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8.50

Recensione TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4 per PC

Torniamo a mettere i piedi sulla tavola nella nostra recensione di TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4 per PC

Tony è tornato!

Ci sono giochi che definiscono un’epoca, e altri che la scolpiscono nella memoria collettiva. Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 appartiene alla seconda categoria. Negli anni in cui internet a banda larga era un miraggio e il multiplayer si faceva con due pad e un divano condiviso, questi due titoli ci hanno insegnato cosa significasse “stile” nel mondo videoludico. Con una colonna sonora leggendaria, mappe che sembravano playground infiniti e una curva di apprendimento che premiava la dedizione, la serie di Tony Hawk è diventata un cult. Oggi, con l’arrivo del remaster di THPS 3 + 4 su PC, ci ritroviamo a chiedere: può la nostalgia essere più potente della novità? Preparati a un viaggio tra cemento, grind e punk rock: seguici nella nostra recensione di Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4

Nel tornare a calcare le strade e le rampe di Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4, ci immergiamo prima di tutto nella progressione classica della carriera. Pur non essendoci una trama vera e propria con filmati cinematografici, l’esperienza narrativa nasce dalla costante sfida tra obiettivi e progressione. Sfidiamo noi stessi attraverso livelli sempre più complessi, con obiettivi come “fai X trick consecutivi”, “raccogli tutte le lettere S-K-A-T-E” o “ottieni un certo punteggio in time run”: ogni sfida ci catapulta dentro una micro-storia fatta di desiderio di perfezione e voglia di esplorare l’ambiente. Il tutto è sostenuto da un ritmo che mixa adrenalina e gratificazione, tipico dei giochi arcade con una struttura “mission-based”, che regala quella sensazione di miglioramento continuo.
  

  
L’evoluzione della carriera, passando per livelli come il mitico “Canada”, “Los Angeles Skate Plaza” o l’enorme “Skatepark Snecma”, ci fa percepire un filo narrativo non convenzionale, ma comunque presente: da rookie a leggenda sulla tavola. In THPS 3 il passaggio dalla spiaggia al deserto, fino alla stazione spaziale segreta, ha un’affascinante progressione che punta sulla scoperta e la sorpresa. Nel frattempo THPS 4 amplia il concetto, offrendo ambienti immensi dove perforare tranelli, missioni nascoste e clonazioni multiple del nostro skater. La nostra “narrazione” sta nel percorso: il miglioramento delle combo, lo sblocco dei pro, l’esplorazione di glitch divertenti e scorci nascosti. Questo tipo di racconto ci rende protagonisti di una personale scalata al successo, senza bisogno di dialoghi o cutscene.
  
Per quanto riguarda la localizzazione, ci teniamo a sottolineare che entrambi i titoli sono disponibili con interfaccia e sottotitoli in italiano, mantenendo inalterata l’ironia tipica del franchise e rispettando le citazioni di trick (Manual, Ollie, Revert ecc.) cosicché anche chi non mastica l’inglese con scioltezza riesce a seguire bene il flow. Non troviamo doppiaggio narrativo, ma in un gioco come questo era sufficiente dare coerenza ai comandi e alle descrizioni: hanno fatto un buon lavoro in tal senso. Insomma, non si tratta di una trama nel senso tradizionale, ma il percorso della carriera, unito alla soddisfazione della progressione e la cura nei dettagli, compone un racconto implicito efficace e calibrato, che ci spinge sempre a chiedere “solo un’altra run”.
 

 

Il gameplay di TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4

Saltare in pista in Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 significa tuffarsi in un gameplay che definiremmo leggendario. La base del sistema di controllo è rimasta intatta rispetto all’originale, ed è proprio questa fedeltà che permette al gioco di brillare ancora oggi. Il movimento è fluido, le animazioni sono reattive e le combo si concatenano in maniera talmente naturale che il tempo sembra fermarsi mentre accumuliamo milioni di punti in trick. Trick come Kickflip, Impossible, Heelflip, uniti a grind e nose manual, costruiscono sessioni sempre più complesse e appaganti. L’introduzione del Revert in THPS 3 è un punto di svolta: ci permette di collegare le combo atterrando da half-pipe e mantenere il moltiplicatore attivo attraverso i manual, creando sequenze lunghissime. Anche il Spine Transfer e le rotazioni aeree offrono una libertà d’azione rara nel genere.
  

Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 riporta il giocatore nel mondo di Tony Hawk e lo fa alla grande!

  
Un altro aspetto che abbiamo apprezzato enormemente è la dualità tra modalità classica a tempo e modalità libera. In THPS 3 si mantiene la struttura delle run da due minuti per ottenere gli obiettivi, mentre in THPS 4 si ha accesso a una modalità più sandbox, con missioni assegnate da NPC presenti nel livello. Questa scelta di design espande il concetto di gameplay, offrendo varietà e una libertà maggiore nella gestione della partita. Non manca nemmeno la possibilità di personalizzare il nostro skater e creare il nostro skatepark attraverso un editor piuttosto potente e ben progettato: una vera chicca per i fan della creatività (e uno dei punti più sottovalutati della serie, se vogliamo essere onesti ndr.). In aggiunta, il comparto multiplayer funziona bene sia in locale che online, permettendo sfide freestyle e competizioni con leaderboard.
  
Il feeling complessivo del gameplay rimane immediato, frenetico e soprattutto divertente. Pochi giochi riescono a trasmettere una sensazione di controllo così appagante: siamo noi a dominare la tavola, e ogni errore è percepito come opportunità di miglioramento. Detto ciò, non possiamo ignorare alcune criticità: la curva di apprendimento per i neofiti può essere ripida, specie quando si entra nel loop delle combo complesse. Alcuni trick speciali richiedono esecuzioni precise, e senza una guida adeguata si rischia la frustrazione. Inoltre, non tutti gli obiettivi sono ben bilanciati: in particolare alcuni livelli di THPS 4 ci sono sembrati troppo dispersivi e con richieste un po’ troppo esigenti. Ma nel complesso, il gameplay resta il cuore pulsante del pacchetto, capace di entusiasmare oggi come vent’anni fa.
 

 

L'arte e la tecnica di TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4

Entrare nei livelli rimasterizzati di Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 è come rivedere vecchi amici dopo vent’anni: riconoscibili, ma con un look completamente nuovo. La direzione artistica ha fatto centro nel reinterpretare ambientazioni iconiche come “Suburbia”, “Airport” o “London” con un taglio più realistico, ma mantenendo l’estetica stilizzata e colorata che ha sempre caratterizzato la saga. Gli sviluppatori hanno saputo modernizzare ogni mappa senza snaturarla, arricchendo di dettagli ogni scorcio: graffiti più nitidi, texture ambientali aggiornate, illuminazione più profonda. Le modifiche non sono solo cosmetiche: anche la leggibilità del mondo è migliorata, con ostacoli, rampe e oggetti interattivi che spiccano maggiormente e guidano meglio il giocatore. È uno di quei rari casi in cui la nostalgia incontra il gusto moderno senza perdere l’anima originale.
 
Dal punto di vista tecnico, la versione PC si comporta in maniera molto solida. I tempi di caricamento sono pressoché istantanei, grazie all’ottimizzazione e all’uso intelligente del motore grafico. Abbiamo riscontrato pochissimi bug durante le nostre sessioni (solo qualche glitch occasionale con collisioni durante i wallride o comportamenti strani del personaggio se spinto oltre i limiti delle mappe) ma niente che infici l’esperienza. Il supporto ai controller è impeccabile, e anche con tastiera il gioco resta giocabile, sebbene consigliamo vivamente l’uso di un pad.
  
E poi c’è la colonna sonora. Non potremmo davvero parlare di Tony Hawk senza citare le tracce che hanno accompagnato generazioni intere a suon di punk, hip-hop e rock alternativo. Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 porta con sé buona parte della selezione originale, con pezzi di NOFX, KRS-One, Iron Maiden, e Rage Against the Machine, integrandola con alcune aggiunte che non fanno rimpiangere le assenze inevitabili dovute a licenze scadute. Il mixaggio è ben bilanciato: il suono delle ruote sul cemento, il grind sui corrimano, i rumori ambientali sono credibili e integrati perfettamente alla musica. Mancano le voci doppiate, ma il gioco non ne ha mai avuto realmente bisogno. Anche in questa nuova edizione, l’identità sonora rimane una delle componenti più forti, in grado di evocare emozioni solo sentendo le prime note in cuffia (e sì, abbiamo lasciato la playlist attiva anche a fine sessione, lo ammettiamo ndr.).
 

 

TONY HAWK'S PRO SKATER 3 + 4

Chiudere una sessione su Tony Hawk’s Pro Skater 3 + 4 è un po’ come staccarsi da un amico di lunga data con cui si è condiviso tutto: sai che tornerai presto. Il lavoro di remaster su questi due titoli riesce a coniugare il rispetto per il passato con una nuova cura nei dettagli tecnici, restituendo un’esperienza godibile, fluida e ancora oggi assolutamente divertente. Siamo usciti da questa prova con i pollici indolenziti ma il cuore colmo di entusiasmo. Per chi ha vissuto l’epoca d’oro della serie, è un ritorno glorioso. Per chi invece si avvicina per la prima volta, è una porta spalancata su un pezzo fondamentale della storia del videogioco. E ora scusateci, abbiamo una combo da 2 milioni da completare…

8.50

Trama 7.50

Gameplay 9.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

gameplay immediato e profondo

colonna sonora coinvolgente e ben integrata

Contro:

alcuni obiettivi e missioni risultano sbilanciati

curva d’apprendimento ripida

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La colonna sonora di Tony Hawk’s Pro Skater 3+4 è disponibile

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La colonna sonora è disponibile su Spotify

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