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7.00

Recensione Solarpunk per PC

Alla ricerca del cozy game estivo? Seguiteci nella recensione di Solarpunk per PC

Una vita tra lavoro e relax

Ci sono momenti, nel mezzo di una sessione di gioco particolarmente intensa, in cui si sente il bisogno di qualcosa di diverso. Niente sparatorie, niente countdown, niente boss da abbattere al terzo tentativo. Il genere cozy survival ha risposto esattamente a questo bisogno negli ultimi anni, portandoci esperienze come Stardew Valley, Raft e Astroneer che hanno dimostrato quanto possa essere appagante costruire, coltivare ed esplorare senza la pressione del combattimento. Solarpunk si inserisce in questa tradizione con una proposta visivamente mozzafiato e una filosofia di fondo affascinante: un futuro in cui la tecnologia non ha distrutto la natura, ma ha imparato a vivere in simbiosi con essa, sospeso su isole fluttuanti tra le nuvole. Cyberwave, studio indipendente composto da soli due sviluppatori, ha lavorato quattro anni a questo progetto raccogliendo oltre 1,2 milioni di wishlist su Steam prima ancora di uscire un risultato straordinario che racconta meglio di qualsiasi trailer quanto questa idea abbia toccato qualcosa di profondo nei giocatori. Ma un numero di wishlist non è un voto, e l'attesa non è sempre sinonimo di soddisfazione. Scoprite con noi se il sogno di volare tra le isole vale davvero il biglietto nella nostra recensione di Solarpunk per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Solarpunk

Solarpunk non è un gioco narrativo nel senso classico del termine. Non troverete qui una storia scritta e raccontata con cutscene cinematografiche, dialoghi profondi o archi narrativi complessi. Il mondo costruito da Cyberwave si presenta piuttosto come un contesto, una cornice, all'interno del quale il giocatore costruisce la propria vicenda attraverso le azioni quotidiane di sopravvivenza e costruzione. L'universo di gioco è ambientato in un futuro tecnologicamente avanzato in cui la civiltà si è espansa su una rete di isole fluttuanti tra le nuvole, in un ecosistema che ha abbandonato ogni forma di sfruttamento della natura per abbracciare una simbiosi totale con l'ambiente.
  

  
Il giocatore inizia su una piccola isola nel cielo, senza altra spiegazione se non quella di dover sopravvivere e prosperare. La guida di sopravvivenza che si costruisce nei primissimi minuti di gioco delinea l'intera traiettoria dell'avventura, quasi come un diario di bordo che anticipa ogni tappa del percorso e qui sta uno dei problemi narrativi più evidenti del titolo: quella stessa guida, pensata come supporto, finisce per sgonfiare qualsiasi senso di scoperta. Il giocatore sa già dove andrà, cosa dovrà fare, cosa lo aspetta.
 
Il vero collante narrativo del gioco risiede nella filosofia che ispira il genere solarpunk come movimento culturale: un futuro in cui tecnologia avanzata e rispetto per la natura non sono in opposizione, ma si alimentano a vicenda. Nella pratica di gioco questo si traduce nel fatto che gli animali presenti sulle isole non sono mai risorse da sacrificare, ma compagni di viaggio da rispettare e accudire. I maiali, ad esempio, trovano tartufi solo se vengono trattati bene. C'è un messaggio implicito e coerente che attraversa tutta l'esperienza, anche se rimane per lo più sullo sfondo, mai sviluppato in qualcosa di più denso o emozionante.
 

 

Il gameplay di Solarpunk

Il gameplay loop di Solarpunk segue una struttura che molti appassionati del genere riconosceranno immediatamente: raccogliere risorse, costruire strumenti, coltivare, esplorare. Si comincia con attrezzi di pietra, si raccolgono legno e minerali, si piantano i primi semi e si gestisce la fame e la sete. La peculiarità che dovrebbe distinguere Solarpunk dai suoi predecessori è il sistema energetico: il giocatore deve costruire e gestire una rete di pannelli solari, turbine eoliche e generatori idraulici per alimentare la propria base. Le condizioni meteorologiche influenzano direttamente la produzione di notte i pannelli solari si spengono, nelle ore di bonaccia le turbine rallentano e questo costringe a pianificare con attenzione la diversificazione delle fonti energetiche e lo stoccaggio in batterie.
 

Solarpunk sa esattamente che tipo di esperienza vuole essere, e nei momenti in cui tutto funziona, il sole che carica i pannelli, il raccolto che cresce, il dirigibile che si staglia contro un cielo dipinto a mano, riesce a creare una sensazione di pace che pochi altri titoli riescono a eguagliare.

  
La coltivazione occupa uno spazio centrale nell'esperienza, forse persino troppo. I raccolti vanno annaffiati costantemente, e questo finisce per monopolizzare il tempo del giocatore soprattutto nelle fasi iniziali, prima di avere accesso all'automazione tramite droni. È possibile automatizzare la raccolta e l'irrigazione delle piante, liberandosi da quel ciclo ripetitivo, ma il percorso per arrivarci richiede risorse specifiche in particolare il rame e passa per un sistema di ricerca che separa la fase di sblocco delle ricette da quella di crafting vero e proprio. Ogni livello di ricerca richiede un tributo di materiali e una stazione specifica, rendendo la progressione più artificiosa che organica.
 
L'obiettivo principale del gioco è costruire il proprio dirigibile per esplorare nuove isole e scoprire nuove risorse. Il dirigibile è la promessa più seducente di Solarpunk ogni giocatore può costruire il proprio, personalizzarlo e usarlo per spostarsi in un arcipelago celeste in cui ogni isola ha risorse ed ecosistemi propri. In modalità cooperativa, fino a quattro giocatori possono esplorare insieme, ciascuno con il proprio inventario e il proprio mezzo. Purtroppo, nel gioco in solitaria, il percorso verso il dirigibile è disseminato di piccoli ostacoli frustranti: controlli non del tutto intuitivi per manovra e atterraggio, un sistema di gestione delle risorse che tende al softlock in alcune situazioni in particolare con il ferro, risorsa limitata e fondamentale sia per la progressione che per la riparazione del velivolo e molti passaggi di gioco mal segnalati.
 

 

L'arte e la tecnica di Solarpunk

L'elemento che ha fatto innamorare oltre un milione di persone di Solarpunk ancora prima del lancio è senza dubbio la sua direzione artistica. Il gioco si presenta con uno stile cel-shaded dai colori vividi e saturi, in cui il blu profondo del cielo sfuma verso un orizzonte luminoso, puntellato da isole verdeggianti che galleggiano sospese tra nuvole soffici. Ogni isola è costruita a mano dagli sviluppatori, niente generazione procedurale, e questo si percepisce nel cura con cui sono posizionati gli elementi ambientali, nella varietà di vegetazione, e nella qualità delle ambientazioni, che riescono a comunicare una sensazione di quiete quasi meditativa. L'estetica è coerente con l'ideologia solarpunk: un futuro green che fonde high-tech e natura, lontano sia dalla distopia industriale che dall'utopia primitiva, in un equilibrio visivo che resta gradevole per molte ore di gioco.
 
Sul fronte tecnico, il quadro è più mosso. Cyberwave è uno studio composto da due persone, e questo si nota in alcune imperfezioni che emergono con una certa frequenza: texture mancanti, direzioni contraddittorie nell'interfaccia come il dock del dirigibile che suggerisce di essere piazzato in aria e al contempo non lo permette e meccaniche di atterraggio inconsistenti che possono danneggiare o addirittura distruggere il velivolo se non si conosce il comportamento esatto del sistema. La progressione di gioco è gestita attraverso più menù separati guida di sopravvivenza, sistema di ricerca, sistema di crafting, tavoli da lavoro specifici che in certi momenti si sovrappongono in modo poco fluido, creando confusione più che profondità. La stabilità generale è discreta, ma la sensazione complessiva è quella di un gioco che aveva bisogno di qualche mese aggiuntivo di rifinitura prima del lancio ufficiale.

L'accompagnamento sonoro è uno dei punti di forza più silenziosi dell'esperienza. La colonna sonora si compone di tracce elettroniche atmosferiche, leggere e soffuse, che si fondono con i suoni ambientali il canto degli uccelli, il verso del pollo solitario, il fruscio del vento tra le foglie in un tessuto audio capace di amplificare la sensazione di calma che il gioco cerca di costruire. Non si tratta di una soundtrack epica o memorabile, ma funziona egregiamente come supporto emotivo all'esperienza, mantenendo costante l'atmosfera sognante e sospesa che caratterizza l'intero progetto. 
 

 

Solarpunk

Solarpunk è un titolo che porta con sé una promessa sincera e un'estetica indimenticabile, realizzato con risorse minime da uno studio che ha dimostrato una visione creativa genuina. Ma tra la visione e la sua realizzazione completa rimane ancora una distanza che le ore di gioco finiscono per evidenziare. Le fondamenta ci sono, il potenziale è reale e con il giusto supporto post-lancio potrebbe crescere in qualcosa di davvero significativo.

7.00

Trama 6.00

Gameplay 7.50

Arte e tecnica 7.00

Pro:

direzione artistica eccellente

sistema energetico originale

atmosfera rilassante

Contro:

alcune imperfezioni tecniche evidenti

sistema di crafting e ricerca frammentato

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