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8.50

Recensione Absolum per PC

Seguiteci nella recensione di Absolum per PC se state cercando un bel beat 'em up (recentemente aggiornato, per altro)

Patch nuova, vita nuova

Absolum è uno di quei giochi che ti prendono per mano con la promessa di un picchiaduro “vecchia scuola” e poi ti spingono, senza troppi complimenti, dentro una struttura roguelite moderna fatta di scelte, rischio e ricompensa.  Lo abbiamo approcciato con l’aspettativa di ritrovare il gusto dei classici side-scroller a cazzotti, quello che ti fa sorridere quando una combo “aggancia” bene e il nemico rimbalza dove vuoi tu, solo che qui il tutto è incastrato dentro run, progressione e un’idea di build che cambia davvero il sapore di ogni tentativo. E nel momento in cui entra in scena la patch 1.1, le sensazioni si spostano ancora: non si tratta della solita correzione cosmetica, è un aggiornamento che aggiunge sistemi, cambia equilibri e leviga parecchio gli spigoli della versione base, rendendo il ritmo complessivo più denso e più “giocabile” sul lungo periodo. Se vi stuzzica l’idea di un beat ’em up che prova a essere anche una droga da “ancora una run e poi smetto”, mettetevi comodi e seguici nella nostra recensione di Absolum per PC (giocato su Steam Deck).
 

 

La trama di Absolum

La premessa di Absolum è chiara e funziona perché va dritta al punto: combattiamo nei panni di eroi emarginati, ribelli in una terra fantasy chiamata Talamh, nel tentativo di riprenderci la magia dalle mani del Re del Sole Azra. È uno scenario che mette subito sul tavolo un conflitto forte, quasi archetipico, e ci dà una motivazione semplice da interiorizzare mentre il gioco ci chiede di concentrarci più sulle mani che sui dialoghi: avanzare, resistere, crescere, tornare più forti. L’impressione, fin dalle prime ore, è che la narrazione non voglia rubare la scena all’azione, ma offrire un contesto continuo, un filo che ci accompagna tra un tentativo e l’altro senza pretendere di essere l’elemento dominante dell’esperienza.
   

   
Il bello è che, pur restando entro confini abbastanza classici, l’universo di gioco ha personalità: Talamh è un luogo che vive di contrasti tra magia e oppressione, tra la fiaba e la durezza di un dominio che sembra avere messo radici ovunque. Ci muoviamo verso lo scontro con Azra con quella sensazione tipica dei roguelite: sappiamo qual è l’obiettivo finale, ci arriviamo a spirale, e nel mezzo raccogliamo tasselli di storia e di mondo mentre il gioco ci spinge a imparare e reimparare. La patch 1.1, da questo punto di vista, non “riscrive” il racconto, ma interviene su un elemento che influisce direttamente sulla fruizione narrativa: il sistema di lore del Museum viene rinnovato e arricchito di informazioni, rendendo più chiara e più sostanziosa la parte di background che spesso, in giochi così, rischia di passare in secondo piano.
   
C’è anche un aspetto di ritmo narrativo che ci ha convinti: l’idea che la storia non si giochi tutta su un singolo “grande colpo di scena”, ma su un percorso che alterna spinta in avanti e momenti di respirazione, con un senso di progressione che si percepisce anche quando una run finisce male. È una struttura che non punta a competere con i giganti del racconto roguelite più focalizzati sulla scrittura, e il gioco stesso sembra esserne consapevole, preferendo farci “sentire” il mondo attraverso l’azione, la mappa, i suoi pericoli, più che attraverso monologhi infiniti. E quando poi l’aggiornamento 1.1 porta novità come aree corrotte più rischiose ma più remunerative, l’idea di un viaggio in una terra che reagisce, che si contamina e che si fa più ostile, si riflette anche nell’atmosfera generale, senza bisogno di spiegoni. Prima di passare a parlare di gameplay vogliamo ricordarvi che Absolum è localizzato in italiano.
 

 

Il gameplay di Absolum

Absolum è, prima di tutto, un beat ’em up che vuole farsi giocare con precisione: colpi, schivate, tempi, e quella sensazione di impatto che deve essere “giusta” perché tutto il resto funzioni. La recensione del gameplay, per noi, parte da qui: la base è solida e il combattimento sa essere punchy e fluido, con un ritmo che invita a cercare concatenazioni e soluzioni creative, invece di limitarsi a spammare il colpo più sicuro. La cosa interessante è che questa solidità non è fine a sé stessa, perché il gioco la incastra in una progressione da roguelite fatta di skill, potenziamenti e modificatori che, run dopo run, cambiano davvero la maniera in cui affrontiamo incontri e boss.
  

La patch 1.1 di Absolum è il tassello che rende l’esperienza più completa

  
Uno dei tratti più riusciti, già nella versione base, è quella combinazione tra immediatezza e profondità: è facile “capire” cosa fare, molto meno facile farlo bene quando la pressione sale, i nemici si accumulano e bisogna gestire posizionamento, risorse e priorità. Alcune scelte di design lavorano proprio per evitare che il gioco si trasformi in un’esibizione infinita e senza attrito: ad esempio esiste un meccanismo che spezza combo troppo lunghe, pur premiandoci con danni bonus, così da impedire che si trasformi tutto in un one-touch-death anche contro i boss. In co-op, poi, la formula si fa ancora più gustosa perché la gestione del caos diventa un lavoro di squadra e la run assume un ritmo diverso, più “sportivo”, più da lettura condivisa dello schermo.
 
La patch 1.1, intitolata Threads of Fate, è un aggiornamento importante perché interviene sia sul contenuto sia sulla qualità della vita. Il nuovo sistema dei Mystic Ordeals introduce modificatori capaci di cambiare sensibilmente una run, aggiungendo varietà e una dimensione di rischio pianificato, mentre i Corrupted Biomes inseriscono sulla mappa zone più pericolose che promettono ricompense migliori se decidiamo di non evitarle.  Sul fronte “affidabilità”, il pacchetto di fix è sostanzioso: viene corretto un softlock legato alla transizione della fase 2 di Azra in multiplayer, i companion ora seguono correttamente il giocatore che li ha assunti, e viene chiuso anche un exploit che permetteva overpressure infinito, elementi che nel complesso rendono le run meno frustranti e più coerenti (quando un roguelite smette di “rompersi” nei momenti caldi, il valore percepito sale più di quanto si creda, ndr.).
 
C’è poi il capitolo bilanciamento, che in un gioco del genere è quasi un secondo “metagioco”: la Patch 1.1 ritocca abilità e comportamenti, con aggiustamenti a personaggi come Brome e a diverse mosse, e contemporaneamente interviene sui nemici, persino sull’AI e sul pathing di alcune unità specifiche, come il Goblin Champion nel Mist Forest. Non parliamo di micro-nerf invisibili, ma di un lavoro pensato per rendere più credibile la curva di sfida, togliere abusi evidenti e dare più spazio a scelte consapevoli, specie quando entrano in campo i nuovi sistemi che possono alterare pesantemente la run. In più, vari ritocchi UI/UX, dalla mappa post-run che nasconde i percorsi non visitati all’aggiornamento dell’interfaccia in Versus, danno l’idea di un team che sta cercando di rendere il gioco più leggibile e meno “spigoloso” nell’uso quotidiano.
 

 

L'arte e la tecnica di Absolum

La direzione artistica è uno dei motivi per cui Absolum ci rimane in testa: lo stile disegnato a mano, con un gusto quasi da fumetto, dà ai personaggi e agli scenari un’identità netta e una coerenza che si percepisce sia nei fondali sia nelle animazioni. È il tipo di estetica che non si limita a essere bella da vedere, ma aiuta a leggere l’azione: le silhouette sono riconoscibili, gli effetti hanno carattere, e l’insieme comunica un mondo fantasy che non sembra “generico”, pur muovendosi dentro coordinate familiari. Anche quando il gioco alza il volume del caos, la sensazione è che ci sia un’attenzione reale alla pulizia visiva, tanto che alcuni interventi della patch 1.1 come l’aumento della trasparenza di tornado ed effetti specifici: vanno proprio nella direzione di migliorare la chiarezza senza snaturare lo stile.
  
Sul piano tecnico, la solidità generale è buona e l’esperienza risulta scorrevole, con una resa che viene descritta come “un sogno” in termini di fluidità anche su dispositivi come Steam Deck, elemento che ci dà un’indicazione abbastanza chiara sul lavoro fatto su performance e ottimizzazione di base. La patch 1.1 aggiunge un ulteriore strato di rifinitura perché non si limita ai contenuti: corregge bug che potevano spezzare una run (il già citato softlock su Azra in multiplayer) e interviene su comportamenti che, quando non funzionano, fanno perdere fiducia nel sistema (mount fatigue che ora si applica correttamente in uno scontro specifico, summon attraversabili, sparks che despawnano a fine combattimento). Anche il “contorno” viene ripulito: quest item che non appaiono più in inventario, portrait mancanti aggiunti, indicatori che vengono nascosti durante le emote, tutte piccole cose che, sommate, rendono il gioco più ordinato e professionale.
 
L’audio completa il quadro con una colonna sonora e un comparto vocale capaci di aggiungere atmosfera e carattere, accompagnando l’azione senza diventare rumore di fondo. La varietà musicale contribuisce a dare vita a Talamh e a differenziare i momenti di gioco, cosa che in un roguelite è fondamentale perché la ripetizione strutturale può facilmente diventare stanca se non viene “colorata” a dovere. E quando il combat funziona come dovrebbe, una buona resa sonora degli impatti e dei feedback è parte del piacere, perché trasforma ogni schivata riuscita e ogni combo ben chiusa in una piccola ricompensa sensoriale.
 

 

Absolum

Absolum ci ha convinti perché riesce a prendere l’immediatezza del beat ’em up classico e a innestarla in una struttura da roguelite che, run dopo run, ci spinge davvero a migliorarci e a sperimentare. La patch 1.1 è il tassello che rende l’esperienza più completa: aggiunge varietà concreta con nuove sfide e percorsi più rischiosi ma più generosi, sistema diversi inciampi tecnici e rifinisce l’equilibrio generale, facendo emergere con più forza ciò che il gioco sa fare meglio, cioè combattere in modo spettacolare e leggibile senza perdere mordente. Restano una narrazione che fa il suo dovere senza cercare l’effetto “romanzo” e una difficoltà che può diventare severa quando il ritmo si alza, ma nel complesso ci troviamo davanti a un titolo che, soprattutto dopo l’aggiornamento, merita attenzione sia per la personalità artistica sia per la solidità del suo cuore ludico.

8.50

Trama 7.50

Gameplay 9.00

Arte e tecnica 8.00

Pro:

combat system profondo

patch 1.1 davvero ricca

direzione artistica sublime

Contro:

componente narrativa migliroabile

ancora da sistemare la curva di difficoltà

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