🎉 Un traguardo storico: Gamernews.it compie 20 anni festeggia con noi! Grazie per esserci!
8.00

Recensione DLC Villains Stage di SHINOBI: Art of Vengeance

SHINOBI: Art of Vengeance si espande con un nuovo DLC, scopritelo con noi nella recensione del Villains Stage di SHINOBI: Art of Vengeance per PC

Cattivi più cattivi dei cattivi

C’è qualcosa di genuinamente bello nel ritrovare Joe Musashi ancora in forma smagliante, pronto a sfidare il mondo con quella grazia silenziosa che da decenni lo rende uno dei ninja più iconici della storia videoludica. SHINOBI: Art of Vengeance (qui la nostra recensione ndr.) è arrivato nell’estate del 2025 come una di quelle sorprese che non ti aspetti e che, invece, ti restano appiccicate ai polpastrelli per settimane. Sviluppato da Lizardcube, già noti per il meraviglioso Wonder Boy: The Dragon’s Trap, e pubblicato da SEGA nell’ambito della sua iniziativa Power Surge, il gioco base aveva già dimostrato ampiamente che il franchise meritava un ritorno in grande stile, conquistando punteggi su Metacritic nell’alta fascia degli 80, i più alti mai raggiunti dalla serie. Adesso, ad aprile 2026, arriva il DLC SEGA Villains Stage, e con esso si apre un interrogativo legittimo: siamo di fronte a un contenuto aggiuntivo capace di reggere il confronto con la qualità del titolo principale, o si tratta soltanto di un’operazione di fanservice fine a sé stessa? Siete curiosi di sapere cosa vi aspetta? Seguiteci nella recensione del DLC Villains Stage di SHINOBI: Art of Vengeance per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di SHINOBI: Art of Vengeance

L’intreccio narrativo del DLC prende forma come un vero e proprio epilogo alla campagna principale. Dopo gli eventi di SHINOBI: Art of Vengeance, Joe Musashi viene strappato alla sua ritrovata tranquillità e trascinato in una nuova avventura: tre potenti villain provenienti da universi paralleli, le cosiddette dimensioni SEGA, hanno attraversato le barriere spazio-temporali e ora minacciano di sconvolgere gli equilibri del mondo. Joe deve affrontarli e ricacciarli nelle loro dimensioni d’origine prima che il caos diventi irreversibile.
  

  
La struttura narrativa è volutamente essenziale: non aspettatevi colpi di scena elaborati o approfondimenti sulla psicologia dei personaggi. Il DLC abbraccia un tono più avventuroso e quasi fumettistico rispetto al gioco base, che invece costruiva la sua storia con una certa cura drammatica. Qui il pretesto narrativo è soprattutto un veicolo per portare Joe a faccia a faccia con tre icone assolute del catalogo SEGA, e in quanto tale funziona con efficacia anche se chi si aspettava una storia più ricca potrebbe rimanere leggermente deluso dall’approccio minimalista adottato.
  
Ciò che il DLC fa con intelligenza, dal punto di vista narrativo-ambientale, è costruire scenari che sembrano frammenti di dimensioni perdute: i resti di Kamurocho attorno al Cabaret Grand, il villaggio delle tartarughe abbandonato sullo sfondo degli stage dedicati a Golden Axe, una versione artificiale e straniante della Green Hill Zone nell’Egg Zone Dimension. Questi dettagli non sono mai invasivi, ma chi conosce i franchise coinvolti li noterà con un sorriso sincero.
 

 

Il gameplay di SHINOBI: Art of Vengeance

Il cuore pulsante del DLC sono, senza alcun dubbio, le boss fight. I tre scontri principali, con Death Adder, Goro Majima e Dr. Eggman, non si limitano a riproporre i pattern del gioco base ma li amplificano con boss che sono chiaramente più duri, più articolati e più spettacolari rispetto a quelli della campagna principale. Ogni villain porta con sé mosse iconiche tratte dalla propria serie di appartenenza, adattate con cura al sistema di combattimento di Art of Vengeance. Death Adder si comporta come un autentico colosso: colpi devastanti con la sua ascia, fiammate che coprono ampia parte dello schermo, evocazioni che costringono a una mobilità costante e frenata. La sensazione di sfidare una forza sovrumana è palpabile e ben costruita.
 

SEGA Villains Stage non prova a riscrivere l’identità di SHINOBI: Art of Vengeance, ma affila tutto ciò che nel gioco base funzionava meglio e lo trasforma in una sfida più dura e più spettacolare

 
Goro Majima è forse il boss più dinamico dell’intera espansione. Porta con sé tutta la sua energia caotica e imprevedibile: lanci di coltelli, combo fulminee, provocazioni teatrali e attacchi selvaggi che si alternano con una velocità che non lascia mai dormire sonni tranquilli. Lo scontro acquisisce quasi un carattere ritmico, come se steste danzando con il Mad Dog of Shimano in una versione ninja del karaoke bar e il risultato è straordinariamente soddisfacente. Dr. Eggman, infine, torna a bordo del suo classico Egg Mobile e porta in dote non solo la celebre palla chiodata ma anche badnik esplosivi, laser e raffiche di proiettili che evocano le boss fight del Sonic the Hedgehog originale su SEGA Genesis, con una fedeltà al materiale sorgente che lascia piacevolmente stupiti.
 
Al di fuori delle boss fight, però, il quadro si fa più controverso. I cinque stage sono costruiti su di un design prevalentemente lineare, senza le diramazioni labirintiche che caratterizzavano alcuni livelli del gioco base. La scelta è comprensibile, si vuole mantenere alta la tensione e portare il giocatore dritto all’infuoco, ma il risultato pratico è che la struttura si ripete su uno schema abbastanza simile per tutti e cinque gli stage: sezioni platform impegnative, scontri con tipologie di nemici nuove e più aggressive, boss intermedi e poi il confronto finale con il villain di turno. La difficoltà è genuinamente elevata e richiede una padronanza degli strumenti di Joe: dalle tecniche ninpo alle esecuzioni, che il gioco base aveva avuto tempo di insegnare. Completare il DLC sblocca una modalità Boss Rush dedicata ai villain del DLC, permettendo di affrontarli di nuovo in sequenza, mentre l’aggiornamento gratuito contestuale introduce la Hardcore Mode, che rimescola i posizionamenti dei nemici, aumenta i danni ricevuti, riscalibra la guarigione e propone nuovi pattern per i boss della campagna principale accessibile solo tramite uno slot di salvataggio separato. Completare la Hardcore Mode sblocca a sua volta l’Ultimate Boss Rush, che include tutti i boss del gioco, villain SEGA compresi.
 

 

L'arte e la tecnica di SHINOBI: Art of Vengeance

La direzione artistica del DLC è, semplicemente, una continuazione di quello che Lizardcube sa fare meglio. Lo stile 2D disegnato a mano che aveva conquistato critica e pubblico nel gioco base mantiene qui la stessa cura nei dettagli e la stessa personalità visiva. I cinque stage, pur non rivoluzionando le ambientazioni dell’Ankou Rift già viste nella campagna principale, le arricchiscono con elementi visivi che rimandano ai franchise ospitati. La schermata di selezione dei personaggi dell’originale Golden Axe che appare sullo sfondo dell’Eternal War Dimension, le insegne di Kamurocho che emergono come reliquie dimensionali nella City Streets Dimension, la ricostruzione artificiale e quasi onirica della Green Hill Zone nell’Egg Zone Dimension: sono tutti dettagli che parlano a chi ha un rapporto consolidato con la storia di SEGA, resi con un’eleganza visiva che non scade mai nel kitsch. I boss stessi sono animati con una cura eccezionale: Death Adder è enorme e minaccioso, ogni movimento comunica il suo peso titanico; Majima è scattante, nervoso, impossibile da leggere con un solo sguardo; Eggman è grottescamente caricaturale, perfettamente in linea con il suo status di villain cartoonesco ma letale.
 
Sul piano tecnico, il DLC gira in modo impeccabile su PC, senza problemi di frame rate né artefatti visivi degni di nota. La pulizia dell’output tecnico è coerente con quanto già visto nel gioco base, che aveva dimostrato come Lizardcube sappia ottimizzare con precisione il suo motore grafico per piattaforme multiple. Il design degli stage, pur nella sua linearità, è costruito con una certa intelligenza: ci sono scorciatoie da scovare e percorsi alternativi che ricompensano l’esplorazione senza tradire l’impostazione action.
 
L’audio è probabilmente il fiore all’occhiello dell’intera espansione. I compositori Tee Lopes e Yuzo Koshiro tornano infatti a lavorare sull’identità sonora del progetto, e il DLC aggiunge sei nuovi brani che accompagnano stage e boss fight con un’energia notevole, facendo convivere il gusto arcade di SHINOBI con richiami riconoscibili ai mondi di Golden Axe, Like a Dragon e Sonic. Il risultato è una colonna sonora che non si limita a “citare”, ma riesce a trasformare la memoria storica di SEGA in qualcosa di vivo e perfettamente integrato al ritmo dell’azione.
 

 

SHINOBI: Art of Vengeance

Nel complesso, noi abbiamo trovato in SEGA Villains Stage un DLC capace di colpire nel segno quando smette di inseguire l’idea dell’espansione “grande” e abbraccia invece quella del guanto di sfida. Non allunga davvero il respiro del titolo principale, non lo ridefinisce, non ne amplia in modo decisivo il peso narrativo, eppure riesce comunque a lasciare un’impronta grazie alla qualità di alcuni duelli e a una sensibilità fanservice che raramente diventa superficiale. Quando affrontiamo Death Adder, Majima o Eggman, sentiamo che dietro quei combattimenti c’è un’autentica comprensione sia del mondo di SHINOBI sia delle icone SEGA chiamate in causa.

8.00

Trama 7.50

Gameplay 8.00

Arte e tecnica 8.50

Pro:

boss fight di grande qualità

direzione artistica sublime

Contro:

stage meno ispirati del previsto

durata contenuta

Potrebbe interessarti anche

Il DLC del Livello Cattivi SEGA di SHINOBI: Art of Vengeance arriva il 3 aprile

Il DLC del Livello Cattivi SEGA di SHINOBI: Art of Vengeance arriva il 3 aprile

Arriverà anche una patch gratuita

Pubblicato un nuovo trailer di SHINOBI: Art of Vengeance nell'attesa della sua uscita

Pubblicato un nuovo trailer di SHINOBI: Art of Vengeance nell'attesa della sua uscita

Mancano pochi giorni al lancio

Annunciato lo Stage DLC di SHINOBI: Art of Vengeance

Annunciato lo Stage DLC di SHINOBI: Art of Vengeance

Pubblicato anche un nuovo video!

La demo di SHINOBI: Art of Vengeance è disponibile

La demo di SHINOBI: Art of Vengeance è disponibile

La demo è disponibile per PC e console

Yuzo Koshiro e Tee Lopes insieme per la colonna sonora di SHINOBI: Art of Vengeance

Yuzo Koshiro e Tee Lopes insieme per la colonna sonora di SHINOBI: Art of Vengeance

Due nomi di grande spessore!

Scarica l'app ufficiale di Gamernews.it, è gratis

Gamernews.it app su App Store Gamernews.it app in Google Play Store