Di nuovo ad Ancaria!
Oggi parliamo di
Sacred 2 Remaster, rimasterizzazione piuttosto fedele dell’action RPG cult uscito nel 2008,
Sacred 2: Fallen Angel, che tenta di riportare alla luce un titolo iconico per i fan del genere. Il gioco si presenta come una finestra nel passato, con un gameplay “vecchia scuola”, una mappa immensa e una storia che si snoda tra fazioni in guerra in un mondo fantasy ricco di segreti. Più che un reboot o un remake completo, questa rimasterizzazione si caratterizza per un pesante lavoro di ottimizzazione tecnica, bug fixing e implementazione di migliorie soprattutto performative, mantenendo però intatte le meccaniche originali e l’impianto narrativo. Se avete amato i
classici hack and slash di qualche lustro fa,
Sacred 2 Remaster potrebbe risvegliare in voi quel senso di avventura epica e sfida strategica che pochi titoli moderni riescono a eguagliare. Seguiteci però più nel dettaglio nella nostra
recensione di Sacred 2 Remaster per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di Sacred 2 Remaster
Sacred 2 Remaster ci riporta nel vasto continente di Ancaria, ambientato circa 2000 anni prima degli eventi del primo Sacred. Un mondo ricco di misteri, magia e conflitti epici, in cui due fazioni opposte, la Luce e l’Ombra, si contendono il controllo di un potente artefatto chiamato Energia-T. La narrazione si sviluppa attraverso queste due campagne parallele, che offrono due punti di vista diversi sulla guerra che scuote la regione. La storia riesce a catturare con la sua atmosfera medievale-fantasy e con alcune trovate ironiche che distaccano il titolo dalla tipica cupezza dei giochi di ruolo.
Abbiamo incorporato i contenuti di YouTube. Poiché YouTube potrebbe raccogliere dati personali e tracciare il tuo comportamento di visualizzazione, caricheremo il video solo dopo aver acconsentito all'uso dei cookie e tecnologie simili a quelle descritte nella loro
Privacy policy
Acconsento, mostra il video
A
livello narrativo, il gioco combina momenti di dramma con un certo umorismo spesso raro nel genere, e offre una quantità impressionante di missioni secondarie che arricchiscono il mondo di gioco. La trama evita spoiler espliciti ma si fa apprezzare per la profondità del lore, capace di coinvolgere chi ama perdersi in ambientazioni dettagliate e ricche di storia. È interessante notare come i due percorsi narrativi non si limitino a cambiare il finale, ma influenzino l’interazione con il mondo e le fazioni, offrendo una buona rigiocabilità.
Va tuttavia detto che questa complessità narrativa può risultare un po’ dispersiva per chi cerca una trama più lineare e veloce, e il fascino vintage degli anni 2000 si fa sentire nel modo piuttosto tradizionale con cui certe missioni vengono presentate: Prima di passare a parlare del gameplay vi ricordiamo che
Sacred 2: Remaster è localizzato in italiano.
Il gameplay di Sacred 2 Remaster
Il
cuore di Sacred 2 Remaster rimane il suo sistema di combattimento stratificato e profondo, basato su un mix di attacchi base, abilità speciali chiamate “Combat Arts”, rune che potenziano il personaggio, e un sistema di cooldown che richiede tempismo e strategia. Pur mantenendo l’impronta originale, il
gameplay è stato raffinato per risultare più fluido e meno macchinoso rispetto al passato, con attacchi iniziali velocizzati del 25% e un input più responsivo che migliora l’esperienza complessiva.
Sacred 2: Remaster farà felici i fan del capitolo originale ma difficilmente riuscirà ad attrarre a se nuovi giocatori
La personalizzazione del personaggio è vasta, con diverse classi (come l’Inquisitore, il Mago Dragone, e altre), ognuna con il suo stile di gioco unico e abilità da sviluppare. L’importanza della scelta tra percorso Luce e Ombra si riflette anche sulle build possibili, creando un sistema complesso ma intuitivo una volta preso confidenza. Le missioni, le fazioni, il crafting, e la quantità di loot (armi e armature) sono punti cardine che tengono il giocatore impegnato per ore.
Tuttavia, alcune meccaniche di combattimento, seppur rese più fluide, possono apparire oggi un po’ datate, con animazioni legnose e una sensazione di impatto agli attacchi meno coinvolgente rispetto agli standard moderni. Il button mashing, anche se parte del fascino, può diventare ripetitivo, e il gioco soffre di un
ritmo di progressione lento che può scoraggiare alcuni giocatori.
L'arte e la tecnica di Sacred 2 Remaster
Sacred 2 Remaster si presenta con un
comparto artistico che richiama fedelmente l’estetica originale, senza stravolgimenti, ma con miglioramenti evidenti a livello tecnico. La direzione artistica si basa su un fantasy classico, con ambientazioni varie che vanno da foreste incantate a lande desertiche, ognuna caratterizzata da colori e atmosfere evocative. Anche i personaggi e i nemici mantengono uno stile coerente, seppur lontano dai canoni ultra-realistici odierni.
Dal
punto di vista tecnico, la rimasterizzazione ha aggiornato il motore grafico a 64-bit, implementando DirectX 12 e un sistema di rendering rinnovato, con texture in HD, illuminazione migliorata e un frame rate più stabile. L’aggiornamento è più che altro un upscaling automatico, senza una ricostruzione manuale approfondita: questo fa sì che alcuni modelli appaiano ancora piuttosto spigolosi e vecchiotti, con animazioni poco fluide e un’illuminazione che non riesce a mascherare la piattezza in alcune aree. Dobbiamo dire che
Sacred 2: Remaster gira perfettamente su Steam Deck OLED e che, durante le nostre partite, non abbiamo riscontrato problemi di sorta sulla portatile di casa Valve.
L’audio riprende la colonna sonora originale, inclusa la collaborazione storica con la band metal
Blind Guardian, con un mood epico che si sposa bene con l’ambientazione. Gli effetti sonori sono adeguati, anche se non particolarmente innovativi, e il doppiaggio è in linea con l’epoca di uscita originale.