Attraverso i suoi occhi
Quando pensiamo ai videogiochi che osano raccontare qualcosa di diverso, ci viene subito in mente quella schiera di titoli indipendenti capaci di lasciare il segno ben oltre il semplice divertimento videoludico.
Goodnight Universe si inserisce con autorevolezza in questa tradizione, portando con sé un carico di emozioni, stupore e qualche pizzico di follia geniale, che ricorda esperienze come
What Remains of Edith Finch (di cui potete
leggere qui la nostra recensione) o
Before Your Eyes. Non si tratta di un’avventura per tutti, ma di un viaggio intimo, dove la narrazione assume contorni nuovi e la prospettiva scelta colpisce già dalle primissime battute. Ormai ci conoscete: quando un gioco prova a spiazzarci e a farci riflettere, non possiamo che accogliere la sfida con tutta la nostra curiosità. Preparatevi a vivere una storia fuori dagli schemi: seguiteci nella nostra
recensione di Goodnight Universe per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di Goodnight Universe
Al centro di
Goodnight Universe troviamo Isaac, un bambino di appena sei mesi, che scopre di possedere straordinarie abilità psichiche. Sin dalle prime battute, la narrazione ci immerge nella prospettiva distorta e amplificata di un neonato, permettendoci di percepire il mondo in modo quasi surreale, dove ogni sensazione e sentimento è amplificato e filtrato dagli stati d’animo del protagonista. Le dinamiche familiari, la ricerca di affetto e la crescente inquietudine sono i primi tasselli di un mosaico narrativo ben strutturato: Isaac non cerca solo la protezione dei suoi genitori, ma gradualmente emerge come individuo, dotato di una coscienza insolitamente adulta e di poteri che lo rendono insieme vulnerabile e speciale. Il racconto è scandito da momenti di tenerezza che rivelano il lato più fragile dell’essere umano e dall’incontro con l’ignoto, esplicitato nella minaccia rappresentata dalla misteriosa corporazione scientifica ai margini della storia. Vi ricordiamo, inoltre, che, purtroppo,
Goodnight Universe non è localizzato in italiano.
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Acconsento, mostra il video
L’
arco narrativo di Goodnight Universe ruota intorno a legami familiari, fiducia tradita e un costante senso di pericolo. La presenza della corporazione, interessata a sfruttare le potenzialità di Isaac, diventa il catalizzatore delle tensioni e delle scelte morali che saremo chiamati ad affrontare. Piuttosto che puntare su colpi di scena roboanti, il titolo opta per una crescita graduale dell’intensità drammatica, mettendo in primo piano i sentimenti dei personaggi e la loro evoluzione. Ognuno di loro risulta credibile e ben costruito: la madre e il padre di Isaac sono costantemente combattuti tra la paura per il futuro e il desiderio di proteggere il figlio, mentre il bambino stesso, pur avendo una consapevolezza non comune per la sua età, incarna la purezza e la vulnerabilità dei piccoli. Il gioco mantiene alta la curiosità fino alla fine, senza mai ricorrere a soluzioni narrative scontate o forzature e concedendoci uno sguardo profondo sulla natura umana e sui suoi limiti.
Quello che colpisce maggiormente nella
scrittura di Goodnight Universe è la capacità di bilanciare elementi di fantascienza e realismo, creando una narrazione che coinvolge senza mai perdere di credibilità. Il tono oscilla tra il dramma familiare e la tensione psicologica, offrendo spunti di riflessione sul concetto di crescita e accettazione. Il passato dei protagonisti viene gradualmente svelato attraverso dialoghi e monologhi interni di Isaac, doppiati con grande sensibilità:
la voce di Lewis Pullman in particolare riesce a trasmettere tutta l’ironia, la frustrazione e il desiderio di affetto che attraversano il personaggio principale. Molti momenti risultano sinceramente commoventi, sia nei piccoli gesti quotidiani, sia nelle sequenze in cui i poteri di Isaac cambiano il corso degli eventi. La scrittura riesce a infondere autenticità e partecipazione, garantendo una narrazione che rimane impressa anche dopo la fine del gioco.
Il gameplay di Goodnight Universe
Il
gameplay di Goodnight Universe si distingue per la sua originalità e semplicità, adottando una struttura più affine a una narrazione interattiva che a un’avventura tradizionale. La componente innovativa è rappresentata dal sistema di controllo: il titolo consente di giocare utilizzando la webcam, sfruttando i movimenti degli occhi e delle mani come input principali. Questa meccanica consente di interagire con gli oggetti telecineticamente e addirittura di “sintonizzarsi” sui pensieri degli altri personaggi, chiudendo gli occhi e muovendo la testa per “agganciare” le onde mentali,
un effetto che dona grande immersività e rende il coinvolgimento emotivo ancora più immediato.
Goodnight Universe, insomma, è la dimostrazione che il coraggio di osare viene sempre ripagato quando è sorretto da un autentico amore per il medium videoludico
Pur non offrendo una vera libertà d’azione, il gameplay ci mette al centro di una narrativa ricca di scelte, che pur restando prevalentemente lineare permette di personalizzare alcuni snodi cruciali della storia. Il ruolo delle interazioni non è quello di risolvere puzzle complessi o affrontare combattimenti, quanto piuttosto di arricchire la trama e amplificare tematiche profonde come la crescita emotiva ed il rapporto con le proprie paure in modo diretto. Alcuni segmenti introducono azioni più “giocabili”, come il tentativo di evadere dall’ambiente domestico o momenti di tensione in cui i poteri di Isaac vanno usati per proteggere la famiglia. Lontano dall’essere un walking simulator puro, Goodnight Universe preferisce essere vissuto, piuttosto che giocato, concentrando l’esperienza su approfondimenti psicologici e suggestioni narrative. Non mancano però alcune sezioni meno riuscite, in cui la progressione si fa più macchinosa e la tensione cala a causa di una certa ripetitività nelle interazioni.
Un aspetto interessante risiede nella
varietà e profondità delle interazioni visive e uditive. La webcam è utilizzata non solo per la telecinesi, ma anche per “leggere” la stanza, reagire all’ambiente e ai comportamenti degli adulti, in una sorta di teatro digitale dove ogni gesto può avere un impatto sulla narrazione. Il sistema funziona bene nella maggior parte delle circostanze e dona freschezza all’esperienza, anche se si riscontrano limiti tecnici: la rilevazione dei movimenti non è sempre precisa, e chi non dispone di una webcam performante rischia di perdere parte del coinvolgimento. In ogni caso, l’intenzione degli sviluppatori è chiara: offrire una prospettiva nuova e personale su come i videogiochi possono raccontare storie, promuovendo empatia attraverso il coinvolgimento fisico ed emotivo. Questi elementi contribuiscono a rendere Goodnight Universe un’esperienza da consigliare soprattutto agli amanti delle
narrazioni sperimentali.
L'arte e la tecnica di Goodnight Universe
Dal
punto di vista artistico,
Goodnight Universe cattura immediatamente con uno stile visivo moderno, pulito e decisamente originale. La scelta di colori tenui e ambientazioni che oscillano tra la tranquillità domestica e l’inquietudine delle sequenze più oscure serve a riflettere lo stato mentale di Isaac e a sottolineare la dualità emotiva da cui il gioco è attraversato. L’uso del low-poly si integra perfettamente con la filosofia minimalista del progetto e consente di concentrare l’attenzione sui dettagli delle espressioni e sui giochi di luce. Questa impostazione consente anche di evitare sovraccarichi visivi, mantenendo sempre chiaro il focus sulle sensazioni del protagonista. La direzione artistica, seppur non spettacolare nel senso classico, è raffinata e coerente con le tematiche affrontate per molti della nostra redazione, si tratta di una delle scelte più consapevoli degli ultimi anni nella produzione indie (
possiamo dire che il comparto visivo ci ha convinto per maturità e coerenza ndr.).
Sul
piano tecnico Goodnight Universe si dimostra stabile e ben ottimizzato su PC, con performance di alto livello anche su macchine di fascia media. L’integrazione della webcam avviene in modo fluido, senza particolari problemi di compatibilità o lag, a patto di possedere un hardware aggiornato. La gestione dei controlli è intuitiva e consente di passare facilmente tra l’utilizzo della telecinesi e le interazioni ambientali. Qualche piccolo inciampo si registra in circostanze dove l’interfaccia non riconosce correttamente i comandi gestuali, ma si tratta di episodi contenuti che non inficiano la qualità complessiva dell’esperienza. Anche la durata, intorno alle cinque ore, è ben calibrata e si adegua perfettamente al ritmo della narrazione.
Non abbiamo riscontrato bug rilevanti, e il sistema di salvataggio garantisce una progressione tranquilla.
Il
comparto audio merita una menzione speciale per la capacità di arricchire la componente emotiva della storia. La colonna sonora accompagna ogni istante con brani spesso solenni, a tratti malinconici, che sottolineano gli snodi decisivi e amplificano il senso di appartenenza e fragilità. Gli effetti sonori, essenziali ma ben dosati, contribuiscono a rendere più intenso il coinvolgimento, mentre il doppiaggio, già citato, eleva l’esperienza globale grazie a interpretazioni sentite e credibili. L’audio rappresenta dunque un valore aggiunto nel contesto del gioco, e favorisce sia la comprensione della vicenda che la partecipazione personale. L’insieme delle componenti tecniche e artistiche si armonizza in modo naturale, offrendo un’esperienza raffinata che conferma la maturità della produzione.