Ratatan su PC ci ha riportato al piacere primordiale del ritmo applicato alla strategia, un ritorno alle marce tribali e al battito che diventa linguaggio, ma con una veste moderna fatta di progressione roguelike, cooperativa online e un’interfaccia che aiuta a entrare in cadenza senza snaturare la sfida. Un ponte ideale tra il ricordo di certe perle portatili e le esigenze di un pubblico odierno che chiede profondità e rigiocabilità; l’avvio è immediato, le “canzoni” si imparano a orecchio e a vista, le scelte lungo le diramazioni delle mappe trasformano ogni run in una piccola storia percussiva. Quando l’ensemble si allinea in Fever il controller sembra vibrare al tempo del cuore, trasmettendo quella sensazione di controllo che conquista tanto i veterani del genere quanto chi arriva curioso e desideroso di un’esperienza diversa dal solito, con un taglio accessibile ma non addomesticato, pronto a mordere se si perde il tempo; il tutto si appoggia a un’identità visiva colorata e a una colonna sonora capace di farsi guida e ricompensa insieme, e non ci resta che dire: seguici nella nostra recensione di Ratatan per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di Ratatan
L’universo di Ratatan preferisce sussurrare più che declamare, allineandosi a una filosofia ludica che mette il ritmo davanti alla lore esplicita: indossiamo i panni di una creatura musicale, un Ratatan, capace di manipolare la Melodium, un potere nato dalla musica, per guidare le truppe Cobun lungo un pellegrinaggio verso l’Everafter, dimora della Dea. La narrazione minima favorisce l’immersione funzionale: invece di lunghe cutscene, riceviamo incipit e micro-testi, contesti ambientali e simboli che danno il tono dell’odissea ritmica, con antagonisti ricorrenti come pirati e minacce locali che scandiscono il ritmo delle run. Questa impostazione evita pesantezze e lascia che siano i suoni, i pattern e la cadenza ad affrescare il mondo, sviluppando una tradizione che privilegia la “musicalità del racconto” più che la verbosità espositiva.
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Proprio il piglio roguelike si riflette nella costruzione narrativa: le run diventano episodi di un viaggio verso l’Everafter, scanditi da bivi, boss e potenziamenti che raccontano una crescita musicale più che numerica, con sfumature di worldbuilding che emergono per stratificazione anziché nell’arco di una trama lineare. È un dispositivo che premia la rilettura: piccoli indizi, nuovi personaggi Ratatan e Cobun, frammenti ambientali e ricompense arricchiscono il quadro, fino a delineare un cosmo coerente in cui la musica è linguaggio, magia e comando, senza dover ricorrere a spiegoni. Alcuni potranno sentire la mancanza di un canovaccio più tradizionale, e comprendiamo l’osservazione, ma in questo genere la diegesi si suona più che si racconta, e Ratatan ne fa un punto d’identità.
In termini di fruibilità, la scelta di mantenere l’intreccio al minimo riduce il rischio di spoiler e consente di concentrarsi su ciò che conta: imparare, assorbire il beat, ascoltare il proprio ensemble e “tradurre” la Melodium in ordini efficaci. La co-op aggiunge poi un livello narrativo emergente: quattro direttori che condividono una marcia generano storie di clutch, salvataggi all’ultimo e sincronie perfette o disastri comici, memorie che restano più di qualsiasi cutscene. L’italiano è supportato nelle lingue dell’Accesso Anticipato, utile per i menù e gli elementi testuali d’interfaccia, anche se il cuore del racconto resta musicale e universale.
Il gameplay di Ratatan
Il cuore di Ratatan batte su sette pulsanti che compongono “canzoni di comando”: sequenze ritmiche per marciare, attaccare, difendere, evocare abilità e innescare stati speciali come la Fever e la Super Fever che amplificano danni e performance del nostro piccolo esercito. A differenza dei predecessori spirituali che richiedevano affidarsi solo all’orecchio, qui l’interfaccia offre una traccia visiva costante, una staffa su schermo, che guida la cadenza senza tradire la purezza del timing, rendendo l’ingresso meno traumatico per chi ha bisogno di un riferimento. Sbagliare tempo causa comandi nulli o azioni errate, conservare la precisione apre finestre di potenza e di controllo, con un feedback che premia la disciplina senza essere punitivo in modo gratuito quando si inizia a battere il piede.
Ratan raccoglie l'eredità di Patapon e lo fa alla grande!
La natura roguelike costruisce un ciclo fatto di scelte e ricompense: ogni run si attraversa seguendo diramazioni che conducono a potenziamenti, negozi, eventi e boss, con oltre cento ricompense possibili che modulano build, sinergie e stile di gioco, mentre tra una run e l’altra l’hub consente upgrade permanenti e forgiatura di equipaggiamenti. La co-op online fino a quattro aggiunge caos controllato e sinergie potenti, con rianimazioni a costo vita e bottini istanziati che evitano conflitti interni alla squadra, trasformando le marce in jam session tattiche. Restano punti da limare: in alcune prove pubbliche il bilanciamento e la leggibilità del combat hanno messo in difficoltà i neofiti, e proprio per questo gli sviluppatori hanno rimandato il lancio per migliorare tutorial e progressione, un segnale di ascolto attivo della community.
Sul piano delle unità, l’offerta è più ampia e caratterizzata: diversi Ratatan-eroi e molteplici Cobun specializzati compongono un organico flessibile con punti di forza, vulnerabilità e strumenti unici, il che rende le composizioni di squadra un vero atto di direzione musicale oltre che tattica. Le nuove armi introdotte nella fase EA (come staffe, bombe, falci e martelli) diversificano il lessico d’attacco e di controllo dell’area, generando archetipi aggressivi, difensivi o di supporto che si adattano al proprio senso del ritmo. Il loop “impari la canzone, scegli il ramo, costruisci la build” crea un flusso impegnativo ma gratificante, e quando scatta il Super Fever con la band al completo, poche cose restituiscono la stessa sensazione di padronanza a tempo.
L'arte e la tecnica di Ratatan
La direzione artistica sceglie un’estetica vivace e minimale, con silhouette nette e un linguaggio visivo che richiama il passato senza cadere nel monocromo: più colore, più varietà, un bestiario caricaturale e icone leggibili che comunicano ruolo e pericolo in un colpo d’occhio. La scelta “cute percussiva” si sposa bene con la musicalità del sistema: gli strumenti impugnati dai Ratatan non sono solo accessori ma segni di identità, così come i Cobun definiscono con posture e cromie le famiglie di abilità, permettendo di leggere l’ensemble anche nei momenti più concitati.
Sul fronte tecnico, la versione PC in Accesso Anticipato punta a un’azione fluida e un netcode proprietario che gestisce la cooperativa online, aspetto delicato in un gioco governato da timing stretti; la stabilità sin qui è stata valutata positivamente dalla base utenti, con la promessa di aggiornamenti continui. L’UI ha già ricevuto feedback importanti nelle fasi pre-lancio, e rientra tra le priorità dichiarate del team insieme alla chiarezza del tutorial e alla curva delle ricompense, elementi che pesano moltissimo sulla frizione percepita dai nuovi giocatori. La pipeline EA prevede nuovi mondi, armamentari e rifiniture, mentre la finestra console arriverà in seguito, a dimostrazione di un focus iniziale sul consolidamento della build PC e sul recepimento rapido del feedback.
Sul piano audio, Ratatan trova la sua anima: pattern riconoscibili, cori giocosi, percussioni che fungono da metronomo emotivo e feedback sonori puntuali che insegnano al corpo il tempo prima ancora che alla testa; tutto converge verso l’obiettivo di farci “sentire” la precisione. La colonna sonora accompagna le transizioni tra le aree con timbri che suggeriscono clima e pericolo, mentre l’innesco di Fever e Super Fever si traduce in strati sonori aggiuntivi che rinforzano la ricompensa sensoriale del buon timing. Giocato in cuffia, l’insieme esprime la sua piena efficacia, ed è in quei momenti che la cooperativa diventa un ensemble vero, dove ogni errore, ogni “rallentando” e ogni accento in più raccontano la partita tanto quanto i numeri a schermo.
Ratatan si impone come un’esperienza dal carattere forte, capace di intrecciare ritmo, tattica e rigiocabilità in un loop che premia la costanza e il sangue freddo, sostenuto da una direzione artistica leggibile e da un audio che non è solo accompagnamento ma strumento di apprendimento. Interessante la cooperativa che moltiplica aneddoti e soddisfazioni; restano margini di crescita nella curva di onboarding e nella rifinitura di interfaccia e tutorial, ambiti decisivi per allargare ulteriormente la platea e preservare la precisione richiesta dal sistema. La base poggia su fondamenta solide, già capaci di regalare picchi di intensità e momenti in cui la Super Fever diventa celebrazione del proprio miglioramento, come fosse un assolo condiviso; per chi cerca un titolo che non abbia paura di far suonare le dita e chiedere disciplina, Ratatan rappresenta una proposta centrata, fresca e sorprendentemente espressiva, una marcia che ci ha convinti a restare a tempo run dopo run.