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6.50

Recensione Echoes of the End per PC

Curiosi di sapere come se la cava il titolo di debutto di Myrkur Games? Seguiteci nella recensione di Echoes of the End per PC!

Un eco dalla fine del mondo

Oggi parliamo di Echoes of the End, un’avventura action narrativa in terza persona sviluppata dallo studio islandese Myrkur Games e pubblicata da Deep Silver. Ambientato in un mondo fantasy ispirato ai paesaggi selvaggi dell’Islanda, ricreati con tecnologie come la fotogrammetria e l’Unreal Engine 5, il gioco mette in scena Ryn, una vestigia dotata di potentissima magia, nella sua missione per salvare il fratello e svelare una cospirazione che minaccia l’equilibrio del misterioso mondo di Aema. Abbiamo avuto modo di poter testare il titolo grazie ad un codice review gentilmente offertoci dal publisher e, se avete voglia di sapere la nostra opinione mettetevi comodi e seguiteci nella recensione di Echoes of the End per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Echoes of the End

Il viaggio narrativo di Echoes of the End si apre con una scena che mette subito in chiaro il tono drammatico dell’avventura. Ryn, la protagonista, viene presentata in un contesto familiare che si spezza in maniera brutale quando suo fratello Cor viene rapito da forze ostili. Questa separazione diventa il motore principale della storia, spingendo Ryn a intraprendere un cammino che la porta non solo ad affrontare nemici esterni, ma anche conflitti interiori legati alla propria identità e alle responsabilità derivanti dai suoi poteri. Il mondo di Aema, misterioso e opprimente, funge da sfondo per una narrazione che mescola fantasy epico con un forte accento sul legame umano. Fin dalle prime ore, si percepisce la volontà del team di scrivere una storia intima, pur incastonandola in un contesto di grandi conflitti politici e magici.
  

  
Con l’entrata in scena di Abram, la trama si arricchisce di sfumature. Abram non è solo un comprimario, ma un vero e proprio specchio per Ryn: i loro dialoghi sono carichi di tensione emotiva e spesso rivelano più di quanto dicano apertamente. Il loro rapporto evolve in maniera credibile, alternando momenti di diffidenza a passaggi di autentica complicità. L’intreccio narrativo si sviluppa così attraverso il viaggio, che da ricerca personale si trasforma progressivamente in una lotta più ampia contro l’oppressione di un impero che non tollera le diversità e sfrutta la magia come strumento di controllo. I colpi di scena, seppur non sempre originali, riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore e a creare un coinvolgimento crescente verso la seconda metà del gioco.
 
Il culmine narrativo arriva con una serie di rivelazioni che costringono Ryn a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere su se stessa, sul fratello e sul mondo che la circonda. Senza entrare nello specifico per non rovinare l’esperienza, possiamo dire che la conclusione riesce a chiudere i principali archi narrativi, lasciando comunque spazio a possibili sviluppi futuri. La scrittura non sempre brilla per originalità, ma compensa con una buona gestione dei ritmi emotivi, alternando momenti di azione a passaggi più intimi e riflessivi. Il tutto è reso ancora più godibile dal fatto che il Echoes of the End è localizzato in italiano, permettendo anche a chi non ha dimestichezza con l’inglese di apprezzare a pieno la narrazione.
 

 

Il gameplay di Echoes of the End

Sul piano del gameplay, Echoes of the End cerca di bilanciare diverse anime: quella del combat system action, quella dell’esplorazione ambientale e quella legata agli enigmi. Le prime ore mettono subito in luce un’impostazione che privilegia la varietà, alternando scontri diretti a momenti più ragionati in cui occorre osservare l’ambiente e manipolare oggetti o strutture per avanzare. I puzzle iniziali possono sembrare semplici, ma fungono da introduzione a meccaniche che si fanno via via più complesse, con la necessità di combinare poteri magici e abilità fisiche per risolvere enigmi articolati. Questa progressione risulta ben studiata, offrendo una curva di apprendimento naturale che stimola la curiosità del giocatore.
 

Echoes of the End, dal punto di vista del gameplay non porta innovazioni di sorta ma riesce ad essere varia nel suo complesso

 
Il sistema di combattimento è uno degli aspetti più discussi. La protagonista dispone di un arsenale di magie e mosse corpo a corpo che, sulla carta, dovrebbero offrire grande spettacolarità. Nei fatti, però, la ripetitività di alcuni pattern nemici e la limitata varietà delle situazioni finiscono per smorzare l’entusiasmo. Gli scontri, sebbene visivamente accattivanti grazie agli effetti particellari e alle animazioni delle magie, tendono a diventare meccanici dopo qualche ora. La collaborazione con Abram introduce un elemento tattico interessante, permettendo di eseguire attacchi combinati, ma questa caratteristica non viene sfruttata fino in fondo. È un peccato, perché le potenzialità c’erano tutte per rendere i combattimenti memorabili.
 
L’esplorazione rappresenta invece una delle parti più riuscite. I movimenti di Ryn, come il doppio salto e il dash, uniti alla possibilità di manipolare la gravità, rendono il traversal dinamico e appagante. I livelli offrono scorciatoie, segreti e percorsi alternativi che invogliano a guardarsi intorno e a non correre verso l’obiettivo finale. Alcuni difetti tecnici, come la gestione non sempre ottimale della telecamera, possono spezzare l’immersione, soprattutto durante le sezioni di platforming più precise. Nonostante ciò, i puzzle ambientali e la varietà delle location aiutano a mantenere fresco l’interesse, premiando l’attenzione e la curiosità del giocatore con nuove abilità e dettagli narrativi sparsi per il mondo di gioco.
 

 

L'arte e la tecnica di Echoes of the End

La direzione artistica è indubbiamente uno dedgli elementi più riusciti di Echoes of the End. I paesaggi ispirati all’Islanda si presentano come veri e propri quadri digitali: montagne innevate, vulcani fumanti, vallate verdi e grotte ghiacciate catturano lo sguardo fin dai primi minuti. L’uso della fotogrammetria ha permesso di ricreare con una fedeltà quasi fotografica i panorami, trasmettendo un senso di realismo che si sposa alla perfezione con l’atmosfera fantasy. Anche i design dei personaggi risultano curati, con un’attenzione particolare alle armature e ai costumi che riflettono lo status sociale e il ruolo narrativo di ciascuno. La direzione artistica ha il merito di rendere ogni nuova area unica e memorabile.
  
Sul fronte tecnico, il gioco impressiona e delude allo stesso tempo. Impressiona perché, considerando le dimensioni ridotte del team, il livello grafico raggiunto è sorprendente, avvicinandosi a produzioni tripla A grazie all’uso dell’Unreal Engine 5. Delude perché i problemi tecnici sono numerosi e non trascurabili: pop-in delle texture, stuttering, bug occasionali che costringono a ricaricare i checkpoint e animazioni che a volte perdono fluidità. Anche l’intelligenza artificiale dei nemici appare limitata, rendendo alcuni scontri meno impegnativi di quanto dovrebbero. Ciò nonostante, quando tutto funziona come dovrebbe, l’impatto visivo e la fluidità riescono a restituire un’esperienza immersiva.
  
Dal punto di vista sonoro, l’esperienza è altalenante. La colonna sonora alterna brani orchestrali epici a momenti più intimi e minimali, riuscendo a sottolineare bene i diversi momenti dell’avventura. Il doppiaggio è di buona qualità, con Ryn che spicca per intensità e credibilità. Altri personaggi, però, non raggiungono lo stesso livello di interpretazione, rischiando di spezzare l’immedesimazione. Gli effetti sonori ambientali contribuiscono a dare vita al mondo di Aema, con il vento che sibila tra le montagne o il rumore della lava che ribolle nelle profondità. Nel complesso, l’audio fa il suo lavoro, ma non riesce a elevarsi a elemento memorabile come invece avviene per la direzione artistica.
 

 

Echoes of the End

Echoes of the End è un debutto ambizioso di Myrkur Games, capace di sorprendere con la sua bellezza e un mondo avvincente. La trama cresce in profondità col proseguire dell’avventura, i puzzle diventano più stimolanti e la direzione artistica è indimenticabile. Rimangono però criticità significative: combattimento impreciso e poco variegato, alcune sezioni narrative prevedibili, e numerosi problemi tecnici che ostacolano l’esperienza. Per gli appassionati di ambiente, atmosfera e puzzle magici, il gioco offre momenti da ricordare, ma per chi cerca meccaniche solide e senza frustrazioni, può risultare dissonante.

6.50

Trama 7.00

Gameplay 6.00

Arte e tecnica 6.00

Pro:

grande direzione artistica

puzzle interessanti

Contro:

problemi tecnici pesanti

ripetitivo

poco originale

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Echoes of the End è disponibile

Echoes of the End è disponibile

Echoes of the End è disponibile su PC e console

Pubblicato un trailer di gameplay di Echoes of the End

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Il titolo uscirà il 12 agosto

Echoes of the End arriverĂ  questa estate

Echoes of the End arriverà questa estate

Mostrato un trailer del titolo

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