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8.50

Recensione Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection per PC

Pronti al nuovo capitolo di Monster Hunter Stories? Seguiteci nella recensione di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection per PC

A spasso per Azuria e Vermeil

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è uno di quei giochi che arrivano in un momento preciso della vita di una serie e la mettono di fronte a un bivio: rimanere “solo” uno spin-off per fan irriducibili, oppure fare il salto e diventare un pilastro a sé nello scenario JRPG. Qui Capcom (che ringraziamo per il codice fornitoci per testare il gioco ndr.) sceglie la seconda strada, capitalizzando tutto ciò che ha imparato dai primi due Stories e dagli anni di Monster Hunter “mainline”, confezionando un’avventura a turni che prova a parlare sia agli appassionati storici che a chi cerca un gioco di ruolo ricco di sistemi, collezionismo e personalizzazione. Fin dai primi minuti si percepisce come il team abbia voluto costruire un mondo coerente, una struttura narrativa più ambiziosa e un gameplay loop che non si limita a ripetere formule note, ma tenta di incastrare in modo naturale esplorazione, allevamento di mostri e combattimenti. Il risultato è un JRPG che somiglia per certosina cura a un “Pokémon incontra Monster Hunter”, e che punta a tenere incollati per decine e decine di ore con un flusso ininterrotto di uova da trovare, Monstie da far crescere e build da ottimizzare. Se vi abbiamo incuriosito almeno un po’, seguiteci nella nostra recensione di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection per PC.
 

 

La trama di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

La vicenda di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ci porta nei regni di Azuria e Vermeil, due nazioni che non potrebbero sembrare più diverse e che invece condividono lo stesso destino, minacciate da un disastro ambientale noto come “Crystal Encroachment”. Nei panni dell’erede di Azuria, ci ritroviamo quasi subito a dover mettere da parte ogni residuo di comfort regale per stringere un’alleanza con la principessa di Vermeil, Eleanor, una figura chiave tanto sul piano politico quanto su quello umano. Il loro rapporto nasce andandosi a inserire in un quadro di tensioni crescenti, perché mentre i cristalli corrodi-mondo dilaniano terre e habitat, gli equilibri di potere fra i due regni si incrinano a ogni scelta e a ogni missione, facendo emergere le diffidenze, le paure e gli interessi che da sempre covano sotto la superficie. Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è localizzato in italiano, mentre il doppiaggio resta su tracce audio non italiane.
  

 
Dentro questo contesto, la narrativa sceglie un simbolo forte: il ritorno del Rathalos, mostro iconico della saga, che qui assume un ruolo quasi mitologico perché la specie era data per estinta e diventa invece il fulcro di speranze e timori. Una delle svolte più interessanti arriva dall’idea dell’uovo misterioso che dà vita non a un solo Rathalos, ma a due creature gemelle, entrambe legate allo stesso marchio del cosiddetto Skyscale Rathalos, un segno che gli abitanti del mondo leggono come presagio di distruzione imminente.  Questo espediente narrativo permette alla storia di giocare con il concetto di “riflesso distorto” che dà il sottotitolo al gioco, intrecciando continuamente i parallelismi tra i regni di Azuria e Vermeil, tra le due sorelle al potere a Vermeil, tra i due Rathalos, e persino tra il nostro protagonista e alcune figure chiave che incontriamo lungo il cammino.
 
Il tono complessivo della storia punta a un equilibrio delicato: da un lato la struttura resta accessibile, con archetipi chiari e una progressione che non vuole mai diventare troppo cupa o deprimente, dall’altro le tematiche affrontate: crisi ambientale, guerra per le risorse, responsabilità generazionali rendono questo terzo capitolo più maturo rispetto al precedente. Chi conosceva Monster Hunter Stories 2 (date una letta alla nostra recensione se volete saperne di più ndr.) può aspettarsi un racconto meno “infantile”, che cerca di parlare senza sconti a un pubblico cresciuto, pur restando leggibile anche per chi arriva da zero, grazie a un cast di personaggi secondari che alleggeriscono spesso con toni più leggeri e momenti di quotidianità. Non tutto però fila sempre liscio: alcuni passaggi mostrano ancora qualche lungaggine, e la costruzione del conflitto politico tra Azuria e Vermeil talvolta si appoggia su svolte prevedibili o colpi di scena intuibili in anticipo, soprattutto per chi ha dimestichezza con i JRPG di stampo classico, ma il quadro finale riesce comunque a mantenere coerenza e senso di progressione fino ai titoli di coda.
 

 

Il gameplay di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

Se la storia rappresenta il collante emotivo, la vera anima di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection sta nel suo gameplay loop, che fonde esplorazione, combattimenti a turni e collezionismo di Monstie in un circuito praticamente ininterrotto di micro-ricompense. La struttura di base è ormai familiare per chi segue la sottoserie: ci muoviamo in grandi mappe semi-aperte, individuiamo tane e nidi, entriamo in “den” generati con tre livelli di rarità e lì recuperiamo uova che portiamo all’accampamento per farle schiudere e aggiungere nuovi alleati alla nostra squadra. Ogni area di gioco custodisce un proprio ecosistema con mostri specifici, e questo fa sì che l’esplorazione non sia mai un semplice riempitivo tra una missione e l’altra, ma un passaggio fondamentale per ampliare il roster, trovare geni migliori e sperimentare combinazioni via via più raffinate.
  

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è un JRPG a turni sorprendentemente maturo e profondo, capace di unire una direzione artistica ispirata a un gameplay loop ricchissimo, che premia curiosità, sperimentazione e amore per il collezionismo di mostri.

 
Il sistema di combattimento riprende l’impianto già rodato della serie Stories, ma lo arricchisce con alcune trovate che lo rendono più profondo e soddisfacente sul medio e lungo periodo. Restano centrali i tre tipi di attacco: Potenza, Velocità e Tecnica organizzati in una sorta di morra cinese con relative debolezze e resistenze, e a questo si affiancano le affinità elementali dei mostri, a cui dobbiamo sempre prestare attenzione per evitare di presentarci con il Monstie sbagliato di fronte al nemico sbagliato. Il vero salto in avanti però arriva con l’introduzione della Wyvernsoul Gauge per i mostri avversari: ogni arma e attacco ha un diverso valore di danno “Wyvernsoul”, e svuotare questa barra consente di stordire e poi far vacillare il nemico, saltandone di fatto i turni e aprendo finestre di danno enormi, elemento che aggiunge un nuovo livello di decisione tattica tra colpire parti specifiche e puntare invece a gestire la barra per mettere al sicuro la sopravvivenza del party.
  
Tutto questo si inserisce in una progressione che insiste moltissimo sulla sinergia fra sistemi: sconfiggere o scacciare mostri nelle missioni principali non è mai solo un obiettivo in sé, ma anche un mezzo per sbloccare nuove tane, nuove varianti di uova e nuove opportunità di far salire di livello il nostro team. Ogni uovo estratto dai nidi porta con sé schemi visivi che aiutano a intuire la specie di Monstie che ne verrà fuori, ma solo una volta schiuso potremo davvero conoscere la configurazione del suo gene board, una griglia 3x3 che determina abilità attive e passive e che rende ogni creatura potenzialmente diversa, spingendoci a “tirare” uova di rarità crescente alla ricerca di combinazioni sempre più spinte per il nostro stile. Questo meccanismo, unito a un sistema di missioni secondarie e attività endgame in grado di far lievitare facilmente il monte ore verso le tre cifre, rende Twisted Reflection una vera e propria palestra per chi ama sperimentare build, anche se nel cuore della campagna principale la richiesta di pianificazione a volte può risultare intensa per chi si avvicina per la prima volta ai JRPG a turni più strutturati.
 

 

L'arte e la tecnica di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

Dal punto di vista artistico Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è probabilmente il capitolo più convincente dell’intera sottoserie, capace di coniugare al meglio l’estetica “da anime” della linea Stories con la riconoscibilità netta delle creature iconiche di Monster Hunter. I regni di Azuria e Vermeil si distinguono in modo netto non solo per architettura e palette cromatiche, ma anche per come i cristalli del Crystal Encroachment invadono paesaggi ed ecosistemi, creando contrasti visivi forti tra zone ancora incontaminate e aree già dominate dalle geometrie cristalline. Ogni bioma che esploriamo dalle distese erbose ai deserti, passando per le aree vulcaniche o cristalline sembra progettato per valorizzare il cel-shading scelto per il titolo, esaltando silhouette e animazioni dei mostri e rendendo immediatamente riconoscibili le specie anche a grande distanza, qualità che aiuta anche sul piano del gameplay quando si va a caccia di un determinato tipo di uovo o di Monstie specifico.
 
Sul versante tecnico, la grande novità per la serie è il passaggio al RE Engine, qui usato per la prima volta in un Monster Hunter Stories, scelta che porta con sé un netto passo avanti complessivo in termini di pulizia dell’immagine, illuminazione e gestione dei dettagli senza però sacrificare la fluidità. Su PC, il gioco riesce a girare in modo molto convincente anche su configurazioni non di fascia altissima, grazie a una gestione accorta degli effetti a schermo e a un livello di ottimizzazione che evita di strafare con particellari superflui o filtri invasivi, pur regalando in alcuni frangenti set piece visivi davvero notevoli, soprattutto quando i cristalli del disastro ambientale avvolgono intere porzioni di mappa. Proprio questa sobrietà tecnica mirata consente a Twisted Reflection di mantenere un profilo molto stabile sotto il profilo del framerate, rendendo l’esperienza piacevole e reattiva tanto durante l’esplorazione quanto nelle fasi più concitate degli scontri e limitando al minimo fenomeni di stuttering e cali improvvisi.
 
Sul piano sonoro, Monster Hunter Stories 3 punta a rafforzare l’identità della sottoserie con una colonna sonora che alterna temi orchestrali più epici nelle battaglie principali a brani dal timbro più sereno e contemplativo nelle zone esplorabili, sfruttando motivi ricorrenti per accompagnare i momenti chiave del racconto.  Gli effetti audio dei mostri, delle abilità e delle armi riprendono fedelmente l’immaginario sonoro della serie principale, ma vengono integrati con una cura particolare all’intelligibilità in combattimento, così da aiutare a riconoscere in tempo reale il tipo di attacco o di skill messa in campo, informazione preziosa quando si devono leggere i pattern dei nemici più impegnativi.  Il doppiaggio resta ancorato a lingue diverse dall’italiano, ma la buona qualità della recitazione, unita alla presenza dei sottotitoli in italiano e a una localizzazione testuale che presta attenzione al lessico di mondo, consente comunque di seguire senza difficoltà trama e caratterizzazioni, a patto di accettare l’assenza di voci italiane complete.
 

 

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection

Nel quadro complessivo, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection ci è sembrato il punto di arrivo naturale dell’evoluzione della sottoserie Stories, ma anche un nuovo punto di partenza per immaginare dove Capcom potrebbe portare in futuro questo filone. La scelta di puntare su un combat system più profondo, su una gestione del party e dei Monstie che premia chi ama davvero smanettare con build e combinazioni, e su una direzione artistica fortemente riconoscibile, racconta di un team che ha chiaro il proprio pubblico ma non rinuncia a crescere insieme a lui. Il fatto che su PC il gioco arrivi con una buona resa tecnica, una localizzazione italiana curata e una struttura capace di tenere impegnati per tantissime ore ci fa pensare che questo terzo capitolo abbia tutte le carte in regola per diventare il nuovo riferimento quando si parla di spin?off RPG ambientati nel mondo di Monster Hunter.

8.50

Trama 8.00

Gameplay 9.00

Arte e tecnica 9.00

Pro:

gameplay loop profondo e ben integrato

direzione artistica ispirata

Contro:

animazioni e scontri ripetitivi sul lungo periodo

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