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Recensione At Sundown: Shots in the Dark - Vedo / Nonvedo

At Sundown: Shots in the Dark cambia radicalmente il concetto di arena shooter e lo fa giocando con la luce e l'oscurità, vediamo insieme come è andato l'esperimento dei ragazzi di Mild Beast Games nella nostra recensione

La lama nel buio

Sulle nostre pagine discutiamo, solitamente, di titoli single player, o meglio, preferiamo discutere prevalentemente della componente single player e magari parlare solo delle caratteristiche più peculiari delle modalità multiplayer. Oggi invece parleremo praticamente solo della componente multiplayer perché At Sundown: Shots in the Dark è un titolo che, in buona sostanza, non ha nessuna modalità per giocatore singolo (al netto dei match offline), detto questo ecco la nostra recensione dell’ultima fatica dei ragazzi di Mild Beast Games: At Sundown: Shots in the Dark.

At Sundown: Shots in the Dark

La trama di At Sundown: Shots in the Dark

Come scrivevamo poco sopra il titolo dei ragazzi di Mild Beast Games non ha una trama, non esiste infatti nessuna modalità campagna se non un breve tutorial che serve per dare ai giocatori le basi di gameplay necessarie per affrontare le sfide nelle varie arene. At Sundown: Shots in the Dark non ha certo mai nascosto la sua natura prettamente multiplayer e gli sviluppatori piuttosto che dedicare risorse ad una componente single player hanno preferito investire tutti i loro sforzi sulla modalità multiplayer e sulla varietà dei vari scontri. Ovvio che il titolo è pensato per essere giocato in compagnia di amici o di perfetti sconosciuti ma non preoccupatevi, se non volete buttarvi immediatamente nelle arene online potete sempre allenarvi in scontri offline con avversari comandati dall’intelligenza artificiale. 

At Sundown: Shots in the Dark

Il gameplay di At Sundown: Shots in the Dark

Ed eccoci a parlare di quello che è il vero e proprio cuore della produzione: il gameplay e le meccaniche che ci troviamo ad affrontare nelle varie arene di At Sundown: Shots in the Dark. Il titolo dei ragazzi di Mild Beast Games ha in effetti una caratteristica particolare che lo rende unico nell’affollato mondo degli arena shooter competitivi: l’aggiunta della componente stealth al pacchetto. Se solitamente in questo genere di giochi vince chi ha il grilletto facile (e chi ha i riflessi più pronti) in At Sundown: Shots in the Dark questa caratteristica potrebbe non essere sufficiente a far portare a casa il match. Si perché in At Sundown la “visibilità” degli avversari gioca un ruolo fondamentale nell’economia del titolo: avrete infatti modo di vedere i vostri nemici solo quando questi saranno all’interno di un cono di luce o quando questi faranno delle azioni particolari, come sparare, correre o scattare. Capite quindi bene che col 90% della mappa nel buio quasi totale le meccaniche di gioco cambiano drasticamente rispetto allo “sparo a tutto quello che vedo” tipico del genere. Questa caratteristica (che ha fatto valere a At Sundown: Shots in the Dark numerose nomination) rende il gioco unico nel suo genere e obbliga i giocatori (che si scontrano in arene con un massimo di quattro partecipanti) ad adottare tecniche e tattiche diverse rispetto al resto delle produzioni. I comandi di gioco sono i classi a cui siete abituati con i twin-stick shooter ed è inutile dire che i match prendono presto una piega frenetica poiché al primo cenno di nemico si scatenano immediati scambi di colpi. Giocare a At Sundown: Shots in the Dark vuol dire vivere il gioco quasi “a scatti” con momenti in cui tutto sembra tranquillo ad altri in cui il risultato del match viene alla luce (scusate il gioco di parole) in pochi attimi. Oltre a questo particolare gameplay At Sundown: Shots in the Dark mette a disposizione del giocatore un arsenale abbastanza vario di armi che consentono ad ogni tipologia di giocatore di trovare la strada che meglio si addice al suo modo di giocare. Le modalità presenti (in multi giocatore) sono quelle abbastanza classiche come “cattura la bandiera”, il classico “tutti contro tutti” e una sorta di “maestro della armi” in pieno stile Call Of Duty. Per chi vuole giocare solo soletto nella sua stanza invece può costruirsi dei match dove è in grado di personalizzare ogni elemento del livello.

At Sundown: Shots in the Dark

L’arte e la tecnica di At Sundown: Shots in the Dark

“Considerando che il 90% di ogni livello è al buio il lavoro svolto è ottimo!” Scherzi a parte At Sundown: Shots in the Dark presenta una direzione artistica focalizzata e curata: il design dei vari personaggi è, anche se in parte stereotipato e poco originale, caratterizzato e differente per ogni tipo di personaggio presente nel gioco. Anche il level design è curato così come i dettagli che compongono le varie location presenti nel gioco. Molto curata la parte delle armi con differenze sostanziali sia a livello visivo che di gameplay per i vari strumenti di distruzione. Ovviamente in un gioco che fa del gioco luce/oscurità il suo punto di forza non poteva mancare una cura particolare per gli effetti di luce e per l’illuminazione in generale e in effetti questa componente è stata particolarmente curata dal team di sviluppo. Anche sul piano del sonoro non possiamo lamentarci con un set di musiche ed effetti sonori che ben si adattano alle atmosfere e al gioco in generale. Dal punto di vista tecnico non posiamo dire di essere rimasti a bocca aperta ma il gioco si è sempre comportato molto bene durante le nostre partite su XBOX One (la versione che abbiamo utilizzato per scrivere la recensione) senza aver mai riscontrato disconnessioni o problemi di vario genere. 

At Sundown: Shots in the Dark

At Sundown

At Sundown: Shots in the Dark è un titolo che, per sua natura, non può essere adatto a tutti. Se siete appassionati degli arena-shooter è un gioco che ci sentiamo di consigliarvi perché introduce una meccanica nuova e lo fa in modo fresco e naturale. Per chi invece non è navigato del genere e vuole avvicinarsi per la prima volta ad un titolo di questo tipo forse è meglio trovare qualcosa di più classico (e magari tornare su At Sundown: Shots in the Dark una volta che ci si è fatti le ossa su qualcosa di più tradizionale)

7

Trama 6

Gameplay 8

Arte e tecnica 7

Pro:

gameplay originale

Contro:

alla lunga può stancare

servono più contenuti

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