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7.00

Recensione Memoirium per PC

Alla ricerca di un nuovo souls-like? Seguiteci nella recensione di Memoirium per PC

Souls-like in stile PS1

Il panorama videoludico indipendente continua a rinnovare la formula soulslike attraverso immaginari visivi non convenzionali, e in questo scenario si inserisce Memoirium, un action RPG in terza persona sviluppato da GoldenGratus e supportato dal fondo Outersloth che trasporta le meccaniche del genere in un tessuto onirico di spazi liminali e architetture surreali. L'opera sostituisce i classici castelli in rovina con paesaggi astratti e dimensioni mutevoli, fondando l'esperienza su un'esplorazione attenta e sulla rigorosa gestione della stamina. Dopo aver testato a lungo la robustezza del sistema di combattimento, il bilanciamento e la visione artistica del progetto per valutarne il valore per gli appassionati di action punitivi, allacciate le cinture e preparatevi a varcare la soglia dell'inconscio: ecco la recensione di Memoirium per PC.
 

 

La trama di Memoirium

L'incipit narrativo di Memoirium ci pone nei panni di un Sognatore ("Dreamer"), un'entità che si risveglia improvvisamente intrappolata in un reame onirico decadente e frammentato, popolato da altre figure consimili con cui è necessario scontrarsi per trovare una via di fuga verso la veglia. La premessa iniziale si muove su territori volutamente astratti: non ci sono preamboli didascalici né spiegazioni articolate sui motivi che ci hanno condotto in questa terra di sabbia e stelle. L'incedere degli eventi ci spinge ad attraversare ambientazioni sconnesse che sfidano qualsiasi legge logica, passando senza soluzione di continuità da aule scolastiche di stampo contemporaneo a fortezze tenute insieme da cera fusa.
  

  
L'approccio alla narrazione adotta in pieno lo stile ermetico e frammentario tipico dei soulslike moderni, affidando l'esposizione del mondo a dialoghi criptici, descrizioni degli oggetti e interazioni fugaci con bizzarri personaggi non giocanti. Questa scelta stilistica regala un forte senso di mistero nelle prime ore, pur mostrando il fianco a una marcata evanescenza tematica con il prosieguo dell'avventura. Il distacco emotivo rispetto agli eventi e la natura volutamente sconnessa delle situazioni rendono difficoltoso comprendere appieno la posta in gioco o sviluppare un reale attaccamento verso il destino del protagonista.  
 
La progressione narrativa si sviluppa lungo gli otto dungeon principali che compongono la mappa, conducendoci a svelare brandelli di memorie e frammenti di un passato indecifrabile. L'avventura propone un percorso privo di rivelazioni clamorose o snodi espliciti, mantenendo un velo di ambiguità dall'inizio alla fine del cammino. Per quanto concerne la fruizione linguistica per il pubblico nostrano, segnaliamo che il titolo non include la localizzazione in lingua italiana nei testi e nell'interfaccia, richiedendo una buona comprensione dell'inglese per interpretare descrizioni e dialoghi.
 

 

Il gameplay di Memoirium

La struttura ludica di Memoirium poggia saldamente sui pilastri del genere di riferimento: combattimenti basati sulla gestione della barra di resistenza, tempismo nelle schivate, parate e checkpoint rigenerativi che ripristinano sia le risorse vitali sia i nemici sconfitti nell'area circostante. Il punto di forza dell'impianto risiede nella pregevole diversificazione dell'arsenale, composto da numerose armi bianche dotate di pattern di attacco unici, affiancate da quattordici armature, maschere ed equipaggiamenti secondari capaci di modificare sensibilmente l'approccio tattico. A supporto degli attacchi base troviamo le "Ninnananne" ("Lullabies"), abilità speciali associate a differenti affinità elementali che aggiungono versatilità offensiva e permettono di variare le strategie contro i bersagli più resistenti.  
 

Riuscire a destreggiarsi tra la furia dei colpi nemici e la gestione millimetrica dell'energia rappresenta il vero confine tra il risveglio e la sconfitta.

  
La conformazione del mondo di gioco brilla per un level design interconnesso di ottima fattura, ricco di scorciatoie da sbloccare, passaggi segreti e percorsi alternativi che collegano armoniosamente i vari ambienti onirici. Lungo il cammino è possibile raccogliere venticinque "Keepsakes", oggetti consumabili che si ricaricano e garantiscono preziosi bonus passivi per personalizzare la build. Tra le particolarità ludiche spicca una stanza personale in cui è possibile scrivere appunti e posizionare elementi decorativi rinvenuti durante i viaggi.
 
Il ritmo dell'azione e l'equilibrio complessivo subiscono purtroppo una flessione evidente man mano che ci si avvicina all'epilogo. Se la prima metà dell'opera garantisce una curva di apprendimento onesta e stimolante, le sezioni finali presentano un'impennata di difficoltà punitiva e poco calibrata, acuita da un posizionamento dei nemici a tratti frustrante. Un limite non trascurabile riguarda la varietà del bestiario: la stragrande maggioranza degli avversari e dei boss condivide fattezze e schemi umanoidi, riducendo sul lungo periodo l'effetto sorpresa durante l'esplorazione dei dungeon avanzati.
 

 

L'arte e la tecnica di Memoirium

Sotto il profilo puramente visivo, la direzione artistica di Memoirium adotta un'estetica rétro fortemente ispirata all'era a 32-bit e alla prima PlayStation, combinando poligoni grezzi, texture sgranate e atmosfere sfumate che richiamano correnti vaporwave e ambientazioni liminali. L'accostamento tra architetture surreali, tonalità cromatiche sature e cieli onirici conferisce al titolo un'identità visiva immediatamente riconoscibile e ricca di fascino. Questa scelta stilistica valorizza il concetto di sogno frammentato, regalando scorci suggestivi pur mantenendo una forte essenzialità geometrica.  
 
Il comparto tecnico su PC si dimostra solido e leggero, forte di requisiti hardware decisamente accessibili che consentono di mantenere un frame rate fluido e stabile anche su configurazioni datate. I modelli tridimensionali realizzati in Blender e gestiti tramite Unreal Engine risultano puliti nel loro minimalismo volutamente nostalgico. I caricamenti tra una zona e l'altra sono rapidi, la risposta ai comandi via controller è immediata e non abbiamo riscontrato bug critici o anomalie gravi capaci di compromettere l'esperienza complessiva durante i nostri test.  
 
Il paesaggio sonoro accompagna l'incedere del Sognatore con composizioni d'atmosfera eteree, riverberi dilatati e melodie rarefatte che amplificano la solitudine e lo spaesamento del mondo di gioco. Gli effetti audio degli impatti all'arma bianca restituiscono un feedback acustico chiaro e incisivo durante le collisioni, supportando la leggibilità delle finestre di parata e schivata. La cura riposta nei silenzi ambientali e nei suoni di sottofondo contribuisce a creare un'esperienza uditiva perfettamente integrata con la natura enigmatica del viaggio.
 

 

Memoirium

Consideriamo l'opera d'esordio di GoldenGratus un esperimento coraggioso che riesce a ritagliarsi un proprio spazio nell'affollato panorama degli action RPG indipendenti. Pur mostrando il fianco a evidenti squilibri nella gestione della difficoltà nelle fasi terminali e a una narrazione fin troppo frammentata, il viaggio del Sognatore ci ha ripagato con atmosfere irripetibili e un level design di prim'ordine. Se siete alla ricerca di un'avventura capace di fondere meccaniche punitive con un immaginario liminale affascinante e fuori dal comune, Memoirium merita senz'altro un'opportunità. Un tuffo nell'inconscio che, al netto delle sue spigolosità di bilanciamento, saprà lasciare un ricordo indelebile nella mente dei veterani del genere.

7.00

Trama 6.00

Gameplay 7.50

Arte e tecnica 7.50

Pro:

mondo di gioco interconnesso

sistema di combattimento soddisfacente

Contro:

trama eccessivamente fumosa

poca varietà di avversari

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