama. In buona sostanza siamo un gruppo di super mercenari che è stato fatto fuori in una terribile imboscata da un gruppo di supercriminali senza scrupoli.

Ora il mondo si trova sguarnito della sua difesa più importante, ma non per molto! Veniamo infatti riportati in vita grazie ad una super tecnologia e ci viene quindi concessa una seconda possibilità per salvare il mondo e per dare prova delle nostre abilità!

E’ con questa premessa narrativa che Mercenary Kings mette sul piatto oltre cento missioni (100 missioni!) affrontabili in cooperativa o in solitaria che ci consentiranno di stare attaccati al titolo di Tribute Games per svariate ore. 

Mercenary Kings

Il gameplay di Mercenary Kings per Nintendo Switch

Ed è proprio parlando di gameplay che possiamo cominciare a sviscerare i punti forti di Mercenary Kings.

Se a prima vista il titolo ricorda molto Metal Slug, pad alla mano, il gioco di Tribute Games si slega molto dal capolavoro senza tempo di SNK, infatti anche se la struttura ludica può sembrare il classico shoot ‘em up a scorrimento orizzontale dove siamo chiamati a giocare in una serie di stage lineari uno dopo l’altro, in Mercenary Kings le cose sono molto diverse.

Tanto per iniziare qui esiste un hub centrale che risulta fondamentale nel gioco per svariate ragione, qui possiamo acquisire le missioni, acquistare o modificare il nostro equipaggiamento e seguire l’avanzamento della storia. Le varie missioni che ci vengono assegnate possono variare tra il recupero di uno o più ostaggi, l’eliminazione di determinati obiettivi, il recupero di informazioni ecc, insomma tutte cose abbastanza classiche (e ripetitive per certi versi), ma in Mercenary Kings grossa parte dell’esperienza è data dai livelli veri e propri.

Il gioco presenta infatti una struttura simil-metroidvania dove saremo chiamati a percorrere e ripercorrere gli stage più volte.

Molta dell’enfasi è infatti posta nell’esplorazione dei livelli visto che meglio conosciamo ogni singolo affatto di questi luoghi più semplice sarà completare le missioni, ma di contro se da una parte il gioco ci sprona ad esplorare ogni singolo pixel del livello, dall’altra il timer che segna il limite entro il quale completarlo sarà insindacabile e segnerà giocoforza il nostro approccio alla missione.

Questa dicotomia di intenti lascia un po’ spiazzati sopratutto all’inizio perché se per un certo verso si è tentati di approfondire la conoscenza dei livelli (che presentano per altro dei level design di tutto rispetto e molto articolati), dall’altro il timer mette un freno importante all’esplorazione in generale. Abbiamo detto che nell’hub di gioco è possibile personalizzare le armi, beh in effetti è un termine un po’ riduttivo in quanto, utilizzando i loot raccolti durante le missioni (cioè componenti e denaro) è possibile costruire le proprie armi creando delle vere e proprie armi di distruzione di massa. Anche in questo frangente Mercenary Kings si presenta profondo e completo.

Mercenary Kings

L’arte e la tecnica di Mercenary Kings per Nintendo Switch

Diciamolo subito, Mercenary Kings è una piccola gioia per gli occhi, un vero e proprio tuffo negli anni 90 e nei titoli che vivevano nei cabinati delle sale giochi. Ecco qui il raffronto con Metal Slug non ha solo senso ma sembra quasi che il titolo di Tribute Games sia un vero e proprio omaggio al capolavoro SNK.

La pixel art proposta è ricca di dettagli e curatissima in ogni sua parte, i fondali e le animazioni dei personaggi sono eccezionali. Sopratutto queste ultime risultano sempre legate e numerose. Il piccolo schermo di Switch rende pienamente giustizia al titolo e ne esalta i colori e i dettagli. Durante la nostra prova non abbiamo mai assistito a rallentamenti o scatti di sorta e l’azione è sempre risultata fluida e piacevole a schermo.

I controlli sono reattivi e ben strutturati anche per l’ibrida di casa Nintendo. Anche la colonna sonora fa la sua porca figura regalando sottofondi epici e dal sound di metà anni 90. 

Mercenary Kings 

Mercenary Kings

Mercenary Kings si presenta come un titolo estremamente completo ed appagante con una difficoltà ben calibrata e godibile sia dal casual gamer che dall’hardcore gamer. Giocabile sia in cooperativa che in solitaria il titolo offre inoltre una longevità sopra la media viste le oltre 100 missioni disponibili. Se siete stati appassionati di Metal Slug verrete attratti come una calamita dal titolo di Tribute Games, occhio solo a ricordarvi che i due giochi non fanno parte dello stesso genere.

9

Trama 7.00

Gameplay 9.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

divertente e immediato

tante missioni

Contro:

alla lunga tende a ripetersi

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