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8.50

Recensione Lost and Found Co. per PC

Siete alla ricerca di un hidden object game colorato e divertente? Seguiteci nella recensione di Lost and Found Co. per PC!

Chi cerca trova

Lost and Found Co. è uno di quei giochi che, a prima vista, sembrano “solo” un passatempo da divano e tisana, poi ci mettiamo le mani sopra e scopriamo una cura sorprendente nel modo in cui mescola caccia agli oggetti, micro-enigmi ambientali, un tono da commedia fantasy e una struttura più “adventure” di quanto ci aspettassimo. È un hidden object game dichiaratamente cozy, con scenari disegnati a mano, un sacco di interazioni e un impianto che prova a rendere il genere più moderno senza snaturarlo, anche grazie a missioni, obiettivi opzionali e una progressione che spinge a curiosare. Se vi piacciono esperienze alla Hidden Folks (e se vi siete persi la nostra recensione andata a recuperarla) o quei libri stile “trova tutto” che da piccoli ci tenevano incollati alle pagine, qui troverete un equivalente videoludico molto più ricco, con persino un tocco gestionale leggero legato alla decorazione dell’ufficio e della stanza del protagonista. Seguiteci nella nostra recensione di Lost and Found Co. per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Lost and Found Co.

La premessa narrativa di Lost and Found Co. è volutamente assurda e ci ha conquistati proprio perché non cerca mai di darsi arie: vestiamo i panni di Ducky, un’anatra trasformata in umano e finita a fare da tirocinante, mentre affianchiamo la dea-drago Mei in una sorta di “startup magica” specializzata nel recuperare oggetti smarriti per una cittadina piena di personaggi strambi. Il gioco imposta subito un tono leggero, quasi da fiaba comica, e lo usa come cornice per giustificare il viaggio attraverso numerose location “magiche” e bizzarre, ognuna con la propria micro-identità e piccoli siparietti. È una storia che esiste per darci un motivo per passare da un incarico all’altro, ma lo fa con più personalità rispetto alla media del genere, e soprattutto con una quantità di dialoghi e situazioni che mirano a farci affezionare al duo protagonista senza trasformare tutto in un romanzo.
  

  
Il bello è che la narrazione non resta chiusa in un “capitolo e via”: il gioco alterna trama principale e richieste dei clienti, usando queste ultime per farci respirare l’ambientazione e per introdurre, a piccole dosi, dettagli di worldbuilding. L’idea delle commissioni come episodi funziona, perché ci permette di conoscere la città e i suoi abitanti senza mai doverci sorbire un’unica esposizione gigantesca; ogni incarico è un pretesto per un dettaglio comico, un’animazione buffa, una piccola gag visuale o un momento tenero. Anche quando emergono “poste in gioco” più alte, l’atmosfera resta volutamente cartoon, con una leggerezza che evita di stressare e che mantiene il ritmo adatto a un gioco rilassante.
 
C’è anche una scelta strutturale che ci è piaciuta: la storia procede insieme alla progressione, e questa progressione passa dal completamento di incarichi e obiettivi, compresi quelli facoltativi, che contribuiscono a sbloccare il resto dell’avventura. Il risultato è un racconto che non pretende di essere il centro assoluto dell’esperienza, ma che la accompagna con coerenza, rendendo le missioni meno “fredde” e più contestualizzate. Non aspettatevi colpi di scena memorabili o una scrittura da RPG narrativo, qui la forza è il tono: wholesome, spiritoso, spesso surreale. Prima di passare a parlare del gameplay dobbiamo evidenziare che, purtroppo, Lost and Found Co. non è localizzato in italiano.
 

 

Il gameplay di Lost and Found Co.

Il loop base del gameplay è chiarissimo: entriamo in uno scenario, ci viene chiesto di trovare una lista di oggetti smarriti e li recuperiamo cliccando tra i vari elementi della scena. Sì, è “trova l’oggetto”, ma la differenza sta in come il gioco costruisce le mappe: scenari grandi, densissimi, pieni di personaggi e dettagli, con una quantità di oggetti interattivi che dà alla ricerca un sapore più giocoso del solito. Non siamo solo a scansionare pixel; spesso cliccare significa far muovere qualcosa, aprire uno sportello, far reagire un NPC, scoprire un passaggio o innescare una piccola animazione comica. E questa interattività, oltre a essere carina, diventa parte del ragionamento: alcuni oggetti sono nascosti dietro elementi che vanno “sollecitati”, e la scena sembra più un diorama vivo che una tavola statica.
  

Lost and Found Co. resta un titolo che consigliamo a chi cerca un’esperienza rilassante ma non pigra

  
A tenere alta l’attenzione ci pensano obiettivi opzionali e attività extra dentro le missioni: non ci limitiamo alla lista principale, perché spesso possiamo dedicarci a compiti aggiuntivi che cambiano il modo in cui esploriamo l’area. Parliamo di richieste come individuare categorie di elementi specifici o risolvere piccole situazioni ambientali, con ricompense leggere e soddisfazioni più “da scoperta” che da power-up. La cosa importante è che non ci sentiamo puniti se vogliamo solo rilassarci: questi extra non sono concepiti per bloccarci in modo brutale, piuttosto per premiare chi ama spulciare ogni angolo. In parallelo, la struttura non è un semplice “livello 1, livello 2, fine”: c’è una mappa/overworld che collega le missioni e offre un senso di percorso più articolato, con incarichi principali e missioni laterali utili a far scorrere la progressione.
  
Sul fronte qualità della vita, il sistema di suggerimenti è una delle cose che abbiamo apprezzato di più perché prova a risolvere il grande peccato del genere: quei minuti finali in cui manca un solo oggetto e ci trasformiamo in un radar frustrato. Qui possiamo cliccare sull’icona dell’oggetto per ottenere un hint iniziale, spesso abbastanza vago da non “rubare” la soluzione ma utile a restringere il campo; in più esiste una meccanica per ottenere indizi più dettagliati attraverso l’osservazione di particolari oggetti fuori posto (in scala di grigi) disseminati nella scena. È un modo intelligente per farci “guadagnare” un aiuto più forte senza mettere un tasto magico che risolve tutto. Detto questo, non tutto è perfetto: alcune attività facoltative non hanno lo stesso supporto di hint, e quando decidiamo di completare proprio tutto possiamo ritrovarci a fare i conti con una difficoltà più ostinata, soprattutto se siamo giocatori completisti e non vogliamo mollare la spunta dell’ultimo obiettivo.
 

 

L'arte e la tecnica di Lost and Found Co.

Dal punto di vista della direzione artistica, Lost and Found Co. fa centro: è colorato, tenero, pieno di idee e con scenari che sembrano davvero “disegnati a mano” con un gusto da libro illustrato moderno. Ci ha colpiti la capacità di rendere il caos leggibile: le location sono cariche di oggetti, personaggi e micro-dettagli, e nonostante questo il gioco riesce spesso a trasformare il “clutter” in un parco giochi visivo anziché in una confusione sgradevole. È anche un mondo che vive di piccole gag: animazioni, interazioni, reazioni, dettagli nascosti che ci spingono a cliccare per curiosità, non solo per necessità. Se amate i titoli in cui l’ambiente è quasi un personaggio, qui c’è tanta sostanza.
 
Sul lato tecnico e di struttura, la quantità di contenuti e la varietà delle missioni danno l’impressione di un progetto più ambizioso del tipico hidden object “a schermate”. La progressione passa da incarichi, side mission e obiettivi extra, con un sistema di ricompense che include valuta e oggetti, e una componente di personalizzazione legata alla decorazione degli spazi dell’ufficio e della stanza di Ducky che funziona da pausa creativa tra una ricerca e l’altra. Non tutto, però, è rifinito allo stesso livello: alcune sequenze narrative in stile fumetto/animazione risultano visivamente più deboli rispetto alla pulizia dell’animazione in-game, con una resa che stona per qualche secondo prima di farci tornare nella parte migliore del pacchetto. Non è un difetto che distrugge l’esperienza, resta una piccola dissonanza in un titolo che, per il resto, punta moltissimo sulla presentazione.
 
L’audio accompagna bene l’intento “rilassante”: musiche dolci e calme, pensate per non stancarci mentre scandagliamo le scene, e un sound design che valorizza le interazioni, dando feedback quando tocchiamo elementi dell’ambiente. Non è un comparto che vuole dominare la scena con temi memorabili a tutti i costi; si mette al servizio del ritmo tranquillo e della sensazione di comfort, lasciandoci spazio per concentrarci sulla caccia agli oggetti. In un gioco così, è la scelta giusta: l’audio deve sostenere, non competere, e qui lo fa con coerenza.
 

 

Lost and Found Co.

Lost and Found Co. ci ha lasciato addosso quella sensazione rara di “comfort game” fatto con criterio: non è solo una lista di oggetti da spuntare, è un viaggio leggero e pieno di carattere in cui ogni scenario sembra raccontare qualcosa, tra gag visive, interazioni continue e una progressione che invoglia a curiosare ancora un po’. Ci siamo divertiti a inseguire gli smarrimenti più assurdi, a sfruttare un sistema di aiuti che limita la frustrazione senza togliere soddisfazione e a perderci dentro mappe così dense da sembrare piccoli mondi in miniatura; allo stesso tempo, qualche sbavatura nella resa di alcune sequenze narrative e la tendenza di certi extra a diventare più ostinati del previsto ci ricordano che non tutto è equilibrato allo stesso modo. Lost and Found Co. resta un titolo che consigliamo a chi cerca un’esperienza rilassante ma non pigra, capace di intrattenere anche quando vogliamo solo staccare la spina, con l’avvertenza più importante per il pubblico italiano: l’assenza della nostra lingua pesa, perché qui l’umorismo e i dialoghi sono parte integrante del fascino.

8.50

Trama 8.00

Gameplay 8.50

Arte e tecnica 8.00

Pro:

scenari disegnati a mano

struttura profonda

Contro:

manca l'italiano

alcuni fumetti un po' sottotono

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