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8.00

Recensione Mycopunk per PC

In cerca di un cooperativo interessante per questa estate? Seguiteci nella recensione di Mycopunk per PC

E che punk sia!

Oggi parliamo di Mycopunk, un indie sparatutto in prima persona frenetico che tradisce un’anima punk, piena di ironia e caos visivo. Il gioco, nato come progetto accademico degli studenti della NYU e ora pubblicato da Devolver Digital, miscela elementi di shooter cooperativo come Deep Rock Galactic e Helldivers in un cocktail vigoroso e stilisticamente irriverente. Quattro robot difettosi, guidati da un caporale scarafaggio sarcastico, vengono spediti sul pianeta New Atlas per estirpare minacce fungine e recuperare risorse... tutto condito da dialoghi pungenti, frenesia e tentacoli. Il risultato è un’esperienza visiva e ludica che grida “seguici nella nostra recensione di Mycopunk” (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Mycopunk

Il contesto narrativo di Mycopunk è volutamente grottesco: una megacorporazione chiamata SAXON decide di inviare un manipolo di robot “difettosi” su un pianeta contaminato da spore aliene, per ripulirlo e consentire l’estrazione di Saxonite, minerale rarissimo. Noi interpretiamo uno di questi quattro eroi meccanici di scarto, pronti a tutto pur di compiere la missione (ndr. e di sopravvivere abbastanza a lungo da raccontarla). La guida è affidata a Roachard Cox, un comandante a metà tra un sergente dei marines e un venditore di auto usate, capace di passare in un istante da ordini urlati a battute assurde che sdrammatizzano anche le situazioni più disperate.
  

  
Il bello della narrativa di Mycopunk è che non pretende di raccontarci una saga epica o di farci commuovere: è un filo conduttore, una scusa per farci tuffare in missioni sempre più assurde. I dialoghi sono infarciti di sarcasmo e citazioni alla cultura pop, e spesso strizzano l’occhio al giocatore con rotture della quarta parete (ndr. il che ci ha fatto ridere più di una volta, soprattutto quando il gioco si prende gioco dei nostri errori). Non ci sono “cutscene” lunghe o cinematografiche: la storia si respira soprattutto tra una missione e l’altra, nelle interazioni con il nostro comandante e tra i membri del team.
  
Pur nella sua leggerezza, il contesto ha una sua coerenza: la logica aziendale senza scrupoli, la condizione di “usa e getta” dei protagonisti, l’ambientazione aliena che sembra sempre pronta a inghiottirci. Tutto contribuisce a creare un senso di precarietà mascherato dall’ironia. Non mancano piccole chicche di worldbuilding: cartelli di avviso sulle stazioni, scritte goliardiche sui muri, dialoghi in sottofondo che rivelano quanto la SAXON sia più interessata al profitto che alla sopravvivenza della squadra. Il gioco è completamente localizzato in inglese, ma purtroppo non dispone della localizzazione in italiano.
 

 

Il gameplay di Mycopunk

Il punto forte di Mycopunk è la velocità d’azione. Non esiste una barra della stamina: possiamo correre, scattare, saltare e schivare senza mai fermarci. Questo, combinato con la meccanica di ricarica alternata tra due armi, ci obbliga a un ritmo di combattimento continuo, senza tempi morti. Ogni scontro diventa una danza frenetica di movimenti e colpi, dove il tempismo è più importante della mira perfetta (filosofia che ci ha salvato la vita in più di un’occasione ndr.).
 

Il gameplay di Mycopunk è chiaramente il punto forte della produzione

  
Le abilità dei personaggi non sono un mero “extra”: sono fondamentali per la sopravvivenza e influenzano profondamente il nostro stile di gioco. Lo Scrapper può usare il rampino per raggiungere zone elevate o per tirare i compagni fuori da situazioni critiche; il Glider sfrutta la tuta alare per attraversare rapidamente aree pericolose; il Wrangler può bloccare nemici con il lasso; il Bruiser diventa una macchina da guerra quando attiva lo scudo e lo slam a terra. In modalità cooperativa, la sinergia tra abilità è ciò che separa una missione completata da un massacro totale.
 
La progressione e la personalizzazione delle armi meritano un discorso a parte: invece di classici slot e modificatori, abbiamo uno zaino “a griglia” dove ogni pezzo di upgrade ha una forma diversa, come in un puzzle. Incastrare i potenziamenti migliori diventa un gioco nel gioco, che stimola la creatività ma anche il desiderio di collezionare parti rare. Il rovescio della medaglia è che l’ottenimento di queste parti è spesso lento, e può spingere a ripetere missioni già viste per accumulare risorse (qui ci piacerebbe un bilanciamento migliore, per evitare il rischio di noia ndr.).
 

 

L'arte e la tecnica di Mycopunk

Mycopunk è un’esplosione di colori e forme che a volte rasenta il surreale. Il design dei nemici, in particolare, è una delle cose più memorabili: funghi che si deformano in creature tentacolari, colossi micotici che emergono dal terreno, spore fluttuanti che si moltiplicano in aria. Ogni missione ha un suo carattere visivo unico, anche se il filo conduttore estetico resta sempre quello di un mondo alieno “sporco” e ribelle. L’hub di gioco, invece, è un concentrato di dettagli e citazioni, quasi un salotto punk sospeso nello spazio.
  
Sul fronte tecnico, il gioco sorprende per la fluidità: su macchine di fascia media e alta si possono raggiungere frame rate elevati, mentre su hardware meno performante il motore riesce comunque a mantenere un’ottima giocabilità. Certo, in questa fase di Early Access non mancano i bug: talvolta i nemici si incastrano negli scenari, altre volte la fisica regala momenti involontariamente comici (il nostro Bruiser lanciato in orbita da un’esplosione ne è la prova ndr.). Su Steam Deck il titolo gira, ma con compromessi visivi e frame rate più bassi.
  
Il comparto sonoro è energico e coinvolgente: musiche elettroniche adrenaliniche ci accompagnano durante le missioni, con picchi di intensità nei momenti più concitati. Gli effetti audio delle armi sono potenti e soddisfacenti, mentre le voci dei personaggi aggiungono una dimensione umoristica che non stanca mai. Roachard, in particolare, è un vero mattatore: i suoi commenti in radio sono un mix di motivazione e derisione che rendono ogni missione ancora più memorabile.
 

 

Mycopunk

Mycopunk è una bizzarra gemma shooter dallo spirito punk: caotico, visivamente impattante, col gameplay rapido e cooperativo che sprizza energia da ogni poro. Il sistema di upgrade creativo, il movimento fluido e l’umorismo corrosivo lo rendono un’esperienza memorabile. Ma deve fare i conti con la sua natura Early Access: alcune missioni si ripetono, la progressione può sembrare lenta e i bug richiederanno patch. Nonostante ciò, il titolo mostra una personalità autentica e promette di crescere con le patch annunciate.

8.00

Trama 7.00

Gameplay 9.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

estetica unica e caos visivo

sistema di progressione originale

Contro:

ripetitività delle missioni

progressione lenta

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