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Recensione Mad Rat Dead per Nintendo Switch - Il ritmo nel cuore

Nis America presenta un rhythm game interessante e colorato: ecco la recensione di Mad Rat Dead per Nintendo Switch

Al ritmo del cuore

Di rhythm game in stile platform non se ne vedono molti, anzi il genere è pressochè deserto, abbiamo visto che un mashup di rhythm game e platform potrebbe però dare risultati decisamente eccellenti, vi ricordate dei livelli bonus di Rayman Legends? Ecco probabilmente i ragazzi di Nippon Ichi Software hanno pensato che creare un videogioco costruito intorno ad una serie di livelli come quelli che si sono visti nel titolo Ubisoft fosse una buona idea, ed in effetti anche a noi sembra una cosa sensatissima! Eccoci quindi a parlare di Mad Rat Dead, un titolo che vuole proprio fondere questi due generi, come sarà andato questo mix quindi? Scopritelo nella nostra recensione di Mad Rat Dead per Nintendo Switch.
 

 

La trama di Mad Rat Dead

Mad Rat Dead apre con un filmato abbastanza forte, il nostro protagonista è un topo, e non proprio della stessa stregua del più famoso Topolino di Disney: il nostro topo sta su un tavolo operatorio (o almeno così siamo portati a pensare), col ventre aperto, un bisturi che lo apre in due e delle agili mani che effettuano esperimenti, campionamenti o quant'altro. Certo, come incipit è abbastanza forte, ed in effetti Mat Rat Dead vuole proprio colpire il giocatore fin dai primi attimi e, possiamo dirlo con certezza, ci riesce abbastanza bene. Si perchè sarete voi, con le vostre risposte che muoverete le mani dello scienziato e che decretare la morte del piccolo topo. 
 
Durante il filmato iniziale infatti vi verranno poste delle domande sull'etica, sulla correttezza di effettuare test sugli animali per salvare vite umane e via di questo passo. Le vostre scelte decreteranno (comunque) la morte del piccolo topo. Questa ineludibile conseguenza vi porterà proprio nei panni del topo che sedeva sul tavolo di laboratorio, è morto e, una volta staccatosi dalla sua veste mortale si trova al cospetto della divinità dei topi, un dio abbastanza strambo, una topolina con il cappello a cilindro che offre al nostro protagonista un'ultima chance, un'ultima possibilità di redenzione (in vita il nostro non era stato propriamente un bravo ragazzo): potrà rivivere un'ultima volta il suo ultimo giorno di vita, con la speranza di fare del bene e migliorare quindi la sua posizione (non propriamente ottima).
 
Il nostro eroe non vuole però sfruttare queste ultime 24 ore a sua disposizione per correggere gli errori della sua vita, no, la sete di vendetta verso il suo carnefice è ancora troppo forte e vuole usare ogni secondo a sua disposizione per avvicinarsi al suo obiettivo e fargliela pagare cara. Non vi raccontiamo oltre della trama, durante la manciata di ore che vi serviranno per arrivare ai titoli di coda (dalle 5 alle 10 ore a seconda delle vostre capacità) vi ritroverete a passare per diverse ambientazioni e potrete seguire una serie di dialoghi, purtroppo però solo in inglese visto che Mad Rat Dead non è tradotto in italiano.
 

 

Il gameplay di Mad Rat Dead

Passiamo ora alla parte che più ci interessava del titolo: il gameplay, ok, la trama ha sicuramente una sua rilevanza ma converrete con noi che quando si parla di rhythm game potrebbe passare anche in secondo piano. Dobbiamo ammetterlo, quando abbiamo saputo che il titolo era, in buona sostanza, basato sulle splendide meccaniche platform a ritmo di musica che abbiamo avuto modo di amare in Rayman Legends non vedevamo l'ora di poterci mettere le mani sopra. Ecco ora, dopo diverse ore di gioco, possiamo dirvi di essere rimasti abbastanza delusi, ma andiamo con ordine e vediamo di capire cosa è andato bene e cosa no in Mad Rat Dead.
 

Mad Rat Dead purtroppo non riesce a prendere il giocatore come facevano invece i livelli "ritmici" di Rayman Legends


L'idea avuta dai ragazzi di Ubisoft in Rayman Legends era tanto semplice quando eccezionale: le movenze del protagonista erano perfettamente sincronizzate con la musica e l'effetto, sia visivo che a livello di gameplay, ha lasciato pubblico e critica a bocca aperta. Il mix creato da Ubisoft era eccellente perchè ogni singola parte, del gameplay, della colonna sonora e della componente tecnica era perfettamente allineata con il resto della produzione. Putroppo in Mad Rat Dead questo mix esplosivo non è riuscito, i comandi risultano infatti ferraginosi e non sono preciso come dovrebbero essere, anche la colonna sonora non è incisiva come quella del platform Ubisoft e la sensazione generale è più quella di trovarsi di fronte ad un "premi il pulsante a ritmo" piuttosto che ad un vero e proprio gioco. La meccanica che meno ci è piaciuta è quella relativa al sistema di morte e di "riavvolgimento temporale" che permette al protagonista di tornare in vita e riavvolgere il tempo evitando quindi la sua definitiva dipartita. Peccato però che questa meccanica non sia utilizzabile a piacimento dal videogiocatore ma sia il sistema che la attiva al momento stesso della morte. Di fatto il giocatore non può sfruttare questa abilità e si trova a dover rifare dei pezzi di livello magari molto complessi a causa di errori fatti precedentemente. 
 
Durante le nostre partite a Mad Rat Dead su Nintendo Switch (rigorosamente giocate in modalità portatile) il sistema di controllo è risultato abbastanza ben strutturato anche se abbiamo avuto a più riprese la sensazione che qualcosa non andasse, che quel particolare salto non fosse proprio a ritmo o che quell'avversario ci avesse messo fuori combattimento in modo un po' ingiusto. 
 

 

L'arte e la tecnica di Mad Rat Dead

Sotto il profilo tecnico e artistico il titolo gode di alti e bassi che ci hanno lasciato un po' di stucco. Il nostro protagonista e gli ambienti di gioco ci sono parsi sicuramente originali, così come l'atmosfera generale del mondo di gioco, abbiamo trovato anche la tematica centrale azzeccata e poco sfruttata nel mondo del gaming. Il tratto con cui sono disegnati (e animati) i protagonisti è decisamente buono, il nostro ratto in cerca di vendetta è carismatico a modo suo e sicuramente facilmente identificabile e riconoscibile, abbiamo trovato un po' sottotono i nemici classici dei livelli, mentre una nota di merito va alla realizzazione dei boss di fine livello: epici e originali al punto giusto.
 
Dal punto di vista prettamente tecnico non abbiamo molte obiezioni da fare: Mad Rat Dead si è comportato molto bene durante le nostre prove su Nintendo Switch senza prestare il fianco a rallentamenti o altri problemi di sorta (e in un rhythm game questa è una condizione indispensabile per reggere degnamente il gameplay).
 
Discorso un po' diverso per la componente sonora: le tracce ci sono sembrate un po' piatte mentre la parte di effetti sonori ci è sembrata proprio fuori posto. Gli effetti audio sono di bassa qualità e, soprattutto, tendono a infastidire il gameplay generale visto che, in diverse occasioni, coprono proprio il ritmo di base della soundtrack.
 

 

Mad Rat Dead

Mad Rat Dead ha deluso le nostre aspettative, forse abbiamo sbagliato ad aspettarci una sorta di platform / rhythm game con la stessa qualità vista in Rayman Legends (ma li erano una manciata di livelli, qui decisamente di più). L'idea dei ragazzi di Nippon Ichi Software è buona ma la sua realizzazione appena sufficiente.

6

Trama 6

Gameplay 6

Arte e tecnica 6

Pro:

direzione artistica originale

Contro:

collisioni poco precise

non è localizzato in italiano

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