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7.50

Recensione Blightstone per PC (Early Access)

Pronti a tuffarvi in un Early Access molto interessante? Seguiteci nella recensione di Blightstone per PC

Un mondo di tenebra

Oggi vi parliamo di Blightstone, quel tattico roguelite per PC che ci ha fatto sudare le sette camicie con le sue arene da incubo e un ritmo che ti inchioda allo schermo tipo quando provammo Slay the Spire mischiato a un po’ di Into the Breach ma con quel sapore dark fantasy da Unfinished Pixel. È un gioco fresco fresco dall’early access, uscito da poco su Steam, dove guidiamo un manipolo di eroi maledetti contro una corruzione che puzza di fine del mondo, e ogni run è un misto di adrenalina pura e bestemmie sottovoce perché basta un passo falso e sei daccapo, ma con quel gancio che ti fa dire “ancora una”. Noi della redazione lo abbiamo spremuto per ore, trovando momenti geniali e qualche scivolone da limare, perfetto per chi vuole tattica veloce senza perdersi in menù eterni. Restate con noi con la recensione di Blightstone e scoprite tutto sul roguelite che potrebbe diventare un cult se gli sviluppatori ci danno dentro con gli update.
 

 

La trama di Blightstone

Blightstone ci trasporta in un mondo dark fantasy divorato da una corruzione misteriosa, un morbo arcano che si irradia da un cristallo, la “Blightstone” del titolo, e lentamente avvelena terre, creature e, in senso più sottile, le speranze dei popoli che vivono sotto la sua ombra. Il nostro compito è guidare una piccola compagnia di eroi in spedizioni ripetute verso la fonte del male, in una guerra che sembra più una serie infinita di tentativi disperati che un vero assalto organizzato, con il tempo che continua a “riavvolgersi” dopo ogni fallimento e ci rimanda all’inizio con la memoria di ciò che abbiamo imparato. La narrativa non si affida a lunghi filmati o a una cutscene iniziale roboante, preferisce invece suggerire la portata del conflitto e la disperazione del mondo attraverso brevi testi, descrizioni di luoghi, accenni di dialogo e soprattutto attraverso l’atmosfera generale, fatta di panorami rovinati, creature deformate dalla corruzione e una costante sensazione di combattere una guerra più grande di noi.
    

   
Uno degli aspetti più interessanti del racconto in Blightstone riguarda il modo in cui il viaggio verso la pietra della corruzione viene rappresentato attraverso la mappa dei percorsi, piena di bivi che rimandano a scelte tematiche oltre che ludiche. A ogni nodo della nostra avanzata possiamo imbatterci in accampamenti, mercanti, incontri con nemici particolari, eventi sconosciuti o mini–boss, e anche se la scrittura di questi momenti non si dilunga in descrizioni prolisse, riesce comunque a suggerire un mondo in cui ogni passo fuori dai sentieri sicuri ci avvicina a un male sempre più tangibile. Nel lungo periodo si finisce quasi per leggere la progressione sulla mappa come una metafora delle scelte disperate di un esercito che sa di non avere infinite risorse, e dell’idea di “spingere sempre un po’ più avanti” il fronte, anche quando la sconfitta sembra inevitabile.
  
Guardando avanti, l’impressione è che Blightstone abbia le basi per espandere il proprio racconto in modi interessanti durante l’accesso anticipato, soprattutto se gli sviluppatori sceglieranno di arricchire la progressione con nuovi eventi, frammenti di lore e magari qualche interazione in più tra i membri del party. La struttura roguelite si presta bene a raccontare una guerra lunga e logorante, in cui gli eroi diventano quasi strumenti sacrificabili in un piano più grande, e ogni run aggiunge un tassello a una cronaca fatta di tentativi eroici e sconfitte brucianti. Al momento, però, la parte narrativa resta più funzionale che protagonista, e chi arriva al gioco principalmente per la storia potrebbe uscire con la sensazione di aver viaggiato in un mondo interessante ma soltanto accennato, che aspetta ancora di essere pienamente sviluppato.
 

 

Il gameplay di Blightstone

Il cuore pulsante di Blightstone è il suo gameplay tattico a turni con movimento libero, un’idea che abbandona completamente la classica griglia per sposare un sistema in cui ogni unità si muove liberamente nello spazio dell’arena, con un raggio di spostamento determinato dalle sue caratteristiche e dalle abilità disponibili. Questo approccio rende ogni scontro una sorta di puzzle dinamico, in cui dobbiamo valutare linee di tiro, coperture improvvisate, ostacoli naturali e trappole ambientali, spostando i nostri personaggi di pochi centimetri per migliorare l’angolo di attacco o per uscire dal cono d’azione di un nemico. Le battaglie, inoltre, si svolgono su una singola schermata, senza bisogno di scorrere mappe estese: si entra in arena, ci si posiziona, si sfruttano abilità e oggetti, e in pochi minuti lo scontro si conclude, pronto a lasciare posto al prossimo nodo del percorso.
  

Blightstone ci lascia con un sapore agrodolce ma intrigante


La struttura roguelike di Blightstone si manifesta in due livelli: quello delle singole run, in cui gestiamo il party, scegliamo il percorso sulla mappa e affrontiamo una serie di scontri sempre più pericolosi, e quello della meta–progressione, dove alcuni progressi restano sbloccati tra una spedizione e l’altra. Durante una run ci troviamo a dover scegliere tra molte diramazioni: alcune portano a combattimenti standard, altre a negozi dove spendere la valuta guadagnata per migliorare il gruppo, altre ancora a campi in cui riposare e recuperare risorse o ad incontri più speciali, come mini–boss che, se sconfitti, offrono ricompense significative. Questa varietà di nodi rende la progressione dinamica e impedisce, almeno nelle prime ore, che si cada nella ripetitività; ogni run ha un suo ritmo e le scelte prese fuori dal campo di battaglia influenzano parecchio le nostre possibilità di arrivare vivi al boss successivo.
  
Un altro punto interessante del gameplay di Blightstone riguarda la gestione delle abilità e delle possibili combo tra i membri del party, che contribuisce a dare al sistema una forte identità e un senso di potere crescente, almeno finché le cose non precipitano a causa di un errore o di un’ondata particolarmente aggressiva di nemici. Ogni classe ha accesso a un ventaglio di skill che spaziano dal puro danno alle abilità di controllo, fino al supporto e alle sinergie ambientali: possiamo per esempio spingere un avversario dentro una trappola, lanciare un oggetto con telecinesi contro un nemico per abbatterne la difesa, o concatenare attacchi che sfruttano la posizione di un compagno per amplificarne l’efficacia. La sensazione, quando una combo riesce alla perfezione, è gratificante: vediamo il campo di battaglia trasformarsi in pochi turni, con nemici intrappolati, sbalzati contro gli ostacoli o falciati da esplosioni ben piazzate, mentre la nostra squadra danza tra i pericoli cercando di non lasciare mai nessuno esposto.
 

 

L'arte e la tecnica di Blightstone

Sul fronte estetico Blightstone adotta una direzione artistica dark fantasy relativamente sobria, che punta più sull’atmosfera e sull’identità delle silhouette che sulla quantità di dettagli o sull’iperrealismo. Gli scenari di battaglia sono rappresentati come “vignette” statiche, ciascuna con il proprio carattere: rovine invase dalla corruzione, boschi oscuri, altari rituali, spiazzi pietrosi in cui la Blight sembra impregnare persino l’aria, tutto reso con una tavolozza cromatica dominata da toni scuri, grigi e verdi, con occasionali contrasti dati dalla magia o da elementi di luce. I personaggi e i nemici, pur non essendo particolarmente complessi sul piano dei modelli, si distinguono bene gli uni dagli altri e comunicano, attraverso la silhouette e qualche dettaglio di design, la propria funzione in campo: il tank appare solido e massiccio, il caster più esile e avvolto dall’energia arcana, le creature corrotte mostrano deformazioni e innesti che parlano della loro esposizione prolungata alla Blight.
  
Dal punto di vista tecnico, Blightstone mostra sia punti di solidità sia alcuni problemi che emergono con una certa evidenza nell’accesso anticipato, soprattutto se consideriamo la relativa semplicità del comparto grafico. Su sistemi moderni il gioco tende a girare bene nella maggior parte delle situazioni, ma sono stati segnalati cali di frame rate e piccoli scatti in momenti che, a giudicare dallo stile minimale, non dovrebbero mettere particolarmente sotto stress l’hardware, quasi a suggerire che ci sia ancora spazio per ottimizzazioni sul fronte del motore e della gestione delle risorse. Alcune recensioni preliminari parlano anche di sporadici bug, glitch visivi e problemi minori di interfaccia, nulla che comprometta seriamente l’esperienza, ma abbastanza frequente da ricordarci che il titolo è ancora in sviluppo e che certi angoli devono essere smussati.
  
Il comparto audio è probabilmente uno degli elementi più riusciti del lato artistico di Blightstone, grazie a una colonna sonora che abbraccia un tono malinconico e inquieto, spesso caratterizzato da pianoforte e riverberi che amplificano il senso di solitudine e minaccia nelle diverse fasi della partita. I brani che accompagnano gli scontri e la navigazione sulla mappa non cercano di rubare la scena con melodie eccessivamente invadenti, preferiscono invece lavorare sullo sfondo, costruendo una tensione costante che esplode solo in determinati frangenti, come nelle battaglie più importanti o nelle fasi in cui la corruzione sembra quasi soffocarci. Questo stile si sposa bene con la natura roguelite del gioco, perché evita che l’orecchio si stanchi troppo velocemente, pur mantenendo un’identità musicale riconoscibile che, dopo alcune ore, associamo spontaneamente alle nostre scorrerie contro la Blight.
 

 

Blightstone

Blightstone ci lascia con un sapore agrodolce ma intrigante: un gioiellino tattico che brilla per il suo gameplay snello e letale, con quel movimento libero che ti fa sentire un genio o un idiota in due turni, e un’atmosfera cupa che ti entra sottopelle, anche se la trama resta un filo abbozzata e i problemini tecnici gridano ancora “early access”. È il tipo di gioco che ti ruba le serate, ti fa imprecare contro il PC e poi ti riporta lì domani, con un potenziale da urlo se Unfinished Pixel ascolta il feedback e ci sbatte sopra contenuti succosi.

7.50

Trama 7.00

Gameplay 8.00

Arte e tecnica 7.00

Pro:

sistema tattico a turni con movimento libero

loop roguelite coinvolgente

Contro:

manca l'italiano

bilanciamento e progressione ancora acerbi

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