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8.50

Recensione Kusan: City of Wolves per PC

Pronti a scendere nei bassifondi di Kusan? Seguiteci nella recensione di Kusan: City of Wolves per PC

Botte da orbi

Ci sono momenti in cui il nostro panorama videoludico sembra un oceano sconfinato di proposte già viste, un susseguirsi continuo di sequel senza infamia e senza lode che cercano disperatamente di catturare la nostra attenzione proponendoci formule ormai trite e ritrite. Poi, quasi all'improvviso, spunta dal nulla un titolo capace di darci quella scossa di adrenalina di cui avevamo viscerale bisogno, catapultandoci in un vortice di azione pura, rabbiosa e senza fronzoli che non vi nego ci ha fatto sobbalzare dalla sedia. Parliamo di quell'immaginario cyberpunk e neo-noir condito da animali antropomorfi che tanto deve a capolavori immortali come Hotline Miami o Ruiner, ma che riesce comunque a ritagliarsi una sua identità viscerale, forte e incredibilmente carismatica. Kusan: City of Wolves, sviluppato con immensa passione dai ragazzi di BUSAN SANNAE, si inserisce esattamente in questo filone ad altissima tensione, regalandoci un'esperienza top-down shooter tanto spietata quanto soddisfacente. Accomodatevi pure, mettetevi comodi e seguiteci nella nostra recensione di Kusan: City of Wolves per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Kusan: City of Wolves

Entrando nei dettagli della componente narrativa di Kusan: City of Wolves, la vicenda ci mette nei panni di Khan, un veterano di guerra dalla mente tormentata e dal corpo trasformato in un'arma mortale grazie a una protesi biomeccanica d'avanguardia. Khan non è il classico eroe senza macchia e senza paura, bensì un lupo solitario stanco, segnato dal passato e desideroso soltanto di rimanere ai margini di una società che lo ha prima sfruttato e poi abbandonato al suo destino. La tranquillità del protagonista viene tuttavia frantumata quando un'improvvisa minaccia legata al suo passato e ai segreti dell'intricato sottobosco politico di Kusan lo costringe a imbracciare di nuovo le armi. La storia si sviluppa attraverso dialoghi taglienti, ritmati con il contagocce tra una sparatoria e l'altra, rivelando gradualmente un complotto su scala cittadina che coinvolge potenti oligarchi, bande criminali rivali e vecchi fantasmi della guerra che Khan sperava di aver sotterrato per sempre.
   

  
Man mano che la narrazione prosegue, la trama intreccia vicende di vendetta personale e cospirazioni ad alto rischio, mettendo in luce le ipocrisie e le brutalità che governano l'universo di gioco. Khan si ritrova al centro di un gioco di potere molto più grande di lui, costretto a stringere alleanze precarie con figure dai dubbi morali e a fare i conti con la propria umanità gradualmente erosa dalla violenza. La caratterizzazione dei personaggi secondari, per quanto rapida e funzionale all'azione, riesce a donare uno spessore notevole alle varie fazioni in lotta per il controllo della città. Ognuno ha un secondo fine, nessuno è davvero innocente e ogni decisione presa lungo la strada sembra portare irrimediabilmente verso un epilogo cupo ed ineluttabile, perfettamente in linea con i canoni estetici e concettuali del genere neo-noir.
  
La forza della sceneggiatura risiede soprattutto nella capacità di mantenere altissima la tensione drammatica senza mai appesantire la fruizione generale, integrando gli scambi di battute in modo organico e naturale nell'azione di gioco. Sebbene la trama rispetti alcuni dei cliché più classici delle storie di vendetta e fantascientifiche, la cura riposta nei dialoghi e la costruzione del background storico rendono l'esperienza coinvolgente dall'inizio alla fine. Ogni missione aggiunge un tassello fondamentale al mosaico complessivo, spingendoci a proseguire per scoprire quali oscuri segreti si celano nelle stanze dei bottoni della metropoli. Precisiamo che il Kusan: City of Wolves è localizzato in lingua italiana.
 

 

Il gameplay di Kusan: City of Wolves

Passando al gameplay vero e proprio, la formula strutturata da BUSAN SANNAE si presenta come un top-down shooter d'azione frenetico, dove la precisione millimetrica e la velocità d'esecuzione rappresentano l'unica vera chiave per la sopravvivenza. Il perno attorno a cui ruota l'intero sistema di combattimento è la protesi biomeccanica di Khan, un artefatto bellico modulare che consente di sferrare attacchi ravvicinati devastanti, deviare proiettili e concatenare abilità speciali in una danza di morte spettacolare. Non si tratta semplicemente di sparare a qualsiasi cosa si muova a schermo, ma di pianificare al millisecondo ogni spostamento: un singolo errore, una copertura calcolata male o un ricarica effettuata al momento sbagliato significano morte istantanea e ripartenza immediata dal checkpoint.
  

Mentre vi prendete un secondo per far rifiatare i riflessi e pulire il sangue digitale dalla giacca, il viaggio nei meandri più oscuri di Kusan è soltanto all'inizio

  
L'arsenale a disposizione del giocatore offre una varieta davvero eccellente di opzioni tattiche, spaziando da armi da fuoco convenzionali come pistole ad alta precisione, fucili a pompa e mitra leggeri, fino ad arrivare alle opzioni da mischia e ai potenziamenti del braccio robotico. La possibilità di scattare rapidamente per schivare il fuoco nemico, agganciare gli avversari scaraventandoli contro le pareti ed eseguire mosse finali brutali crea un ritmo di gioco esaltante e privo di pause. Gli avversari vantano pattern di attacco diversificati e un'aggressività notevole che costringe ad adattare costantemente la propria strategia, passando da un approccio difensivo basato sui riflessi a sortite offensive estremamente violente nel giro di pochissimi istanti.
 
La struttura dei livelli è stata disegnata con un level design intelligente e dinamico, ricco di scorciatoie, coperture distruttibili ed elementi ambientali da sfruttare a proprio favore durante le sparatorie più caotiche. Il design delle aree premia continuamente l'improvvisazione e la creatività del giocatore, spingendo a tentare e ritentare ogni scontro fino a raggiungere la perfetta esecuzione di una sequenza di eliminazioni senza macchia. La curva di apprendimento è ripida e severa, ma non risulta mai ingiusta o punitiva al punto da generare frustrazione reale, regalando al contrario una sensazione di profonda appagamento ogni volta che si riesce a ripulire una stanza gremita di nemici letali.
 

 

L'arte e la tecnica di Kusan: City of Wolves

Sotto il profilo della direzione artistica, Kusan: City of Wolves sfoggia uno stile visivo straordinario, caratterizzato da una pixel art rifinitissima e vibrante che fonde elementi cyberpunk tradizionali con le atmosfere fumettistiche e noir coreane. Le animazioni dei personaggi sono incredibilmente fluide, ricche di fotogrammi che restituiscono un senso di peso, impatto e velocità a ogni singolo pugno, sparo o schivata eseguita sul campo di battaglia. I contrasti cromatici tra i toni scuri delle ambientazioni e le luci al neon al neon fluo creano un impatto visivo memorabile, donando a ogni scenario una personalità stilistica inconfondibile che rimane impressa nella mente del giocatore.
 
Dal punto di vista strettamente tecnico, l'opera si dimostra solida, ottimizzata in modo impeccabile per la piattaforma PC e priva di incertezze prestazionali capaci di inficiare l'esperienza. Il frame rate mantiene una stabilità granitica anche nelle situazioni più caotiche, con decine di nemici, esplosioni ed effetti particellari che riempiono lo schermo contemporaneamente, elemento assolutamente imprescindibile per un gioco basato sulla reattività istantanea. I tempi di caricamento dopo la morte sono praticamente inesistenti, consentendo di rientrare immediatamente in azione senza spezzare l'adrenalinico flusso di gioco.
  
A coronare un comparto estetico di primissimo ordine troviamo un settore audio monumentale, capace di elevare la tensione a livelli stratosferici durante tutta la durata dell'avventura. La colonna sonora, composta da traccie synthwave martellanti, ritmi elettronici aggressivi e sfumature industriali, si sposa in maniera simbiotica con l'azione frenetica a schermo, pompando la giusta dose di adrenalina nelle vene del giocatore. Gli effetti sonori delle armi da fuoco, dei colpi a segno e dei suoni ambientali risultano corposi, definiti e di altissima qualità, offrendo un feedback acustico estremamente soddisfacente ad ogni eliminazione completata con successo.
 

 

Kusan: City of Wolves

Nel complesso, ci troviamo di fronte a un'opera indipendente di grandissima fattura, capace di coniugare un gameplay solido e rifinito con un'identità stilistica e narrativa di forte impatto. Se siete amanti degli shooter top-down brutali, frenetici e privi di compromessi, questo viaggio nei bassifondi di Kusan saprà regalarvi ore di puro divertimento e gratificazione tattica. Un plauso a BUSAN SANNAE per essere riusciti a confezionare una gemma grezza che merita senza dubbio alcuno di figurare nella libreria di tutti gli appassionati del genere.

8.50

Trama 7.50

Gameplay 8.50

Arte e tecnica 8.50

Pro:

sistema di combattimento frenetico

direzione artistica spettacolare

Contro:

livello di difficoltà elevato

un po' ripetitivo

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