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Recensione Inmost per Nintendo Switch - Dentro l'oscurità

Godiamoci su Switch l'oscura avventura dei ragazzi di Hidden Layer Games: seguiteci nella nostra recensione di Inmost per Nintendo Switch

Tre oscure vicende

Inmost non è un titolo semplice di cui parlare, il titolo sviluppato dai ragazzi di Hidden Layer Games, apparso prima su PC, iOs e Apple Arcade e giunto ora anche su Nintendo Switch (versione che abbiamo testato) è un gioco sfaccettato, intrigante e oscuro. Se siete appassionati di racconti tetri e di titoli fortemente guidati dalla trama e dalla narrazione siete senza ombra di dubbio nel posto giusto. Non fatevi ingannare dagli (incantevoli) screenshot: Inmost è un gioco oscuro, malinconico che vi porterà a vivere un'avventura attraente e profonda. Seguiteci in questi vicoli oscuri nella nostra recensione di Inmost per Nintendo Switch.
 

 

La trama di Inmost

Premettiamo subito che non andremo a raccontare nulla della trama del gioco per non rischiare di incappare in spoiler che vi rovinerebbero (senza ombra di dubbio) l'esperienza di gioco. Inmost è un titolo fortemente story-driven dove la narrazione e la trama non è un semplice e mero pretesto per farvi passare i trenta livelli che compongono il mondo di gioco: è un vero e proprio filo conduttore delle vicende di tre individui di cui andremo a prendere il controllo nel corso del gioco. Il nostro consiglio, una volta impugnati i controller di Switch, è quello di gettarsi nel mondo di Inmost perchè decifrare la trama, il modo in cui le relazioni tra i tre protagonisti influenzano lo svolgersi degli eventi gli uni degli altri non è affatto semplice. 
 
Come avrete ben capito Inmost non ha un unico protagonista, nelle circa quattro/cinque ore che vi serviranno per arrivare ai titoli di coda avrete a che fare con tre personaggi dai caratteri e dalle caratteristiche diametralmente opposte. Nel corso dei trenta livelli di cui è composto il titolo vi troverete a vestire i panni di una piccola bambina prigioniera di una vecchia villa. Vestirete i panni di un vecchio viandante con mille domande e ben poche risposte e infine i panni di un violento cavaliere intento a combattere esseri oscuri in un castello in rovina. I ter personaggi non sembrano avere molto in comune ma, passaggio dopo passaggio, avanzando nell'avventura comincerete a vedere i collegamenti tra loro.
 
Interessante il modo in cui gli sviluppatori sono riusciti a creare tre storie separate e a trovare comunque dei punti di contatto, delicati, spesso difficili da individuare, ma estremamente raffinati e completamente in linea con il mood del gioco. Siamo poi felici di annunciarvi che Inmost è tradotto in italiano e che quindi non troverete alcuna difficoltà nel seguire le vicende dei nostri tre eroi e del mondo di tenebra che fa da sfondo alle loro vicende.
 

 

Il gameplay di Inmost

Esattamente come le tre storie che fanno da sfondo ad Inmost i tre protagonisti offrono punti di vista completamente differenti per quello che concerne il gameplay del titolo. Partiamo subito con la bambina, la piccola e più fragile dei tre protagonisti incarna tutte le caratteristiche tipiche di un bambino, e così fa il suo gameplay. Ovviamente impossibilitata ad affrontare le orrende creature che abitano il mondo di gioco, l'unica sua possibilità è quella di sgattaiolare nell'ombra e di avanzare risolvendo enigmi e puzzle ambientali che la possono tenere lontana dai mostri intorno a lei. Tutto sembra essere ostile alla piccola, dalla dimora che la tiene prigioniera fino al percorso stesso che deve affrontare. La piccola protagonista rappresenta l'anima più puzzle e legata agli enigmi di Inmost, scordatevi combattimenti all'ultimo colpo e fughe rocambolesche, i momenti in cui si gioca nei suoi panni sono momenti di pura e lenta esplorazione. 
 
Il secondo personaggio che andiamo a trattare è il viandante, il protagonista principale della nostra avventura (visto che di fatto è il personaggio che si utilizza di più nel titolo). Le sue meccaniche di gameplay si collocano esattamente a metà tra quelle action del cavaliere e quelle legate alla risoluzione di enigmi della piccola. Il viandante ha infatti una mobilità sensibilmente superiore rispetto a quella della bambina, non possiede però le armi (ne l'addestramento) che permettono al cavaliere di aprirsi la strada a colpi di spada. Nei panni del viandante siete chiamati a risolvere enigmi ambientali che scalano il livello di difficoltà visto che avrete la possibilità di interagire maggiormente col mondo di gioco. Alcune sezioni platform vi obbligheranno a prestare maggiore attenzione ai vostri movimenti e ai vostri riflessi. 
 
Infine il cavaliere rappresenta la componente più action di Inmost. Il suo gameplay è prettamente quello di un platform / adventure dove siete chiamati ad eliminare le terribili creature che infestano il mondo di gioco a suon di colpi di spada e non solo. Qui dovrete tirare fuori le vostre skill da giocatore action e affrontare i livelli armati della vostra fida spada e del rampino che da un tocco in più al gameplay. Peccato che vi troverete nei suoi panni molte meno volte rispetto agli altri due protagonisti. Forse proprio per il fatto che le sue comparse sono abbastanza sporadiche gli sviluppatori non hanno approfondito molto il combat system che risulta quindi molto basilare ma non per questo poco divertente.
 

 

L'arte e la tecnica di Inmost

Le immagini parlano da sole, se avete dato un occhio agli screenshot presenti in questa pagina vi sarete subito resi conto di quanto Inmost sia ispirato e riconoscibile all'interno del panorama videoludico. Pur utilizzando una stra-abusata pixel art i ragazzi di Hidden Layer Games sono riusciti ad donare al titolo un'atmosfera decisamente avvolgente. I meriti di questa atmosfera cupa e malinconica non sono solo della componente grafica però. anche il comparto audio ci mette molto del suo per creare la giusta atmosfera.
 
Vedere girare Inmost su Nintendo Switch in modalità portatile è poi ancora più emozionante. Il titolo pubblicato da Chucklefish beneficia molto del piccolo schermo di Switch e vedere il mondo di gioco che si apre tra le vostre mani è qualcosa di particolare. Tecnicamente non abbiamo appunti da fare, il titolo si è comportato benissimo nelle nostre prove e non abbiamo riscontrato particolari bug o problemi di sorta. 
 
Il nostro consiglio è quello di giocare Inmost al buio, con gli auricolari per fare in modo di immergervi il più possibile nel suo mondo di gioco. 
 

 

Inmost

Inmost rappresenta la prova di maturità che il duo di sviluppatori di Hidden Layer Games ha saputo superare con grande stile. Il titolo offre una narrazione silente ma sempre presente, interconnessa e sotto traccia che è il vero traino portante dell'avventura. Il gameplay di Inmost è vario e in grado di divertire diverse tipologie di giocatore. Peccato per la sua brevità che vi porterà ad arrivare ai titoli di coda in poco meno di cinque ore, possiamo però assicurarvi che ogni minuto che passerete nel mondo di gioco vale i soldi spesi per il suo acquisto.

8

Trama 8

Gameplay 8

Arte e tecnica 8

Pro:

che stile!

gameplay solido e bilanciato

Contro:

poco longevo

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