Indy torna in Italia
Indiana Jones è da sempre sinonimo di avventura, mistero e archeologia raccontata con ritmo cinematografico, e il
DLC L'Ordine dei Giganti per PC cerca di riprendere esattamente questa tradizione, portandoci in un viaggio tra le catacombe e i sotterranei di Roma. Se il gioco base,
Indiana Jones e l’Antico Cerchio (
di cui vi abbiamo parlato nella nostra recensione ndr.), aveva già dimostrato di saper reinterpretare con intelligenza l’essenza del personaggio, questo contenuto aggiuntivo prova ad ampliare la formula con nuove ambientazioni cupe, enigmi più articolati e una trama che affonda le sue radici in culti misteriosi e leggende bibliche. Non ci troviamo davanti a una rivoluzione, ma piuttosto a un tassello narrativo e ludico che punta a soddisfare gli appassionati, mantenendo intatta la magia che rende unico l’archeologo più famoso del mondo. Se volete sapere come se la cava il nostro archeologo preferito alle prese con la città di Roma non dovete far altro che seguirci nella nostra
recensione di Indiana Jones e l'antico Cerchio - l'Ordine dei Giganti per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di Indiana Jones e l'antico Cerchio
L’espansione L’
Ordine dei Giganti ci riporta a
Roma, in particolare nella zona vaticana, nei suoi sotterranei, catacombe, tunnel dimenticati e cloache. Il punto di partenza è un oggetto misterioso scoperto durante dei lavori sotto la città, che sembra essere connesso a un antico culto, i Nephilim, figure leggendarie di figli degli angeli caduti.
Indiana Jones è chiamato da un sacerdote (Padre Ricci) per investigare, pensando inizialmente a un incarico minore, ma si ritrova presto ad affrontare domande morali, sfide sotterranee e forze che superano la mera archeologia. L’
Ordine dei Giganti non è semplicemente una missione di esplorazione: c’è un conflitto interiore, una componente teologica e mistica che spinge Indy a mettere in discussione le sue certezze. La fede, l’antico, il mito e la storia si innestano; il culto diventa più che una leggenda, qualcosa che, narrativamente, vuole avere un peso concreto. Il contesto storico è ben usato: Roma non è solo sfondo pittoresco ma è scavata fino alle sue viscere, letteralmente, dove le vestigia del rito, le catacombe, le cloache, i cunicoli, i mausolei segreti, le reliquie antiche costruiscono un senso di mistero sacro, di religione perduta e rimasta nascosta.
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La
storia progredisce con una miscela di scoperta, enigmi, tensione. Inizialmente la curiosità di Indy simbolica, l’indagine procede con piccoli ritrovamenti, documenti, iscrizioni, ambientazioni nascoste. Man mano che si avanza, il mistero cresce, si fanno scelte morali, si scoprono cultisti, si percepisce che le implicazioni sono più vaste di quanto sembrasse all’inizio.
Il ritmo non è sempre perfettamente costante. Alcune sezioni di esplorazione e puzzle rallentano in modo che si assapori l’atmosfera, altre volte si accelera: verso il finale la tensione cresce, con rituali, nemici, segreti che emergono e che portano a una prova decisiva. Tuttavia in vari punti si avverte che la durata limitata impedisce alla storia di svilupparsi con la stessa ampiezza che meriterebbe: certi personaggi restano abbozzati, certi temi appena accennati. Inoltre la collocazione all’interno della campagna principale fa sì che chi ha già completato buona parte del gioco base possa apprezzare meglio i riferimenti, mentre chi avanza meno lungo nel racconto potrebbe trovare alcuni passaggi meno significativi.
Tra i pregi c’è l’ottima integrazione del
mistero dei Nephilim, che nel gioco base era presente ma assai più sfumato. Questo
DLC lo rende protagonista, con documenti, ambientazioni e dialoghi che danno corpo al mito. I dialoghi funzionano bene, la caratterizzazione di Padre Ricci ad esempio offre uno spunto interessante: la fede del sacerdote, il dubbio, la fragilità, il senso del dovere che lo spinge in territori moralmente ambigui. Indy è Indy: battute, ironia, la solita fedeltà al personaggio cinematografico, con quella mescolanza tra scienza, fede e avventura. Ma ci sono limiti. Prima di tutto la durata: non abbastanza per scandagliare tutto quello che il mistero sembrava suggerire. Alcuni casi di cliché narrativi che vengono ricopiati dal genere (culti segreti, rituali antichi, eredi perduti, etc.) avrebbero meritato un trattamento più audace. Anche la varietà dei personaggi è limitata: altri volti del gioco base fanno capolino, ma non emergono nuovi antagonisti con forza paragonabile o che lasciano un’impronta duratura.
Il gameplay di Indiana Jones e l'antico Cerchio
Il
gameplay del DLC si basa fortemente sull’esplorazione sotterranea: catacombe, tunnel, cloache, cunicoli. Ambienti chiusi, spesso oscuri, che richiedono di far uso dell’orientamento, del gioco tra le luci e le ombre, del suono ambientale. I puzzle ambientali sono uno dei pilastri di questo contenuto: risoluzione di iscrizioni nascoste, meccaniche legate a pressione e luce, richiami storici, enigmi che richiedono l’osservazione, il ragionamento, la lettura di documenti. Sono spesso ben congegnati: non sempre banali, alcune volte complessi, a volte macchinosi. Il
level design favorisce l’esplorazione: non lineare nel senso stretto, ma con percorsi segreti, deviazioni, passaggi nascosti se si è curiosi. L’alternanza esplorazione-puzzle è il fulcro del DLC; non siamo in un mondo aperto, ma in spazi scelti che valorizzano la scoperta.
Lo scopo del DLC è quello di rimetterci nuovamente nei panni di Indy e svolge la sua funzione in modo assolutamente egregio!
I combattimenti sono presenti, ma non occupano la parte preponderante. Vengono concentrati verso il finale, con nemici che includono membri del culto, fanatici, occasionalmente anche figure armate, qualche scontro più orchestrato. Le fasi stealth ci sono, ma rimangono uno dei punti deboli: come nel gioco base, l’IA nemica risulta talvolta poco reattiva, con nemici che non percepiscono sempre bene il giocatore, o che non sembrano reagire in maniera convincente. Questo riduce un po’ il coinvolgimento nelle sezioni in cui si dovrebbe procedere silenziosamente. Alcune nuove meccaniche fanno la loro comparsa: gadget speciali come torce al magnesio per rivelare passaggi segreti o iscrizioni nascoste, uso della luce, del suono, interazione ambientale (es. acqua, pressione, passaggi segreti). Queste introducono varietà, anche se non rivoluzionano le meccaniche di base.
In
termini di longevità, il DLC offre
circa 4-5 ore se ci si concentra sulla trama principale; se si esplora, si cercano tutti i collezionabili, tutti i puzzle, può salire fino a 6-7 ore. Il prezzo richiesto potrebbe sembrare un po’ alto in rapporto a quanto offerto: dato che è una missione extra più che un’espansione massiccia, chi ha già completato il gioco base può percepire che la “quantità” di novità non giustifica pienamente la spesa. Infine, qualche problema di ritmo qua e là: alcuni enigmi risultano troppo criptici, richiedono tentativi e deduzioni non sempre ben guidate; alcune sezioni esplorative immersiviamente belle, ma lunghe, potrebbero annoiare chi preferisce un’azione più continua. Inoltre, come detto, l’IA nemica rimane una debolezza concreta, specie nelle
fasi stealth.
L'arte e la tecnica di Indiana Jones e l'antico Cerchio
L'
Ordine dei Giganti sfrutta Roma in modo suggestivo: non solo le sue parti monumentali, ma le viscere della città, i sotterranei, le catacombe, gli ambienti antichi e segreti. L’uso di contrasti, tra luce dorata, tramonti, esterni monumentali, e ambienti interni scuri, umidi, rocciosi: crea un’atmosfera forte, che alterna meraviglia e inquietudine. Molti ambienti sono ben dettagliati: texture di pietra, di muri antichi, iscrizioni scolorite, muffa, polvere, muschio, l’umidità delle stalattiti, l’effetto dell’acqua, delle torce, della luce filtrata. Tutto contribuisce a far percepire un luogo vissuto, che ha storia, che è stato calcato da millenni. Il level design artistico rende bene anche la verticalità: scale, dislivelli, cunicoli, cunette, passaggi stretti con la stessa cura del gioco base, ma accentuando il senso di claustrofobia, mistero e decadenza. Ogni tanto ci sono scorci esterni che aprono il respiro, come una breve navigazione sul Tevere o scorci del centro storico, che servono come pause visive ben piazzate.
Sul versante tecnico, il DLC mantiene la qualità del motore già vista nel gioco base: ottime ambientazioni, buoni effetti di luce e ombra, riflessi e particellari ben realizzati, ottimo lavoro su acqua, polvere e atmosfera. Niente che riveli particolari bug grafici o glitch gravi, almeno nei nostri test. Però ci sono limiti: l’IA, come accennato, non sempre è all’altezza. Nemici che non reagiscono come vorremmo, poco convincenti in certe sequenze stealth. In combattimento la varietà tattica è limitata anche perché non ci sono molte nuove armi o strumenti che rivoluzionino il modo di affrontare i conflitti. Su
Steam Deck il DLC offre lo stesso feeling che abbiamo già visto per il titolo originale: non certo un titolo pensato per la portatile di casa Valve ma che riesce, non sempre egregiamente, ad essere giocato anche qui.
L’audio fa il suo: il
doppiaggio mantiene la qualità del gioco base, con interpretazioni convincenti, battute che colgono il tono avventuroso. Gli effetti sonori ambientali (gocce d’acqua, rumori di passi, flebili echi, versi lontani, rumori di vetri o metalli arrugginiti) contribuiscono a costruire suspense e atmosfera. Musiche ed effetti musicali rispondono al tema: leitmotiv “da Indiana Jones”, toni epici nei momenti clou, atmosfere più cupe e sussurrate nelle fasi sotterranee. Il mix sonoro, tra musica, dialoghi, rumori ambientali, è ben bilanciato: non ci sono momenti in cui la musica sovrasta troppo, né dove gli effetti si perdono. Rumori, eco, silenzi: il silenzio viene usato come arma narrativa, particolarmente nei tunnel e nelle catacombe, dove ogni passo, ogni eco, ogni sussurro può dare tensione, e il gioco lo sfrutta abbastanza bene.