Una nuova avventura tutta italiana
Oggi parliamo di
The Lonesome Guild, un action RPG isometrico sviluppato dai torinesi
Tiny Bull Studios che, con il supporto di
Don’t Nod (
che ringraziamo per il codice fornitoci per testare il gioco ndr.), ci propone un’avventura unica nel suo genere, dove la solitudine diventa il nemico da sconfiggere attraverso l’unione e la forza dei legami umani (e non solo). Il gioco ci mette nei panni di
Ghost, uno spirito senza ricordi, incaricato di reclutare una squadra di sei personaggi unici, ognuno con una storia e abilità da scoprire, per affrontare una minaccia misteriosa che avvolge il mondo di Etere in una pericolosa nebbia rossa. Se amate titoli come
The Legend of Zelda ma cercate un’esperienza che spinga sull’aspetto emotivo e sulle dinamiche di gruppo, questo è un gioco che farà sicuramente al caso vostro. Se siete curiosi non dovete far altro che seguirci nella
recensione di The Lonesome Guild per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di The Lonesome Guild
Il viaggio nella
trama di The Lonesome Guild inizia quasi in punta di piedi, facendoci conoscere Davinci, un inventore almeno tanto brillante quanto insicuro, che fugge da una nebbia letale simbolo tangibile della Solitudine che minaccia di cancellare tutto ciò che conosce. L’incontro con Ghost, una presenza eterea senza memoria, rappresenta l’innesco narrativo attraverso cui si dipana un racconto dai toni ora malinconici, ora onirici, capace di affondare le sue radici nei temi universali dell’amicizia, del dolore e della crescita emotiva. La narrazione procede attraverso micro-storie, con ogni zona esplorata che dona, oltre a nuove sfide, un tassello ulteriore nella ricostruzione di una realtà spezzata: la Solitudine infatti non è solo una forza antagonista ma anche il riflesso delle asperità interiori degli
abitanti di Etere.
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Con il progredire dell’avventura si uniscono
nuovi membri alla Gilda, ognuno portatore di traumi, sogni e competenze diverse. Il gufo dall’indole razionale, la volpe scostante e ironica, il lupo proteiforme, il cervo empatico: la struttura dello storytelling permette a ciascun personaggio di brillare, con spazio sufficiente per approfondire una palette emotiva rara nella media dei titoli action RPG. I dialoghi, spesso punteggiati di sarcasmo e battute leggere, riescono ad alternare momenti di sfogo e leggerezza a scene dal sincero peso drammatico. Sorprende la delicatezza nell’affrontare argomenti come il senso di inadeguatezza, il bisogno di accettazione e la paura del cambiamento, elementi che trovano espressione anche nelle missioni secondarie mai slegate dalla main quest.
Uno dei punti di forza del comparto narrativo è la capacità di costruire un crescendo emozionale: regione dopo regione la posta in gioco viene innalzata, svelando complotti e sacrifici che non scadono mai nella retorica. Senza scivolare nello spoiler, possiamo dire che il viaggio dei Prescelti diventa metafora del percorso di ciascuno di noi, alle prese con le proprie ombre interiori ma rinforzati ogni volta che si sceglie di condividere il peso con un amico. In questo senso, la narrazione di
The Lonesome Guild si rivela un piccolo gioiello, capace di toccare corde profonde con una semplicità mai banale. Per la gioia dei giocatori nostrani, il titolo è completamente localizzato in italiano (
e funziona molto bene anche grazie a questa cura, ndr.).
Il gameplay di The Lonesome Guild
Il
gameplay di The Lonesome Guild fonde elementi classici del genere action RPG con alcune idee originali, dando vita a un’esperienza che si presenta tanto accessibile quanto stratificata nella profondità delle meccaniche proposte. La visuale isometrica ci permette di muoverci liberamente per le vaste regioni di Etere, alternando esplorazione, combattimento, risoluzione di enigmi e interazioni con NPC. Appena iniziata la partita si ha l’impressione di trovarsi davanti a un’esperienza lineare, ma con l’avanzare della storia il gioco apre progressivamente nuove possibilità tattiche: ogni personaggio, infatti, possiede skill di movimento, attacco e supporto del tutto uniche, e la sinergia tra
i membri della Gilda resta requisito fondamentale per superare i gruppi di nemici più ostici e i boss.
The Lonesome Guild si presenta come un’avventura capace di toccare il cuore del giocatore
Emblematica risulta la
meccanica del “tag”:
Ghost, lo spirito che possiamo possedere e con cui si controllano attivamente i compagni, ci obbliga a valutare il momento migliore per cambiare personaggio, sfruttando il cosiddetto potere di “Fervore”. Durante le fasi di battaglia possiamo dunque concatenare attacchi, sbloccare combo e persino attivare una “mossa finale” capace di infliggere danni ingenti e coinvolgere i nemici ovunque si trovino nella zona. Il tutto avviene in tempo reale, ma può essere integrato da una pausa tattica opzionale, utile per pianificare le strategie più complesse o quando ci si trova circondati da più avversari. La progressione del gameplay è scandita da un sistema di crescita particolarmente premiante: ogni combattimento fornisce esperienza a tutto il gruppo, permettendo di evitare spike di difficoltà dovuti a personaggi sottolivellati. L’acquisizione di nuove skill (sia passive che attive) permette un elevato grado di personalizzazione delle build, grazie anche a un parco oggetti piuttosto variegato. Da non sottovalutare anche le fasi esplorative, in cui logica, osservazione e coordinazione tra i membri della squadra sono spesso essenziali: tra meccanismi a pressione, leve e puzzle ambientali, il gioco riesce a proporre sempre nuove idee, mantenendo alta la varietà e lontana la sensazione di ripetitività (
e ci è piaciuto il fatto che le aree siano spesso colme di segreti nascosti che premiano i più attenti, ndr.).
Tornando alle dinamiche di combattimento, la presenza di tre slot attivi per il party e la possibilità di potenziare i rapporti tra i personaggi, elementare per
sbloccare skill sinergiche, aggiungono una componente strategica che premia la collaborazione e la sperimentazione. Non manca nemmeno una discreta quantità di quest secondarie, utili sia per la trama sia per migliorare le proprie possibilità nell’endgame. Se proprio dovessimo trovare un aspetto meno riuscito, segnaleremmo un bilanciamento talvolta non perfetto soprattutto nelle fasi più avanzate o ai livelli di difficoltà superiori, dove alcune build si rivelano chiaramente più forti di altre, invitando però a una continua ottimizzazione. Comunque, completare l’avventura richiede mediamente una ventina d’ore, una longevità più che soddisfacente per il tipo di esperienza offerta.
L'arte e la tecnica di The Lonesome Guild
La
direzione artistica di The Lonesome Guild si presenta come uno dei tratti più riconoscibili di tutta la produzione, capace di attingere a un immaginario tra la fiaba e il mistero. I personaggi, dalla silhouette caricaturale eppure intrinsecamente malinconica, richiamano il design di alcuni grandi classici del panorama indie ma sanno raccontare una propria storia a colpo d’occhio. Gli ambienti, colorati e ricchi di dettagli, alternano regioni boschive a lande innevate, villaggi dimenticati a oscure caverne, con palette cromatiche scelte ad hoc per riflettere l’umore delle situazioni narrative: la nebbia rossa che si insinua tra le case, il cielo ocra di Etere, piccoli tocchi che fanno la differenza quando si cerca di immergere il giocatore (
ci siamo soffertmati più volte su alcuni scorci che sembrano piccoli quadri digitali, ndr.).
Sul
fronte tecnico il gioco si comporta abbastanza bene sulla maggior parte dei sistemi PC, con una stabilità generale che ci ha permesso di vivere l’avventura senza interruzioni o bug rilevanti. Alcune incertezze si sono avvertite su
Steam Deck dove la fluidità va talvolta a singhiozzo nelle fasi più caotiche (intorno ai 40fps con picchi in calo), suggerendo che ci sarebbe stato margine per ulteriori ottimizzazioni in fase di post-lancio. A livello di UI ci siamo trovati davanti a menu chiari e MNEMONICI, con testi grandi abbastanza da essere letti anche su schermi più piccoli. Gli sviluppatori hanno optato per soluzioni accessibili e prive di fronzoli inutili, a beneficio della godibilità immediata anche per chi si avvicina per la prima volta al genere. Nel complesso, la produzione artistica e tecnica punta più sulla funzionalità e sull’espressività che sulla pura potenza grafica; una scelta che paga soprattutto per la coerenza stilistica.
Il
comparto audio rappresenta l’autentico collante emotivo del gioco, compensando l’assenza del doppiaggio con una colonna sonora evocativa e variegata, capace di accompagnare ogni zona ed evento con tracce distinte e ben riconoscibili. I brani musicali oscillano tra inserti delicati, quasi sussurrati quando la narrazione si fa intima, e pezzi più ritmati durante i combattimenti o le fasi di esplorazione dinamica. Gli effetti sonori, dal canto loro, risultano sempre chiari e incisivi, scandendo ogni azione con la giusta enfasi: dalle skill attivate alla soluzione di enigmi fino ai piccoli effetti ambientali (pioggia, passi, vento), tutto contribuisce a creare un mondo vivo (
abbiamo apprezzato anche il lavoro di missaggio audio, che rende facile distinguere i diversi feedback senza mai risultare invadente, ndr.).