Negli ultimi anni il panorama degli sparatutto roguelite ha vissuto una vera e propria eclosione di creatività, proponendo formule sempre più frenetiche, e in questo contesto SWAPMEAT, l'opera di One More Game, si inserisce come una spinta di pura esuberanza. Chiunque abbia speso decine di ore tra i biomi alieni di Risk of Rain 2, i massacri d'altri tempi alla Serious Sam o le contese cooperative di Helldivers 2 riconoscerà immediatamente quella scarica di adrenalina primordiale che nasce dal trovarsi costantemente circondati da orde di nemici senza un attimo di tregua. Il titolo prende questi capisaldi del genere e li frulla in un frullatore dal sapore squisitamente irriverente, rievocando quel gusto per l'assurdo e per la comicità dissacrante che ha caratterizzato la narrativa d'animazione degli anni novanta e duemila. Allacciate quindi le cinture e preparatevi a un viaggio folle e sanguinolento, perché siamo pronti a sviscerare ogni singolo dettaglio di questa nuova esperienza nella recensione di SWAPMEAT per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di SWAPMEAT
La premessa narrativa di SWAPMEAT si basa su una satira aziendale pungente e grottesca, in cui vestiamo i panni di Squishy, un ammasso informe di carne aliena infilato dentro una tuta di contenimento per materiali pericolosi. Siamo dipendenti operativi della Rangus Meats, una megacorporazione galattica priva di qualsiasi scrupolo etico guidata dal vulcanico e spietato CEO Carl Rangus. Il nostro compito è tanto semplice quanto spietato: paracadutarci su mondi alieni incontaminati, massacrare le creature autoctone, estrarre il nucleo biologico del pianeta e fuggire prima che l'intera zona collassi o diventi invivibile. L'ispirazione al dark humor cinico contro il capitalismo selvaggio è evidente e costante, richiamando per toni e scrittura prodotti cult del calibro di Rick and Morty o Aqua Teen Hunger Force.
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Nel corso delle varie spedizioni ci rendiamo conto che in questo universo narrativo non esistono eroi o fazioni positive, ma soltanto corporazioni concorrenti pronte a sbranarsi a vicenda pur di accaparrarsi la fetta più grande del mercato della carne spaziale. Il sarcasmo con cui vengono presentati i briefing di missione e le battute di Carl Rangus accompagnano ogni nostra impresa con un cinismo esilarante. Pur non cercando una profondità drammatica o colpi di scena complessi, il comparto narrativo svolge alla perfezione il ruolo di collante contestuale, giustificando la violenza cartoonesca e la totale mancanza di rispetto per la biodiversità aliena con la sola logica del profitto aziendale.
I dialoghi sfacciati e le battute fulminanti che risuonano via radio arricchiscono enormemente il World-building, donando personalità a ogni singolo scontro e trasformando il lavoro di estrazione in una continua farsa di mezza estate. La storia non pretende di spiegare ogni dettaglio dell'universo o di offrire redenzione ai suoi protagonisti, ma preferisce lasciare che siano la brutalità delle azioni corporative e la comicità delle situazioni a parlare per sé. Questa scelta stilistica si rivela vincente per il tipo di esperienza proposta, lasciando ampio margine all'azione pura senza mai appesantire il ritmo di gioco con lunghi spiegoni o pause superflue. Per quanto riguarda la fruizione del titolo, vi segnaliamo che il gioco non presenta il doppiaggio nella nostra lingua ma offre l'interfaccia di gioco e i testi a schermo tradotti in italiano, garantendo così una piena accessibilità narrativa a tutto il pubblico della penisola.
Il gameplay di SWAPMEAT
Sotto il profilo strettamente ludico, la vera rivoluzione dell'opera risiede nella meccanica di smembramento e innesto in tempo reale che dà il nome al titolo. Durante gli scontri a fuoco, l'eliminazione dei nemici causa la caduta sul campo di battaglia di pezzi di carne aliena corrispondenti a tre macro-aree corporee: testa, busto e gambe. Raccogliere ed equipaggiare al volo questi resti modifica istantaneamente l'aspetto del personaggio, ma soprattutto ne stravolge le abilità attive, i tempi di ricarica, la velocità di movimento e la stabilità fisica. Possiamo ad esempio montare gambe da insetto per scatti felini, un busto equipaggiato con torrette difensive o una testa di tacchino in grado di lanciare granate esplosive, creando combinazioni tattiche praticamente infinite e lasciando sul terreno un vero e proprio magazzino di parti corporee da scambiare durante i combattimenti più concitati.
Tra un'esplosione e l'altra ci siamo fermati un secondo a tirare il fiato, consapevoli che il bello doveva ancora venire.
Il flusso di gioco richiede una costante improvvisazione e la capacità di adattarsi a ciò che i nemici rilasciano nel corso della battaglia. Non è possibile adagiarsi su una singola configurazione vincente, poiché le necessità del momento, le minacce ambientali e il costante trascorrere del timer spingono a sostituire parti del corpo anche nel bel mezzo di una sparatoria feroce. A complicare la vita interviene una meccanica d'assalto a tempo: se il cronometro della missione arriva a zero prima del completamento degli obiettivi primari, la mappa viene invasa dai tremendi Cacciatori di Carne. Questi nemici colossali e invincibili non possono essere uccisi e usano lunghe lingue appiccicose e attacchi ad area per rallentarci, sbalzarci via e trasformare l'estrazione finale in un vero e proprio incubo di sopravvivenza.
La progressione roguelite si articola su due livelli distinti che bilanciano brillantemente la freschezza delle singole run con la crescita a lungo termine. Durante le esplorazioni planetarie possiamo ottenere potenziamenti temporanei per l'equipaggiamento e alterazioni elementali per le armi, come effetti di congelamento, melma, fuoco o fulmine che modificano in modo tangibile la resa delle sparatorie. Al ritorno alla base operativa, le risorse accumulate possono essere scambiate presso il chiosco del Trader Mike o usate per aumentare il proprio rango aziendale, sbloccando in via permanente nuove armi, perk passivi e opzioni cosmetiche. Alcuni potenziamenti passivi secondari risultano meno incisivi di quanto sperato, offrendo percentuali ridotte che faticano a stravolgere lo stile di gioco, ma l'impatto complessivo della personalizzazione garantisce un'eccellente varietà e incentiva continuamente a intraprendere un nuovo tentativo.
L'arte e la tecnica di SWAPMEAT
Analizzando la direzione artistica di SWAPMEAT, ci si trova di fronte a un lavoro visivo di forte personalità che mescola sapientemente un'estetica pulp-cartoonesca a elementi grotteschi e viscerali. I pianeti esplorabili sprizzano colore e vitalità da ogni scorcio, spaziando da spiagge oceaniche cristalline a lande alienanti impregnate di tonalità viola e cremisi che evidenziano la natura stravagante della flora e della fauna locali. Il design dei nemici e delle parti anatomiche intercambiabili è esilarante nella sua bruttezza consapevole, riuscendo a mostrare mostri deformi e innesti biologici surreali senza mai scivolare nell'orrore disturbante, ma mantenendo sempre un tono leggero, sgargiante e visivamente appagante.
Sul fronte puramente tecnico, la produzione offre un impatto visivo soddisfacente e una pulizia dell'immagine convincente su PC da desktop, dove la gestione degli effetti particellari e la mole di elementi a schermo reggono bene la frenesia degli scontri. Si riscontra qualche sporadica incertezza nel framerate nelle fasi di massimo affollamento su configurazioni meno recenti o su dispositivi portatili come Steam Deck, dove il raggiungimento dei 60 fotogrammi al secondo richiede l'uso di scalatori d'immagine che rendono la resa visiva leggermente meno nitida. Gli sviluppatori sono comunque riusciti a mantenere una risposta dei comandi precisa e reattiva, elemento fondamentale per garantire la fluidità del gunplay anche quando lo schermo viene letteralmente inondato da proiettili, esplosioni e frammenti di alieni.
Il comparto sonoro rappresenta una delle perle più contagiose dell'intera produzione, potendo vantare una colonna sonora orchestrata dal maestro Austin Wintory. Le tracce musicali spaziano da ritmi funk e jazz che accompagnano l'esplorazione fino a motivi orecchiabili e incalzanti destinati ad appiccicarsi in testa fin dal primo ascolto nell'hub aziendale. A un accompagnamento musicale di primissimo ordine si affianca un doppiaggio in lingua inglese di ottimo livello, guidato dall'interpretazione esilarante di Jason Stokes nei panni di Carl Rangus, il cui accento marcato e le cui battute sarcastiche regalano al titolo un carattere inconfondibile e un ritmo di intrattenimento eccezionale.
SWAPMEAT si dimostra una sorpresa di rara energia all'interno del panorama shooter moderno, capace di prendere una formula consolidata e stravolgerla con un'idea fresca, viscerale e follemente divertente. Pur con qualche piccola sbavatura nell'incisività di alcuni potenziamenti secondari e nelle prestazioni sulle piattaforme portatili più modeste, l'opera targata One More Game conquista a pieni voti grazie a un ritmo travolgente, a una direzione artistica sfacciata e a un comparto sonoro semplicemente magistrale. Se siete alla ricerca di un titolo da condividere con i vostri compagni d'avventura o desiderate semplicemente scaricare la tensione a suon di smembramenti alieni e umorismo nero, questo viaggio lavorativo per conto della Rangus Meats saprà regalarvi decine di ore di puro appagamento.