In un mondo dal ritmo frenetico, è tempo di prendersi una pausa: Silverstring Media e indie.io annunciano con orgoglio che Greenhearth Necromancer, un cozy semi-idle dedicato al giardinaggio, è disponibile su Steam! Al posto di timer pressanti e meccaniche ansiogene, offre un gameplay rilassato e accogliente in cui non c’è davvero alcuna fretta. Solo un giardino ereditato, un ritmo deliberato e tante piante da mantenere in vita, o non morte, mentre le ore scorrono, il tutto accompagnato da una straordinaria colonna sonora lo-fi e da una storia toccante da vivere con i propri tempi.
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I giocatori vestono i panni di Echo, un? necromante non binari? appena diplomato/a che si trasferisce nell’appartamento della defunta nonna presso la cooperativa Greenhearth. Se lei era una persona dal pollice verde e un pilastro della comunità, Echo è l’opposto: esperto/a nelle arti oscure e nuovo arrivato/a che sta ancora cercando il proprio posto. Come si scopre presto, entrambe le qualità sono utili: rianimare i morti funziona altrettanto bene sulle piante quanto sugli animali, mentre la “tabula rasa” da cui parte permette di definire le relazioni all’interno della comunità di Greenhearth come meglio si preferisce.
Ognuna delle decine di specie vegetali presenti ha preferenze specifiche per esposizione al sole e temperatura, e richiede quantità diverse di acqua e fertilizzante per restare in salute — sia che sia viva sia che sia stata riportata in vita. Ulteriori variazioni nel gameplay arrivano da occasionali invasioni di parassiti e funghi, che possono essere tenute a bada con pozioni preparate nel calderone di Echo o con talismani magici ottenuti durante l’avventura.
Non ci sono pressioni né limiti di tempo. Le piante sono pazienti e cresceranno mentre attendono la prossima visita, permettendo ai giocatori di tornare di tanto in tanto a controllare il proprio giardino e prendersi una pausa, lasciando il gioco in esecuzione in background mentre la colonna sonora lo-fi accompagna la routine quotidiana.
Le persone che Echo incontra a Greenhearth rappresentano l’altro lato del gameplay. Gli incontri, scritti da Lindsay Ishihiro (I Was a Teenage Exocolonist), esplorano la vita di Echo dopo il trasferimento: le interazioni con i vicini, i ricordi della scuola o della nonna... Ogni vignetta offre uno sguardo nella loro interiorità e affronta temi come comunità, lutto, età adulta e il ciclo della vita: tutto al ritmo scelto dal giocatore.
Questo rispetto per il tempo dei giocatori è integrato nel design stesso del gioco. Invece di timer incalzanti e raccolta compulsiva di ricompense, i giocatori sono incoraggiati ad allontanarsi e godersi l’atmosfera con il gioco in background. Tornare a controllare permette di annaffiare le piante e aggiungere fertilizzante: ma quando il giocatore si allontana, le piante guariscono più velocemente e il gioco genera nuove carte incontro a un ritmo maggiore, incoraggiando a viverlo non come un lavoro, ma come una piacevole pausa nella routine quotidiana. E se una pianta muore? Nessun problema: Echo ha sempre a disposizione l’incantesimo di resurrezione, che la riporta allo stato di non-morta.
“Arrivando in un momento particolare delle nostre vite, e dopo l’inizio della pandemia, i temi del cercare di coltivare un piccolo giardino sul balcone mentre si affronta la perdita di una persona cara hanno risuonato profondamente con tutto il team. Echo è un introverso con una batteria sociale limitata, catapultato in un mondo che richiede di estrarre valore dalle proprie capacità, ma con competenze che molti diffidano. Comunità, identità queer, abitazione, capitalismo, e soprattutto morte e lutto sono temi centrali che esploriamo nella narrazione. E chi non ha mai ucciso per sbaglio una pianta desiderando di poter avere una seconda possibilità?”
ha affermato Lucas J.W. Johnson, Studio Director di Silverstring Media.