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Recensione Hunt: Showdown - Crytek mostra l'altra faccia del vecchio west

Appassionati di Zombie? Appassionati di Western? Appassionati di FPS? Se tutte le domande hanno avuto Si allora Hunt: Showdown vi interesserà di sicuro!

Dagli all'untore!

Crytek è una delle software house che, forse più di tutti, ha saputo affiancare il proprio nome a quello di mera potenza grafica. Se andiamo alle origini suoi sono i meriti di titoli come il primo Far Cry, suo il merito di aver creato Crysis (e di aver fatto sbavare milioni di giocatori davanti alle sue prodezze grafiche) fino alla dimostrazione di forza che sono riusciti a dare con Ryse: Fall of Rome (incredibile se si considera che era un titolo di lancio di XBOX One e ancora oggi fa la sua porca figura!). Negli ultimi tempi però la compagnia non se l'è passata propriamente bene e Hunt: Showdown vuole essere il titolo del riscatto, gli sviluppatori tedeschi credono a fondo in questo titolo e li hanno riposto tutte le loro speranze e a ragion veduta visto che hanno messo in Hunt: Showdown l'esperienza di una vita. Se siete curiosi di conoscere di più su questo titolo continuate a leggere la nostra recensione di Hunt: Showdown!
 
Hunt: Showdown
 

La trama di Hunt: Showdown

Crytek non verrà ricordate certamente per le sue trame ricche di colpi di scena, ben scritte o memorabili: il team di sviluppatori tedesco è infatti associato alle grafiche spacca mascella piuttosto che al comparto narrativo. Forse, dopo anni che il mercato e la critica non rispondevano bene alla scrittura delle loro opere hanno deciso di mettere una pietra sopra sull'argomento e bypassare del tutto la componente narrativa infatti Hunt: Showdown è un titolo esclusivamente multiplayer senza alcuna velleità narrativa. 

Hunt: Showdown è ambientato a fine ottocento nel bel mezzo delle paludi della Louisiana in un territorio carico di afa, zanzare e credenze popolari dove zombie, magia nera e superstizione la fanno sa padrona. Grande enfasi è stata data alla realizzazione delle varie location e alla resa generale degli ambienti, in effetti si respira aria malsana da ogni singolo appezzamento di terreno. Hunt: Showdown, pur mancando totalmente di una sua trama o qualsivoglia filo narrativo che tenga insieme i pezzi del puzzle riesce a mantenere un asset contenutistico continuo tra le varie ambientazioni. 
 
Hunt: Showdown
 

Il gameplay di Hunt: Showdown

Inutile ricordare a tutti che il trend del momento, almeno in ambito multiplayer, è senza ombra di dubbio legato a doppio filo al filone del battle royale e a tutta una serie di modalità di gioco che si avvicina di molto a quest'ultima; fortunatamente però i ragazzi di Crytek hanno pensato bene di allontanarsi dalla massa (effettivamente entrare in diretta competizione con i vari Fortnite, Apex Legends e PUGB non sarebbe stata una scelta molto saggia) e presentare una meccanica di gioco abbastanza originale.

La meccanica alla base del gameplay di Hunt: Showdown può essere riassunta come l'acronimo di PvPvE, andiamo a vedere insieme di cosa si tratta. In Hunt: Showdown impersonerete i panni di un cacciatore con poteri sovrannaturali e il vostro compito sarà quello di eliminare il boss di turno della mappa (solitamente delle schifosità decisamente abominevoli), raccogliere la prova per riscuotere la taglia e tornare al punto di recupero. Detta così sembra facile, non fosse altro che ci sono un po' di elementi che riescono a tenere alta l'attenzione (e l'adrenalina) per tutta la durata della partita. Prima di tutto dobbiamo ricordarci che nella mappa non siamo soli, ci sono sia altri giocatori (che hanno il nostro stesso obiettivo) sia una serie di mob (rappresentati da zombie, mostri e altre amenità) che faranno di tutto non solo per metterci i bastoni tra le ruote ma anche per mettere prematuramente fine alla nostra esistenza. 

Per prima cosa dobbiamo trovare la tana del boss e per fare questo possiamo avvalerci della vista oscura un potere che ci permette di cogliere la presenza del male nel mondo di gioco, una volta trovati i vari punti maledetti siamo in grado di trovare il nascondiglio del boss e dedicarci alla sua eliminazione. Inutile dire che già in questi passaggi che a prima vista possono sembra molto semplici e lineari si annidano una serie non di poca importanza di possibili problematiche: se facessimo troppo rumore, ad esempio, attireremmo a noi intere orde di avversari, durante la fase esplorativa possiamo comunque trovare sui nostri passi altri giocatori umani che potrebbero approfittare del nostro impegno in combattimento contro altri avversari per eliminarci e via di questo passo. 

Una volta eliminato il boss e recuperata la taglia il nostro ruolo cambia e passiamo da predatori a possibili prede perchè ora che abbiamo fatto il grosso del lavoro possediamo l'elemento più bramato dai giocatori: la taglia. Ebbene si tornare al punto di recupero potrebbe non essere un'impresa tanto facile, potremo essere vittima di imboscate di altri giocatori il cui scopo è diventato quello di farci fuori per recuperare, all'ultimo secondo, la taglia e portarsi a casa la vittoria.

Hunt: Showdown offre un gameplay divertente e ogni partita si decide sul filo del rasoio, durante le nostre prove non abbiamo mai avuto la certezza di portare a casa il risultato anche quando le cose sembravano andare per il meglio. Pad alla mano il titolo Crytek si comporta decisamente bene con controlli reattivi e ben organizzati. Il gunplay del titolo è soddisfacente così come il feeling generale dei movimenti. Ci resta qualche remora riguardo il numero di contenuti presenti che, dopo una fase di early access durata diverso tempo, ci saremo aspettati un po' più carica di mappe e magari qualche altra modalità di gioco. 
 
Hunt: Showdown
 

L'arte e la tecnica di Hunt: Showdown

L'abbiamo già scritto in apertura e siamo qui a ripeterlo nel paragrafo dedicato: i ragazzi di Crytek ci sanno sicuramente fare col comparto tecnico e Hunt: Showdown è qui a dimostrarlo per l'ennesima volta. Il titolo offre un comparto tecnico sicuramente sopra la media anche se questa volta siamo rimasti più colpiti dal comparto audio che non da quello (comunque di pregio) grafico. 

Il motore che muove Hunt: Showdown (il CryEngine 5) è in grado di offrire degli ambienti e degli spazi aperti sicuramente d'impatto, il dettaglio generale di texture e di effetti speciali è sicuramente sopra la media del genere e siamo sicuri che, al netto di rischiare la propria partita, sarete tentati più volte di catturare degli screen che non sfigurerebbero come wallpaper per i vostri PC. Ottima anche la tenuta degli fps, su XBOX One X (dove abbiamo avuto modo di provare il titolo) infatti non abbiamo mai riscontrato rallentamenti o problemi di sorta e al netto di qualche magagna legata al netcode (probabilmente Crytek sta ancora calibrando bene questa componente) non abbiamo rilevato grosse magagne. 

Vero fiore all'occhiello della produzione è da ricercarsi però nel comparto audio, comparto che diventa per certi versi principe del gameplay: in Hunt: Showdown siete chiamati a "sentire" la mappa, tenere le orecchie per aperte vi permetterà infatti di trovare i vostri avversari o, se farete troppo rumore, di farvi trovare dai vostri avversari o dai vari mostri. I suoi della Louisiana di fine 800 sono perfettamente riprodotti con tutti gli scricchiolii e quei rumori che oltre a tenere alta la tensione e a creare atmosfera contribuiscono a rendere il tutto più realistico. 

Infine un plauso va alla direzione artistica, originale e ben strutturata: Hunt: Showdown riesce ad offrire un concept immediatamente riconoscibile e riesce nell'intento di immergere i giocatori in un mondo dove zombie e vudu la fanno da padrona. 
 
Hunt: Showdown 

Hunt: Showdown

Hunt: Showdown è un titolo coraggioso che dimostra che i ragazzi di Crytek hanno ancora molto da dire, il titolo offre un gameplay originale e divertente dove ogni partita è giocata (e vinta) sul filo del rasoio. Dal profilo artistico e tecnico è stato fatto un lavoro decisamente importante e finalmente viene portato in primo piano non solo la componente "grafica" ma anche quella sonora. L'unica parte che non ci ha convinti del tutto è quella relativa al numero di contenuti e modalità proposto: allo stato attuale infatti sono disponibili due mappe e due modalità (quella principale ed una pvp senza taglie), siamo però certi che Crytek supporterà il titolo anche in futuro con l'aggiunta di nuovi elementi e funzionalità.

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Trama 6

Gameplay 8

Arte e tecnica 8

Pro:

graficamente importante

comparto audio da urlo

Contro:

alla lunga ripetitivo

pochi contenuti al lancio

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